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venerdì 31 maggio 2013

Aldo Nesi - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 01 luglio 1997

P.M.: Sentiamo Nesi Ado.
Presidente: Senta, vuole essere ripreso dalle telecamere?
A.N.: Non importa, faccino come vogliono. Va bene.
Presidente: Non c'è problema allora, va bene. Come si chiama lei?
A.N.: Nesi Ado.
Presidente: Dove è nato?
A.N.: Xxxxxxx il XX/XX/XX.
Presidente: Residente a Xxxxxxx?
A.N.: Sì.
Presidente: Legga quel foglio che gli porge l'Ufficiale Giudiziario.
A.N.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
Presidente: Senta, risponda alle domande che le saranno fatte, per cortesia.
P.M.: Grazie, signor Presidente. Signor Nesi, lei abita tuttora a Xxxxxxx?
A.N.: Sì.
P.M.: Ha un'attività?
A.N.: Commerciante, cioè c'ho l'armeria lì in piazza Pierozzi.
P.M.: C'è un'armeria sola a San Casciano? 
A.N.: Sì, armeria insomma con un po' di... coltelleria e tutto in genere insomma. Caccia, pesca e via.
P.M.: Vendete anche armi da sparo?
A.N.: Sì.
P.M.: Da quanto è che ha questa armeria?
A.N.: Dal '64.
P.M.: Lei conosce il signori Vanni Mario?
A.N.: Diamine! Fin dalla nascita!
P.M.: Dalla nasci...
A.N.: Da sempre, perché sancascianese.
P.M.: Senta, lei ricorda se il signor Vanni è mai venuto per acquistare un'arma? 
A.N.: Sì.
P.M.: Ricorda particolari su queste visite, o questa visita?
A.N.: I particolari, che voleva acquistare una pistola però non avendo un porto d'armi io lo informavo sempre che doveva recarsi alla Stazione Carabinieri e chiedere il nullaosta per l'acquisto di quest'arma.
P.M.: Lei dice "sempre", nel senso è venuto più” di una volta?
A.N.: Sì.
P.M.: Ricorda quante?
A.N.: È venuto
P.M.: Lei...
A.N.: Quattro, non lo so perché l'ultima volta l'ho visto che è entrato in caserma e ho detto: guarda, forse l'è intenzionato proprio...
P.M.: A comprare.
A.N.: Poi le altre volte, non lo so.
P.M.: Senta...
A.N.: Perché l'ho sempre mandato su.
P.M.: Lei lo ha visto entrare nella caserma?
A.N.: Sì.
P.M.: E poi è tornato da lei...
A.N.: No.
P.M.: Non è più tornato.
A.N.: No.
P.M.: Diceva un'arma da sparo in gene... una pistola in generale, o anche...
A.N.: Lui diceva una pistola.
P.M.: Una pistola. Le spiegava perché?
A.N.: Io cercavo solamente di dissuaderlo sempre, gli dicevo: 'cosa ne fai?'
P.M.: E lui cosa diceva? A che cosa gli serviva?
A.N.: E lo mandavo sempre...
P.M.: Diceva che aveva paura di qualcuno, doveva difendersi...
A.N.: Mah, questo non... non mi ricordo di queste cose.
P.M.: Lei però ha detto che, testualmente, glielo contesto : "Io gli chiedevo cosa mai volesse fare di una pistola e lui mi rispondeva che aveva paura, mi pareva preoccupato", è così?
A.N.: E infatti,, era preoccupato.;
P.M.: Non diceva perché.
A.N.: Ma non diceva perché.
P.M.: In passato era mai venuto con la stessa paura a acquistare armi?
A.N.: No, le volte precedenti mi sembrava più... cioè, insisteva meno, ecco.
P.M.: Cioè, è venuto più volte. All'inizio insisteva meno e poi in un certo momento insisteva di più.
A.N.: Sì, sì.
P.M.: Lei sa collocare nel tempo queste visite?
A.N.: L'ultima è stata nel periodo che c'era... che fu la sostituzione dei marescialli a San Casciano, cioè nel periodo quando c'era il maresciallo Lodato.
P.M.: Il maresciallo Lodato stava andando via?
A.N.: Sì, e subentrava...
P.M.: Il maresciallo...
A.N.: ... quello di ora, che c'è ora. Il periodo era quello lì.
P.M.: Siamo agli inizi degli anni '90, non lo sa? Lo verificheremo...
A.N.: No, perché quando vennero su da me, io dissi sarà due o tre anni, però mi ricordo che c'era questo cambio della caserma.
P.M.: Sembra
A.N.: Dissero: 'guarda che Lodato è andato via nel '90-'91. Dico: 'allora è quel periodo lì'.
P.M.: Ho capito. Senta una cosa, lei dice all'inizio, le prime volte che veniva sembrava meno insistente, meno preoccupato, poi a un certo momento era più preoccupato tant'è che lo vidi andare veramente nella Stazione Carabinieri.
A.N.: Sì.
P.M.: Tra queste visite che lasso di tempo può essere passato? Erano una successiva all'altra, o...
A.N.: No, è passato non so, un paio di mesi, ora chi se lo ricorda?
P.M.: In un paio di mesi tutte le visite?
A.N.: No, anche una distanza di due o tre mesi l'una dall'altra.
P.M.: Lei rico...
A.N.: E io gli ripetevo: 'e te l'ho bell'e detto, se non hai il nullaosta o il porto d'armi, non ti posso dare niente'.
P.M.: E lei ha detto, in passato era mai venuto in armeria Vanni?
A.N.: Vanni?
P.M.: Sì.
A.N.: Sì, perché veniva qui da me, abitava lì... insomma era di San Casciano, veniva, mi portava le forbici a riparare insomma.
P.M.: Però di pistole non ne aveva mai...
A.N.: No, no, no, mai niente.
P.M.: E lei non ha mai insistito a tal punto per capire perché volesse un'arma? Se eravate amici. Non si è insospettito?
A.N.: No amici. Amici fin da ragazzi, diciamo conosciuto sempre bene, però gli dicevo io: 'cosa ne fai di una pistola?'
P.M.: Lui era...
A.N.: Tant'è vero che io c'ho anche la licenza di agenzia per il disbrigo di pratiche, non gli ho mai detto: 'portami questi documenti che ti preparo, che ti fo la pratica per il nullaosta'. L'ho mandato sempre alla caserma dei Carabinieri.
P.M.: Come mai? Qual era questa sua... Se aveva un'agenzia, all'amico perché non gliel'ha fatta lei?
A.N.: Perché era il periodo che beveva un pochino anche, aveva ripreso un pochino a bere. Lo vedevo lì al bar. Tant'è vero che lì gli davano più nemmeno da bere. E allora dicevo: 'stiamo un pochino cauti'.
P.M.: Attenti. E sa perché beveva?
A.N.: Questo no.
P.M.: Lei sa che era amico di Pacciani?
A.N.: L'ho saputo tramite, insomma, tutto... la televisione e compa...
P.M.: Dove?
A.N.: Tutto, da quando c'è insomma tutte queste cose. Pacciani, Vanni e compagnia.
P.M.: Non ho altre domande, grazie.
Presidente: Altri? Difensori? Può andare, grazie.
A.N.: Fatto?
Presidente: Sì.
P.M.: Presidente, le avevo accennato stamattina che era intenzione del P.M. citare altri testi stamani un po' più complessi, ma mi sarei messo d'accordo con il difensore del Vanni per soprassedere stamani. Quindi avrei terminato e...
Presidente: Non ce ne sono altri?
P.M.: No. È stato velocissimo stamani.
Presidente: Allora dico subito, così non si può andare. Noi dobbiamo accelerare un pochettino.
P.M.: Sono...
Presidente: Per non perdere giornate di cui ci pentiremo poi alla fine.
P.M.: Presidente, è una situazione contingente che è dovuta a più fattori.
Presidente: Va bene. Ora il programma era stato fatto, è saltato.
P.M.: Quindi giovedì e venerdì c'è...
Presidente: Giovedì e venerdì facciamole piene tutte e due perché domani salta per consentire all'avvocato Pepi di partecipare al processo Nicotra.
P.M.: Bene, grazie.
Presidente: Allora a dopodomani, giovedì mattina alle ore 09.00 qui.
P.M.: Bene, grazie.
Presidente: L'udienza è tolta.
(voce fuori microfono)
Presidente: Mattina e pomeriggio. Vediamo un po', perché sennò...
(voce fuori microfono)
Presidente:  . . . per tutto il giorno. Semmai qualcuno va via, sennò...

giovedì 30 maggio 2013

Giovanbattista Zanieri - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 01 luglio 1997

La lettura di questo post è riservata ai Sostenitori di  
Insufficienza di prove.




I motivi di questa scelta
Da oggi, ogni settimana, almeno un post sarà destinato ai soli Sostenitori di Insufficienza di prove.
È una scelta che ho rimandato finchè ho potuto ma adesso si tratta di decidere se proseguire con un post al giorno dal lunedì al venerdì, come ho fatto negli ultimi quattro anni, o interrompere la pubblicazione di qualsivoglia contenuto su Insufficienza di prove. È una scelta impegnativa che però mi trovo costretto a fare, dato il crescente impegno e gli inevitabili costi da sostenere. Lo dico da un pò di tempo: il momento non è dei migliori ma per andare avanti serve davvero ben poco e se anche solo un terzo di coloro che seguono Insufficienza di prove mi sosterrà in questa impresa, nei prossimi mesi tutto il processo a Mario Vanni e Giancarlo Lotti verrà pubblicato su queste pagine. Diversamente, con estremo dispiacere, io mi fermo qua.

Come diventare sostenitore:
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In base all'entità del contributo fornirò l'accesso a tutti i posts per 1 mese, 6 mesi, un anno. La gestione delle donazioni verrà gestita da Daniele, un mostrologo che probabilmente già conoscete se avete acquistato un libro sul "mostro di Firenze" su Ebay o avete partecipato alla presentazione di uno degli ultimi libri usciti sull'argomento.
Grazie per l'attenzione e a presto!
Flanz


I numeri di Insufficienza di prove (al 17 aprile 2013)
-1240 posts;
-1065 articoli nell'emeroteca più completa sulla vicenda;
-568 schede con tutti i protagonisti;
-73 interviste ai principali protagonisti della vicenda;
-85 video sul canale Youtube;
-1 post ogni giorno dal lunedì al venerdì;
-Trascrizioni complete e fedeli delle principali udienze sul caso;
-Aggiornamenti e news;
-Oltre 60.000 visitatori annui;

mercoledì 29 maggio 2013

Luisa Gracili - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 01 luglio 1997

Presidente: C'è la Gracili, no?
P.M.: Sì, Presidente. Gracili Luisa.
Presidente: Buongiorno. Come si chiama?
L.G.: Gracili Luisa.
Presidente: Dov'è nata?
L.G.: A Xxxxx il XX/XX/XX.
Presidente: Residente a Xxxxxxx?
L.G.: Via Xxxxxxx.
Presidente: Senta, legga lei.
L.G.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione', mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.”
Presidente: Le telecamere la possono riprendere, o no?
L.G.: Boh,.va be', facciamo...
Presidente: Va bene. Allora può rispondere alle domande del Pubblico Ministero e poi dei difensori, eh.
P.M.: Una preliminare, signora. Può spiegare alla Corte qual è la sua professione?
L.G.: Io faccio l'avvocato.
P.M.: Senta una cosa: nel 1985 dove viveva, lo ricorda?
L.G.: Ero residente a Prato, ma vivevo a Xxxxxx, dove risiedo tuttora.
P.M.: Lei ricorda di essere passata dalla via degli Scopeti la sera prima dell'omicidio che fu...
L.G.: Si, questo...
P.M.: La sera prima del giorno che fu scoperto l'omicidio che era...
L.G.: Sì, mi ricordo di essere passata. È un ricordo che ho soprattutto per il fatto che ne abbiamo parlato varie volte in casa. Cioè, non ho un ricordo diretto e immediato, però mi ricordo, sì.
P.M.: Il ricordo che ha lei, indipendentemente dal fatto che...
L.G.: Comunque, sì, sono passata...
P.M.: Ecco, come è questo ricordo? Se ce l'ha ora ancora, sennò...
L.G.: Appunto, le dico: cioè, io ho tenuto questo ricordo un po ' nel cassetto per molto tempo, per cui non è. . . non è vivido. Ora non saprei come spiegarmi, però mi ricordo che la sera del giorno precedente a quello in cui fu scoperto l'omicidio, io passai lì da via degli Scopeti, la notte.
P.M.: Insieme al Taylor?
L.G.: Al signor Taylor.
P.M.: Eravate in macchina?
L.G.: Eravamo in macchina.
P.M.: Guidava lui, o guidava lei?
L.G.: Guidava lui.
P.M.: Ricorda che macchina avevate?
L.G.: Avevamo, mi sembra, una 124 bleu. O una. . . Non me lo ricordo, via, non...
P.M.: Vede, lui si ricorda un'altra macchina...
L.G.: Eh, non...
P.M.: Lei ricorda da dove venivate e in che direzione?
L.G.: Tornavamo da Firenze, eravamo stati forse, mi sembra, al cinema, ad un cinema all'aperto e tornavamo a casa.
P.M.: E siete passati davanti, per la strada che passa, che costeggia la piazzola dell'omicidio?
L.G.: Sicuramente.
P.M.: Cioè, lei...
L.G.: Noi passiamo... quella lì è la strada per andare a casa nostra, la più breve da Firenze.
P.M.: Ecco, la casa vostra, rispetto, venendo da Firenze, rispetto alla piazzola, è più. avanti...
L.G.: È verso San Casciano.
P.M.: Molto oltre, o...
L.G.: No, non molto oltre. Al primo bivio noi giriamo a destra e lì c'è casa nostra.
P.M.: Ricorda innanzitutto se lei, davanti alla piazzola dell'omicidio, o nei pressi, lei vide qualcosa, oppure il ricordo che ha è perché glielo ha riferito poi il Taylor?, innanzitutto.
L.G.: Mah, questo è difficile da dire. Io non... Lei mi chiede una cosa pressoché impossibile, perché...
P.M.: Benissimo.
L.G.: ... sono ricordi...
P.M.: Allora, il ricordo che lei ha ora, indipendentemente dal fatto che sia suo personale...
L.G.: Indotto da...
P.M.: ... o indotto da Taylor, di cosa parlaste?
L.G.: Parlammo che avevamo visto una macchina. Io mi ricordavo appunto, io non riconosco molto bene le macchine, però... che era sicuramente mi sembra una FIAT abbastanza grossa. E poi mi ricordo appunto, noi discordavamo sul colore di questa macchina.
P.M.: Fra voi.
L.G.: Fra noi. Uno, diceva grigia; e uno diceva bianca. Mi sembra.
P.M.: Ecco, siccome dal verbale...
L.G.: Mi sembra.
P.M.: ... mi scusi, risulta, da quello che dice Taylor, che la discordanza era sul colore della targa, lei non è per caso che confonde sul colore della targa, o confonde anche il colore della macchina? Il verbale di allora, redatto la sera stessa, sembra che la discordanza sia sul colore della targa.
L.G.: No, a me sembra sul colore della macchina, perché... Io ho questo ricordo. È strano, mi ricordo solo questa cosa: che nel pomeriggio in cui fu scoperto l'omicidio, lui mi telefonò, io ero a lavoro, da casa. Abbastanza agitato mi disse: 'ma te che ti ricordi, cosa abbiamo visto ieri sera tornando a casa?'. E io gli dissi... sulla piazzola degli Scopeti, ovviamente. E io gli dissi: 'una macchina'. 'Ma di che colore era...', ecco, questo è il ricordo che io ho più vivido della vicenda.
P.M.: Però, questo ricordo, glielo sollecitò lui. Sembra che fu lui.
L.G.: Sì, mi telefonò, mi disse perché appunto lui era passato di lì, aveva...
P.M.: Aveva avuto cognizione di questo fatto.
L.G.: Sì, di questo fatto.
P.M.: Senta ancora una cosa: lei ricorda poi le occasioni immediate, dopo l'omicidio in cui si è presentata ai Carabinieri, o le ha sfumate anche queste? Se c'è stata una, o due volte...
L.G.: Io mi ricordo che ero andata dai Carabinieri, proprio per dire quello che avevo visto. Però non mi ricordo... Cioè, nei giorni sicuramente, o il giorno successivo, o il giorno dopo, due giorni dopo, questo non mi ricordo esattamente quando. Mi ricordo che sono andata.
P.M.: Senta, io le ho mostrato qualche tempo fa, un appunto che era stato trovato nella caserma de Carabinieri di San Casciano datato 10/09/95. S
L.G.: Sì.
P.M.: In cui i Carabinieri danno hanno che è stato steso dall'allora comandante della Stazione. Ma è un appunto del comandante in cui non c'è nessuna sua sottoscrizione. In questo appunto io le dissi che si parlava di una determinata circostanza che sembra aver riferito lei. Ed è una circostanza diversa da quella di quella notte. Lei, quando io le ho mostrato questo appunto, mi ha detto: 'se così è scritto, lo avrò detto io. Ma non lo ricordo'.
L.G.: Sì.
P.M.: Le chiedo: lei, di questi fatti, indipendentemente dalla FIAT vista quella sera, ricorda di aver riferito ai Carabinieri, su quella piazzola, qualcosa? Lo ricorda di suo, indipendentemente da...
L.G.: No, purtroppo no. Io ci ho ripensato... Cioè, purtroppo, purtroppo non lo so, ma insomma... Io ho ripensato in questo mese più o meno che è trascorso, ma non, veramente non ho ricordo di quella cosa.
P.M.: Posso leggerle questo appunto, così lei mi dice cosa ricorda. L'appunto è apparentemente redatto - anzi, direi non apparentemente, perché c'è una annotazione dei Carabinieri di San Casciano - dal maresciallo di allora. È a carte 927, ma è un documento, datato 10/09/85, cioè il giorno successivo ancora alla scoperta. E c'è questa annotazione, dice: "Gracili Luisa, nata..."
Avvocato Pepi: Presidente, Presidente, mi scusi. Ci sarebbe opposizione. Non è un atto...
Presidente: Non è una contestazione, avvocato.
Avvocato Pepi: Eh, ho capito, ma...
Presidente: Per sollecitare il ricordo...
Avvocato Pepi: ... è un atto informale. Non si sa nemmeno esattamente bene la provenienza.
P.M.: No, la provenienza la conosciamo, io ho fornito il documento. Il difensore lo sa, perché è depositato. Sono: carte 926 e 927. La provenienza è certa, E la teste è già stata interrogata sul fatto, Presidente. Quindi, su questo, mi sembra che...
Presidente: Va bene. Vada avanti.
P.M.: Grazie. L'appunto dice, appunto fatto dal comandante, sembra il maresciallo, allora comandante della Stazione, che viene allegato in originale agli atti, dice: "Gracili Luisa, nata a Xxxxxxx il XX/XX/XX, residente a Xxxxxx via Xxxxxxx, domiciliata in Xxxxxxxx via Xxxxxxx, telefono XXXXXXX".
L.G.: Sì.
P.M.: Le si riconosce in queste generalità?
L.G.: Sì.
P.M.: È lei. E nell'appunto viene annotato: "Dice di aver notato, visto spesso nel luglio e ultimamente, un'auto FIAT 128 rossa. Non ricorda la targa, con nessuno a bordo”. Questo appunto, può nascere da dichiarazioni sue, fatte da lei a questo comandante? Perché così apparentemente sembra, ma indipendentemente da questo, di questa circostanza di una 128 rossa che lei avrebbe visto nel luglio e ultimamente... C'è da presumere, ma questa è una presunzione, ovviamente se scrivono il suo nome in quegli atti lì, in relazione a quell'omicidio e a quel luogo, le ricorda qualcosa questo fatto?
L.G.: No, non mi ricorda niente. Cioè, mi ricordo di quel foglietto che lei mi ha fatto vedere, e sicuramente sono io la persona lì indicata, perché appunto coincide tutto, però io non… di una 128 ro… cioè, di quello di cui si dice, che io ho visto lì, nella piazzola degli Scopeti, una 128...
P.M.: Non le viene in mente?
L.G.: Non mi viene in mente nulla.
P.M.: Bene, grazie. Non ho altre domande. Chiedo di produrre il documento.
Presidente: Le altre parti? Avvocato Bagattini?
Avvocato Bagattini: Sì, grazie. Signora, il suo compagno, il signor Taylor, riferendosi alla sera nella quale passaste nella via degli Scopeti, ha parlato di un orario che è, ricordo, fra la mezzanotte e un quarto e l'una meno un quarto, lei è in grado di riferire qualcosa di più preciso. Anche, voglio dire, ricostruendo quello che voi faceste la sera.
L.G.: No, perché come ho prima detto, io penso che noi siamo andati al cinema. Lei si rende conto, sono ormai 12 anni fa. Sicuramente non ricordo né che film. Dico un cinema all'aperto, per cui l'orario probabilmente, presumibilmente è giusto e oscilla su quell'ora. Però io non...
Avvocato Bagattini: Ecco, lei ricorda se all'uscita dal cinema faceste qualche cos'altro, tornaste subito...
L.G.: Mi sembra di no, anche perché poi il giorno dopo dovevamo andare a lavorare, insomma...
Avvocato Bagattini: Il signor Taylor, per la verità, ha detto che il giorno dopo non sarebbe dovuto andare a lavorare.
L.G.: Io sì, sicuramente. Perché ho questo ricordo, non so se ha sentito prima, che lui mi chiamò al lavoro e mi chiese...
Avvocato Bagattini: Sì. Sì, infatti.
L.G.: ... di questo. Per cui io sicuramente dovevo andare a lavorare...
Avvocato Bagattini: Comunque questo orario: mezzanotte e un quarto, una meno un quarto, ecco, è compatibile, verosimile.
L.G.: È presumibilmente verosimile, sì.
Avvocato Bagattini: La ringrazio.
Presidente: Altre domande? L'avvocato Pepi niente? Allora può andare, grazie. ?
L.G.: Grazie.

martedì 28 maggio 2013

James Taylor - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 01 luglio 1997

Presidente: Vanni: è presente. Difeso dall'avvocato Pepi che è presente. Faggi: non c'è. È rappresentato da Bagattini e Fenies. Lotti, che è presente. L'avvocato Bertini. Corsi Alberto? C'è Corsi Alberto?
Avvocato: No, Presidente.
Presidente: Non c'è. Zanobini non lo vedo... Ah, Zanobini eccolo qua. Sì, sì, presente. Le parti civili sono poche, oggi. Allora, c'è il professor Voena che sostituisce un po' tutti gli altri.
Avvocato Voena: Sì, d'accordo.
Presidente: Luca Saldarelli, da chi viene sostituito?
Avvocato Voena: Lo sostituisco io. Va bene?
Presidente: Bene. Guido Puliti, lo stesso? Quell'avvocatessa, come si chiama?
Avvocato Leonardi: Leonardi. Sostituisco l'avvocato Curandai. E sono disponibile...
Presidente: Ah, benissimo. Allora mi sostituisce un po' anche gli altri, Bene. Ciappi, Colao, Pellegrini, Santoni Franchetti e Eriberto Rosso. Va bene. Pubblico Ministero...
P.M.: Sì, Presidente.
Presidente: ... possiamo iniziare.
P.M.: Il teste che sentiamo per primo è il signor Taylor James.
Presidente: Lei parla italiano, parla italiano lui?
J.T.: Sì, sì.
Presidente: Bene. Senta vuole essere ripreso dalle telecamere, o no?
J.T.: Meglio di no.
Presidente: Meglio di no. Va bene, allora, niente telecamere, per cortesia. Come si chiama?
J.T.: James Taylor.
Presidente: Dov'è nato e dove risiede?
J.T.: Sono nato a Xxxxxx, negli Stati Uniti. E risiedo in Xxxxxx.
Presidente: In che data è nato?
J.T.: XX/XX/XX.
Presidente: Residente a Xxxxxxx. Bene. C'è quel foglio lì, lo legga, per cortesia ad alta voce.
J.T.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di guanto è a mia conoscenza".
Presidente: Ora sarà esaminato dal Pubblico Ministero e dagli altri difensori. Risponda con calma e ci dica solo appunto la verità. Bene?
J.T.: Bene.
Presidente: Pubblico Ministero, prego.
P.M.: Grazie, Presidente. Signor Taylor, può riferire alla Corte da quanto tempo lei abita o vive in Italia?
J.T.: Dall’80, più o meno. Ho perso il conto, ma più o meno…
P.M.: Lei ricorda dove abitava, o dove viveva nel 1985?
J.T.: Sì.
P.M.: Ce lo può dire?
J.T.: Via di Faltignano numero 1, dove risiedo ora.
P.M.: Tuttora. Lei ricorda di essersi recato il giorno 9 settembre dell'85, cioè il giorno in cui furono scoperti i cadaveri, quell'omicidio che avvenne in quella data, di essersi presentato lei dai Carabinieri?
J.T.: Sì.
P.M.: Può spiegar come mai si presentò dai Carabinieri quel lunedì e cosa riferì?
J.T.: Posso spiegare che quella sera appunto, tornando a casa la sera del delitto avevo visto una macchina parcheggiata.
P.M.: Mi perdoni. Sì, sì, è questo il racconto.
J.T.: Sì.
P.M.: Dobbiamo essere un attimo precisi.
J.T.: Sì, mi scusi.
P.M.: E quella sera, che sera è?
J.T.: Non mi ricordo.
P.M.: Le date, le disse ai Carabinieri.
J.T.: Sì.
P.M.: Cioè, lei si presenta ai Carabinieri il giorno in cui .viene scoperto l'omicidio. Dico bene?
J.T.: Senta, effettivamente sono passati un po' di anni.
P.M.: Certo.
J.T.: Io, quello che vorrei dire, che quello che ho giurato al momento...
P.M.: È la verità.
J.T.: ... è quello che posso dire. Oltre quello ormai sono passati, è passato qualche anno...
P.M.: Noi siamo pienamente consapevoli di questa sua dichiarazione.
J.T.: Ecco.
P.M.: Abbiamo un problema tecnico nostro.
J.T.: Sì.
P.M.: Cioè, nel nostro ordinamento abbiamo necessità, ove è possibile, di far ricordare a lei ciò che disse. Se lei lo ricorda e lo può riferire alla Corte, bene; altrimenti lei ha fatto addirittura un disegno all'epoca...
J.T.: Sì, mi sembra di sì.
P.M.: Lo dette ai Carabinieri, c'è la sua firma. Io poi glielo mostro. Volevo vedere, prima di...
J.T.: Non l'ho più visto.
P.M.: Non l'ha più visto. Prima di sollecitare a lei il suo ricordo con quello che dichiarò, vedere cosa ricorda lei.
J.T.: Sì.
P.M.: Cosa vide. Allora lasciamo pure il discorso di esattamente la data. Ricorda cosa stava facendo e che cosa vide, da dove veniva, dove stava andando?
J.T.: Allora, il giorno, la sera del delitto?
P.M.: Sì. Noi sappiamo che è la sera del delitto. . .
J.T.: Tornavo a casa da una...
P.M.: Quindi era una domenica
J.T.: Sì. Non...
P.M.: Non lo ricorda.
J.T.: Bene, bene, grazie.
P.M.: Stava tornando
J.T.: Tornavo a casa con la macchina.
P.M.: Da dove, da dove veniva?
J.T.: Da Firenze, credo. ,
P.M.: Ecco, e si stava dirigendo in direzione della sua casa verso San Casciano.
J.T.: Sì, esatto. Salivo via degli Scopeti, la strada solita...
P.M.: Saliva via degli Scopeti. Quella necessaria per arrivare a casa sua.
J.T.: Sì.
P.M.: Era da solo, o era in compagnia?
J.T.: Ero in compagnia della mia convivente.
P.M.: Si chiama?
J.T.: Luisa Gracili.
P.M.: Anche all'epoca viveva con lei...
J.T.: Sì.
P.M.: Quella sera era con lei?
J.T.: Sì.
P.M.: Ho capito. Ricorda cosa vedeste, o cosa vide lei? Che cosa poi vi colpì che andaste l'indomani a raccontarlo ai Carabinieri.
J.T.: Lì per lì non mi colpì niente. Il giorno dopo, tornando a casa e vedendo quello che era successo, mi sono detto: 'ah, ma io ieri sera mi sa di aver visto la macchina...'
P.M.: Ecco, allora cosa ha visto ce lo può raccontare?
J.T.: Senta, come vorrei dire, siccome poi i nomi delle date io non ho riletto la dichiarazione... Cioè, non l'ho riletta, me l'hanno fatta leggere qualche mese fa, io non mi ricordo nemmeno cosa c'è scritto.
P.M.: Ho capito. Se io le faccio vedere il disegno che fece all'epoca...
J.T.: Sì, volentieri, grazie.
P.M.: Eh? Possiamo mostrare quel disegno? Innanzitutto ci dice se lo ha fatto lei, o se... Vogliamo mostrarlo, per cortesia? Se possiamo centrarlo, ancora di più, perché c'è una firma in fondo.
J.T.: Sì, la firma la vedo, sì.
P.M.: Si può... ecco, ingrandire? Lei lo ricorda questo disegno?
J.T.: Se c'è la firma, va bene.
P.M.: Controlli, se c'è.
J.T.: No, la firma la vedo, la firma c'è, va bene.
P.M.: Il disegno lo ha fatto lei, o lo fece qualcuno?
J.T.: Io ho paura proprio di dire che lo ha fatto qualcuno, perché io disegno... bene. Quello non è...
P.M.: Ecco, ho capito. Le indicazioni per fare quel disegno le ha date lei?
J.T.: Sicuramente.
P.M.: Ecco, allora, vedendo ora il disegno...
J.T.: Sì.
Presidente: Possiamo farglielo vedere in originale, farglielo vedere così, in foglio, proprio... ;
P.M.: Sì, lo vogliamo mostrare direttamente?
Presidente: Si rende conto meglio?
P.M.: Ricorda ora vedendo il disegno qual era la situazione che lei dichiarò ai Carabinieri? Altrimenti io chiedo di essere autorizzato a sollecitarle il ricordo con quello che ha detto. Ma, sembra di capire, no? dal disegno, che lei aveva visto qualcosa, una macchina in un certo punto...
J.T.: Sì.
P.M.: Questi ricordi li ha oggi, o no?
J.T.: Molto vagamente, molto vaga... No, è un processo di un certo rilievo, insomma, io vorrei attenermi a quello che avevo sottoscritto, eccetera.
P.M.: Bene, penso a questo punto dobbiamo leggerlo.
Presidente: Lo legga, sì, sì, lo legga.
P.M.: Lei dichiarò, presentandosi dai Carabinieri di San Casciano il giorno 9 settembre, che è il giorno in cui fu scoperto il delitto, è un lunedì, lei - a leggere questo verbale - si presenta ai Carabinieri alle 19.50, cioè la sera.
J.T.: Sì.
P.M.: I Carabinieri intervengono sul posto intorno, alle una, le due. Più verso le 14.00. Quindi poche ore dopo la scoperta del delitto, lei si presentò ai Carabinieri e fa questa dichiarazione. Dice: "Verso le ore 0.15-0.45" - della notte, questo lo dico io - "non posso essere più preciso, transitavo con la mia ragazza, Luisa Gracili, che vive, in San Casciano all'indirizzo ove sono ospite, a bordo di una Citroen 2 cavalli di proprietà della mia ragazza" - lei disse - "sulla Statale che conduce a San Casciano provenendo da Firenze. Giunti in località Scopeti, nello stesso luogo ove oggi ripassando ho visto un assembramento di persone, ricordo di aver notato sul ciglio della strada, lato destro, direzione San Casciano, una FIAT 131 di colore argento. Data l'ora, non ho fatto molto caso alla vettura. Soltanto oggi, ritransitando dal posto, notando un assembramento di persone, ho saputo cosa fosse successo. Ed ho ricollegato la vista della vettura della notte precedente. Di quel mezzo ricordo solo che era una FIAT 131 di colore argento. Non so neppure se era targata Firenze. Ricordo a tale proposito di avere oggi, dopo aver appreso il fatto, discusso con la mia ragazza sulla presenza di quell'auto e di averle detto che la targa, per me, era di colore rosso. Lei invece sostiene che la targa era di colore bianco". Non ha indicazioni da dare in fede di quanto sopra, mi sottoscrive: "Si dà atto che al verbale viene allegato un foglio ove è stata tracciata una piantina del luogo, è stata vista la vettura indicata”.
J.T.: Sì.
P.M.: È così?
J.T.: Sì.
P.M.: Conferma...
J.T.: Confermo molto volentieri, sì.
P.M.: Non ho altre domande.. Grazie.
Presidente: Parti civili? I difensori?
Avvocato: Io, una domanda, signor Presidente. Signor Taylor, lei disse ai Carabinieri di San Casciano - come le ha letto il Pubblico Ministero - che lei passò intorno alle 0.15, o 0.45.
J.T.: Sì.
Avvocato: Mi rendo conto che sono passati 12 anni...
J.T.: Grazie.
Avvocato: Ecco, lei è in grado di chiarire come mai questa differenza di mezzora, rispetto...
J.T.: Perché non avrò guardato certo l'orologio tornando a casa. Tanto non andavo a lavorare, insomma, ecco.
Avvocato: Comunque era dopo la mezzanotte.
J.T.: Presumo di sì, se è quello che ho dichiarato allora, sicuramente è abbastanza accurato.
Avvocato: Si ricorda se il ricordo suo e quello della sua ragazza, relativamente al colore dell'auto, coincideva? Immagino che avrete commentato questo fatto insieme. Ecco, se vi era un ricordo uniforme sul colore dell'auto.
J.T.: Mi potrebbe ripetere, che veramente non ho sentito...
Avvocato: Dico, signor Taylor, probabilmente immagino che lei avrà commentato con la sua ragazza la deposizione ai Carabinieri e avrete cercato di ricordarvi insieme quello che vedeste quella sera.
J.T.: Sì.
Avvocato: Ecco, si ricorda se i vostri ricordi - quelli suoi e della sua ragazza - coincidevano, coincidevano su tutto...
J.T.: Mi sembra che non coincidevano. Poi ora, cioè...
Avvocato: Cioè, lei non ricorda quali erano i fatti che non coincidevano?
J.T.: Ma mi sembra il colore della macchina. Ma poi c'è scritto tutto, ecco.
Avvocato: Grazie. Non ho altre domande.
J.T.: Prego.
P.M.: Presidente, avrei ancora una domanda.
Presidente: Prego. Bene, può riprendere, sì sì.
P.M.: Signor Taylor, lei ricorda se poi vi siete... Cioè, anzi, partiamo da questo: la sera in cui fu sottoscritto quel verbale, cioè il lunedì sera abbiamo visto alle 19.50, lei andò da solo o c'era anche la Gracili dai Carabinieri?
J.T.: Dai Carabinieri lì a San Casciano?,
P.M.: Sì.
J.T.: No, non mi ricordo.
P.M.: Non ricorda. Lei ricorda se successivamente, cioè il giorno dopo, il 10 di settembre, siete nuovamente andati, o se è andata la Gracili per conto suo?
J.T.: Non mi ricordo.
P.M.: Non si ricorda. Lei ricorda se la signora Gracili le ha parlato di aver visto, nei giorni precedenti l'omicidio, nel luogo Scopeti, una 128 rossa?
J.T.: Non mi ricordo.
P.M.: Non ricorda. No, c'è una...
J.T.: Mi dispiace. Veramente non vorrei rispondere così, ma…
P.M.: No, no, ma noi…
J.T.: Ecco.
P.M.: Ci sono dei documenti che attestano questo.
J.T.: Appunto.
P.M.: E quindi non è la difficoltà di provare cosa avvenne allora. È per vedere se lei lo ricorda ora.
J.T.: Sì,.
P.M.: C'è un appunto relativo alla signora Gracili che avrebbe visto questa 128 rossa. Io le chiedo se lei, di questo fatto, ricorda qualcosa. Se lo ha visto anche lei, allora.
J.T.: Non potrei giurare niente.
P.M.: Bene. Io non ho altre domande, grazie.
Presidente: Bene. Può andare allora, grazie.
J.T.: Grazie. Buongiorno.

lunedì 27 maggio 2013

Sabrina Carmignani - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 30 giugno 1997 - Terza parte

Segue dalla seconda parte.

Presidente: Parti civili? Avvocato Colao, bene.
Avvocato Colao: Signorina scusi, lei ha visto anche altre persone, fisicamente, che giravano nei paraggi quand'era sul posto?
S.C.: Cioè, la domenica?
Avvocato Colao: Sì.
S.C.: No, la domenica, no.
Avvocato Colao: Persone, dico. Uomini.
S.C.: No.
Avvocato Colao: Che passavano...
S.C.: No.
Avvocato Colao: ... per la strada.
S.C.: Be', questo io l'ho già detto, l'ho visti qualche giorno prima, che magari camminavano lungo la strada, però il giorno stesso no.
Avvocato Colao: E, un certo... una persona che aveva un nome curioso in paese. Un nome strano. L'ha visto?
Avvocato Pepi: Opposizione. La domanda è suggestiva.
Presidente: Come... Perché suggestiva scusi?
Avvocato Colao: Lei si ricorda di una persona in particolare?
S.C.: No.
Avvocato Colao: Che è qui presente in aula?
S.C.: No, non mi ricordo. 
(voci sovrapposte)
Avvocato Colao: Ma, è contestabile.
Presidente: A parte che, l'esame è indiretto si può fare anche la domanda suggestiva, quindi non c'è problema.
Avvocato Colao: Sì, ma, a parte la suggestività, è contestabile perché nel verbale che la signorina rese, parla d'aver visto un certo "torsolo".
S.C.: No. Io non ho mai detto di avere visto "torsolo" il giorno... Io... Il signor Vanni è di San Casciano, l'ho visto più volte in paese, ma io quel giorno non l'ho mai visto sui...
Avvocato Colao: In quel posto non l'aveva visto?
S.C.: No.
P.M.: Quel giorno no.
S.C.: Io, quel giorno non l'ho visto.
Avvocato Colao: In quel posto. E nei giorni precedenti, sì.
S.C.: No.
Avvocato Colao: In quel posto lì, nella piazzola...
S.C.: No.
Avvocato Colao: ... in fondo alla piazzola.
S.C.: No.
Avvocato Colao: Ma, il P.M. dovrebbe contestarlo questo, perché nel verbale...
P.M.: Beh, lo stava contestando lei, poi ci penso io.
Avvocato Colao: ... nel verbale che lei rese...
S.C.: Ma, quale verbale?
Avvocato Colao: Nel verbale che rese, diciamo, alla Polizia Giudiziaria.
P.M.: Scusi, per capirsi, sennò facciamo inutilmente confusione, la domanda – non è una contestazione - lei nei giorni precedenti ha visto - precedenti o in precedenza - il signor Vanni in zona? E eventualmente in quale...
Avvocato Pepi: Ha già risposto, Presidente, a questa domanda la teste. Ha già detto di non averlo visto, è inutile insistere su questo punto. L'ha bell'e detto.
P.M.: Ai fini poi di un'eventuale contestazione o precisazione, io chiedo di potergli rifare la domanda.
Avvocato Pepi: Scusi, ha già risposto. L'ha bell'e detto. Gli faccia la contestazione subito, allora, perché ha risposto di non averlo visto né il giorno dell'omicidio né nei giorni precedenti.
P.M.: Al di là dei giorni precedenti, nella zona degli Scopeti, nella strada di fronte...
Avvocato Pepi: Mi scusi Presidente, ma...
P.M.: ... ha mai visto il Vanni?
Avvocato Pepi: ... mi sembra che stesse facendo la domanda la parte civile, ora, il Pubblico Ministero che fa si sostituisce alla parte civile? Insomma...
P.M.: La parte civile mi ha lasciato la parola e io ho preso lo spazio che il P.M. ha.
Presidente: Se si vuole accertare la verità, poi, indipendentemente dal prima e il dopo, non c ' è problema. Comunque, può continuare Pubblico Ministero.
P.M.: Volevo sollecitare, invece di fare contestazioni, eventuali ricordi suoi di aver visto persone, fra le quali Vanni, in zona, in epoche precedenti.
S.C.: Sì, ho visto persone, ma non potrei dire che ho visto Mario Vanni.
P.M.: Benissimo.
S.C.: Poteva essere chiunque, anche lei.
P.M.: Benissimo. Perfetto. Era questo che volevo sapere. Io la ringrazio.
Presidente: Avvocato Colao può continuare, grazie.
Avvocato Colao: Ho finito, se il P.M. non contesta quanto già a verbale, io non ho il verbale.
Presidente: Io non lo so, io non ho il verbale.
Avvocato Colao: Ma me ne ricordo bene dell'interrogatorio.
S.C.: Scusate, quale verbale, dice che io ho visto Mario Vanni sul luogo del delitto?
P.M.: No, no, non è...
S.C.: Io non lo conosco, non so quale verbale sia.
P.M.: Siamo pienamente d'accordo, signora.
Presidente: Va bene.
Avvocato Colao: Va bene, grazie. Non ho altre domande.
Presidente: Altre parti civili?
Avvocato: No.
Presidente: Difensori degli imputati? Ora non gli faccia la stessa domanda lei.
Avvocato Pepi: Io? No, no, per carità.
P.M.: Sennò dice ha visto anche lei..
Avvocato Pepi: Da Sant'Andrea in Percussina spesso ci passo, però.
Presidente: Bene. Prego, avvocato Pepi.
Avvocato Pepi: Io le volevo chiedere, lei prima parlando della tenda dei francesi ha detto che, nel giorno che poi si sarebbe verificato l'omicidio, di essere stata lì col suo fidanzato, mi sembra, e aver notato questa tenda...
S.C.: Sì.
Avvocato Pepi: ...come sciatta, un po' sciupata. Ecco, la domanda che le volevo chiedere, ma questa impressione l'ha avuta anche nei giorni precedenti, o nei giorni precedenti la tenda era montata come doveva essere, tirata, eccetera.
S.C.: No, no, nei giorni precedenti la tenda era una tenda normale, non era rotta e sciupata. Questo...
Avvocato Pepi: Non è che abbia avvertito qualcosa di particolare già a quell'ora, tipo odori strani...
S.C.: Sì, era molto caldo quell'anno e mi ricordo che,appunto, era il mio compleanno, avevo delle torte, e non ci si poteva star lì perché c'erano molte mosche, poi era un puzzo veramente...
Avvocato Pepi: Notevole.
S.C.: Sì.
Avvocato Pepi: Ecco, non lo potrebbe specificare che tipo di odore è?
S.C.: Non lo so era un... cioè, più che altro dava l'impressione se c'è qualche animale morto da giorni, ecco, più o meno quello. È l'impressione che ho avuto al momento.
Avvocato Pepi: Bene, la ringrazio, non ho altre domande.
P.M.: Scusi, un'altra domanda ancora: la tenda, se lei lo ricorda, era aperta o chiusa?
S.C.: La tenda era chiusa.
P.M.: Bene. E un'altra cosa, lei mi sembra abbia parlato che ha visto davanti un foglio di carta, qualcosa... ricorda?
S.C.: Sì, c'erano molti fogli, c'erano delle scarpe, mi sembra, un paio di scar... sì, di scarpe da donna, mi sembra e c'erano anche dei pezzi di carta, cioè, c'era molto sporco davanti.
P.M.: Carta, mi scusi, come residui di mangiare. Carta o giornali o...
S.C.: Carta, pezzi di foglio, così, buttati per terra.
P.M.: Davanti alla tenda.
S.C.: Sì.
P.M.: Non ho altre domande, grazie.
Presidente: Bene. Se non ci sono altre domande la teste può andare. Può andare signorina, grazie.
S.C.: Grazie.
P.M.: Presidente, come le avevo accennato, gli altri testi erano convocati per il pomeriggio ma per quella cosa che mi aveva accennato lei, vengono domani mattina. Quindi abbiamo terminato stamani. Presidente, venivano da...
Presidente: Questi testi l'ha già mandati a domani mattina?
P.M.: A domani mattina perché venivano da fuori Firenze, e quindi stamattina ho avvertito di venire domattina alle 9.30.
Presidente: Bene, a domani mattina alle 9.30.
P.M.: Domani mattina ho fatto venire tre testi che sono quelli di oggi pomeriggio. Poi volevo sapere se gli altri li devo convocare per giovedì o venerdì, perché, in questo periodo, Presidente, ci sono delle difficoltà nel...
Presidente: Io direi tutti e due i giorni, perché non possiamo.
P.M.: Sia giovedì che venerdì.
Presidente: Perché mercoledì saltiamo per consentire all''avvocato Pepi di partecipare al processo in Corte d'Appello.
P.M.: E calcolo, per solo la mattina di giovedì o venerdì...
Presidente: Tutta la mattina, facciamo, fino alle due.
P.M.: Bene, Presidente, bene.
Presidente: Bene, dalle nove alle due. Grazie, allora a domani mattina alle 9.30. Nuova traduzione del Vanni. L'udienza è tolta.

venerdì 24 maggio 2013

Sabrina Carmignani - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 30 giugno 1997 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

P.M.: La persona che era con lei aveva qualche ricordo anche lui o... su questa persona?
S.C.: No, no.
P.M.: Infatti. Senta una cosa, lei quella tenda in quella piazzola l'aveva vista anche nei giorni precedenti? Era già passata...
S.C.: Sì, sì.
P.M.: Come mai? Lei abita lì ci ha detto.
S.C.: No, non abito lì però per andare...
P.M.: Non lì, mi scusi, in zona.
S.C.: Sì, abito vicino e per andare a Firenze, in genere, faccio quella strada. Quindi la sera d'estate, in genere io, insomma, andavo a Firenze così, e quindi passavo di lì. Avevo notato la tenda.
P.M.: Nei giorni…
S.C.: Sì.
P.M.: Nei giorni precedenti.
S.C.: Sì. E, addirittura, qualche giorno prima anche i francesi - perché c'era una festa paesana - la macchina l'avevo vista a San Casciano.
P.M.: Una festa paesana, ricorda che festa è?
S.C.: Ma, penso che c'era a Cerbaia qualcosa, mi sembra, in quei giorni.
P.M.: Va bene. E lei ha quasi certezza di aver visto i francesi o è una sua...
S.C.: Ma, in settimana, perché poi dopo venendo fuori tutta la storia, vedendo la macchina, vedendo le facce dei ragazzi ho un vago ricordo che forse li ho visti a giro.
P.M.: Senta, in quella piazzola lì, lei, nei giorni precedenti, oltre che passare le era capitato di fermarsi o di avere... era un posto che lei aveva, anche nei giorni precedenti, aveva visto qualche cosa, qualche episodio o qualche veicolo che le era rimasto impresso. Lei ha parlato di un motorino, ricorda?
S.C.: Sì, c'era un motorino parcheggiato sulla strada, appoggiato a un albero.
P.M.: L'ha visto più volte o in un'occasione questo motorino?
S.C.: Ma, mi sembra, più giorni che era lì.
P.M.: Nei giorni antecedenti l'omicidio?
S.C.: Sì. Cioè, nei giorni antecedenti, magari una settimana prima, non mi ricordo esattamente.
P.M.: Più volte? In che orari c'è passata lei? Per capire.
S.C.: Ma, io ci passo quasi... sia di pomeriggio che di sera. Ce l'ho visto diverse volte lì parcheggiato.
P.M.: Sia di pomeriggio che di sera, o è un ricordo generico?
S.C.: Ma, penso anche di pomeriggio. Di sera quasi sempre. Di pomeriggio...
P.M.: Ha mai visto persone vicino a questo motorino o ha visto solo il motorino?
S.C.: Ho visto solo il motorino.
P.M.: Questo motorino lei l'ha descritto alla Polizia. Lo ricorda ancora? Le caratteristiche di questo motorino?
S.C.: Sì.
P.M.: Le è stato mostrato anche delle foto che io poi le faccio... chiedo alla Corte di rivedere.
S.C.: Sì, è quei motorini vecchi, io il modello non lo so, non me ne intendo, però era di quelli col cassonetto sopra, quel cassonetto rotondo, vecchi motorini...
P.M.: Ricorda il colore?
S.C.: Rosso.
P.M.: Vecchi motorini, cioè, non quelli che usano ora tipo Ciao, queste cose qui.
S.C.: No, no, no. Quei vecchi motorini, non lo so come sono.
P.M.: Ho capito. Con la sella tradizionale.
S.C.: Con la sella tradizionale, esatto, e il cassonetto sopra.
P.M.: Il cassonetto, ci vuol far capire, il serbatoio.
S.C.: Il serbatoio, sì. Quello rotondo, tipo ovale, più o meno.
P.M.: Lo chiamavano: "a goccia" all'epoca come....
S.C.: Sì, può darsi.
P.M.: Può darsi. Ci può... Se io le mostro una foto della zona...
S.C.: Sì.
P.M.: ... ecco, lei è in grado di indicarci dov'era lei, dov'era la tenda, dov'era la macchina che vide sopraggiungere...
S.C.: D'accordo.
P.M.: ... e dove era il motorino?
S.C.: Esatto.
P.M.: E poi le mostrerei anche il motorino, grazie. Un motorino, sì, che lei ha già visto in sede di Polizia. (voce fuori microfono) Riesce a...
S.C.: Sì.
P.M.: Forse.
S.C.: Allora, il motorino era appoggiato...
P.M.: Signora, se lei può venire qua vicino dove è esattamente la foto, o l'operatore magari se lo indica, riconosce...
S.C.: Allora, il motorino...
P.M.: Innanzitutto, dove era lei?
S.C.: Allora, io sono entrata da qua, e sono andata fino a qua con la macchina. Sono entrata dentro.
P.M.: E lì c'era la tenda e la macchina.
S.C.: Esatto. Poi sono stata un po' lì e, ripeto...
P.M.: Ce l'ha già spiegato.
S.C.: Ecco. Ho fatto marcia indietro e mi sono messa qui.
Presidente: All'imbocco della...
P.M.: Sì.
S.C.: Ecco, dopo un po' la macchina è venuta da San Casciano è entrata qua e poi ha fatto marcia indietro e se n'è andata. E il motorino l'ho visto non a questo ma a questo albero qua appoggiato.
P.M.: Bene, grazie. Potrei, Presidente mostrare il motorino che…
Presidente: Sì, sì.
P.M.: Grazie. Si tratta di un motorino che è stato sequestrato e che è in atti di Polizia Giudiziaria di cui poi...
S.C.: Sì. In effetti il modello, più o meno, è quello, però il colore no.
P.M.: Il colore no. Non ho altre domande, grazie.
Presidente: Bene. Parti civili...
P.M.: Scusi, lei il colore, ha detto, era rosso quando l'ha visto.
S.C.: Si, sì.
P.M.: A quell'albero che c'ha indicato.
S.C.: Sì.
P.M.: La ringrazio. Prego.

giovedì 23 maggio 2013

Sabrina Carmignani - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 30 giugno 1997 - Prima parte

La lettura di questo post è riservata ai Sostenitori di  
Insufficienza di prove.




I motivi di questa scelta
Da oggi, ogni settimana, almeno un post sarà destinato ai soli Sostenitori di Insufficienza di prove.
È una scelta che ho rimandato finchè ho potuto ma adesso si tratta di decidere se proseguire con un post al giorno dal lunedì al venerdì, come ho fatto negli ultimi quattro anni, o interrompere la pubblicazione di qualsivoglia contenuto su Insufficienza di prove. È una scelta impegnativa che però mi trovo costretto a fare, dato il crescente impegno e gli inevitabili costi da sostenere. Lo dico da un pò di tempo: il momento non è dei migliori ma per andare avanti serve davvero ben poco e se anche solo un terzo di coloro che seguono Insufficienza di prove mi sosterrà in questa impresa, nei prossimi mesi tutto il processo a Mario Vanni e Giancarlo Lotti verrà pubblicato su queste pagine. Diversamente, con estremo dispiacere, io mi fermo qua.

Come diventare sostenitore:
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In base all'entità del contributo fornirò l'accesso a tutti i posts per 1 mese, 6 mesi, un anno. La gestione delle donazioni verrà gestita da Daniele, un mostrologo che probabilmente già conoscete se avete acquistato un libro sul "mostro di Firenze" su Ebay o avete partecipato alla presentazione di uno degli ultimi libri usciti sull'argomento.
Grazie per l'attenzione e a presto!
Flanz


I numeri di Insufficienza di prove (al 17 aprile 2013)
-1240 posts;
-1065 articoli nell'emeroteca più completa sulla vicenda;
-568 schede con tutti i protagonisti;
-73 interviste ai principali protagonisti della vicenda;
-85 video sul canale Youtube;
-1 post ogni giorno dal lunedì al venerdì;
-Trascrizioni complete e fedeli delle principali udienze sul caso;
-Aggiornamenti e news;
-Oltre 60.000 visitatori annui;

mercoledì 22 maggio 2013

Valeriano Raspollini - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 30 giugno 1997 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

P.M.: C'è effettivamente un verbale del giorno 10.
V.R.: C'è un verbale. Il verbale, se ho una buona memoria, deve essere molto corto, perché c'è stata una circostanza che è stata curiosa. Dunque io, quando mi sono presentato, ho spiegato...
P.M.: È andato anche lei dai Carabinieri?
V.R.: Sono andato anch'io.
P.M.: Lei non fu sentito, però.
V.R.: Sì.
P.M.: Ah, anche lei.
V.R.: Ho parlato essenzialmente io.
P.M.: Ho capito.
V.R.: Ho spiegato le ragioni per cui avevamo deciso che quel frammento poteva essere utile. E se a loro poteva interessare. Finché, essendo un frammento, voi vi rendete conto, estremamente marginale, perché di macchine bianche ce ne sono una quantità infinita e di persone a bordo che possono fare manovre anche in una situazione del genere, possono essercene altrettante. Poteva trattarsi di una coppia che si era appartata.
P.M.: Appartata.
V.R.: Ma comunque ho spiegato, ho fornito quasi delle istruzioni per l'uso, in un certo senso. Ho spiegato che probabilmente se rintracciavano quella macchina, anche se non erano a bordo le persone responsabili dei delitti, potevano essere comunque dei testimoni formidabili, perché si trovavano ad essere presenti in un momento significativo in un luogo dove era stato commesso un crimine.
P.M.: Ho capito. E cosa successe? Dice, perché questo verbale fu breve? Non...
V.R.: Glielo spiego. Ho anche spiegato che mi ricordo testualmente...
P.M.: Questo avviene nella Stazione Carabinieri di San Casciano.
V.R.: Siamo nella Stazione Carabinieri di San Casciano, ci sono molte persone e siamo tutti in piedi. E le persone che mi ascoltano io non saprei identificarle, perché la maggioranza di queste persone non le avevo mai viste.
P.M.: I Carabinieri, erano. Insomma, qualcuno della Stazione.
V.R.: Assolutamente.
P.M.: Non erano altri testimoni, erano...
V.R.: Non erano quelli di San Casciano.
P.M.: Non erano i Carabinieri di San Casciano.
V.R.: Io non ho riconosciuto nessuno di quelli di San Casciano.
P.M.: Va bene.
V.R.: O non ho ricordanza che sia cosi.
P.M.: Bene.
V.R.: E quindi ho spiegato che, secondo me, c'era un problema, visto che dai mezzi di informazione sembrava che, per le indagini relative a questa vicenda, i dati fossero così marginali e così ristretti, anche poter fare una indagine eventualmente con estrema rapidità sui sospetti che avevano una macchina di colore bianco, mi sembrava, secondo il mio immaginario, una...
P.M.: Un elemento utile...
V.R.: ... attitudine logica.
P.M.: Certo.
V.R.: E ho anche spiegato che effettivamente, di fronte a queste circostanze, una delle questioni che caratterizza l'intelligenza, è proprio far fronte con rapidità a situazioni impreviste.
P.M.: Va bene, certo. Senta una cosa: e invece...
V.R.: Io ho avuto...
P.M.: Ecco, perché...
V.R.: Ho avuto l'impressione allora che le persone mi abbiano ascoltato. Non a caso uno di questi ha preso, ha iniziato a verbalizzare. Ha chiesto le generalità, i dati sommari, come si fa in queste circostanze. Ha iniziato a dattiloscrivere. E quando ha scritto la frase "Macchina di colore bianco", si è interrotto, ha alzato gli occhi verso di noi e ha chiesto: 'numero di targa'. E lì francamente mi sono un po' sconcertato, anche perché...
P.M.: Eh, la capisco.
V.R.: ... lei deve capire...
P.M.: Lei deve capire anche il carabiniere. Comunque...
V.R.: Senz'altro. Io attribuisco questo...
P.M.: ... noi sappiamo chi è.
V.R.: Attribuisco questo anche al fatto che una giornata stressante, comportasse anche questa possibilità. Però...
P.M.: Loro pensavano sarebbe stato più facile, no?
V.R.: Probabilmente. Io debbo dirle che l'idea però di essere con una signora americana che si era prestata gentilmente a questo tipo di operazione, ecco, certo lì mi sono sentito in un certo imbarazzo. Perché sa com'è, stranieri che vengono da Paesi dove pretendono di avere una cultura più funzionale della nostra, insomma... E lei allora è stata molto parca di parole, in questo senso. Abbiamo lasciato che la cosa finisse in quel modo e pensavamo che qualcuno avesse fatto una verifica di questa storia. E devo dire che per 11 anni io non ho mai saputo più niente, fin tante che un giorno...
P.M.: Eh, perché la verifica poi è diversa. Quindi sa, una macchina bianca, deve anche capire...
V.R.: Certo. Un giorno è apparso, dopo aver telefonato a casa mia, il dottor Lamperi, con...
P.M.: Va bene. Quello è successivo, ci sono i verbali. Senta una cosa, quindi il...
V.R.: Se mi consente dottore...
P.M.: Prego, prego, se è utile al...
V.R.: Sì.
P.M.: Certo.
V.R.: Sì. Allora, quando è arrivato il dottor Lamperi...
P.M.: Della Questura?
V.R.: Uno della Questura...
P.M.: Per la Corte.
V.R.: ... con due dei suoi assistenti, io, mi dispiace, i nomi non li ricordo.
P.M.: Va bene, un ispettore, non ha importanza ci sono, penso, dei verbali, sì.
V.R.: Benissimo. Mi ha mostrato la fotografia della macchina, del frontale della macchina di Pacciani. E se ricordo...
P.M.: A lei?
V.R.: A me, sì.
P.M.: C'era la signora Sharon?
V.R.: No.
P.M.: No, era solo lei.
V.R.: Con la signora Sharon è successo successivamente. Ma, io mi riferisco, per quanto compete me.
P.M.: Certo.
V.R.: E ricordo che su quel frontale c'era un fregio rosso trasversale, molto evidente, ricordava un po' le decorazioni dei diplomatici dell'America Centrale. E, ecco, questo - devo dire, per la conoscenza che ho della capacità percettiva di Sharon - se lo avesse visto lo avrebbe probabilmente notato.
P.M.: Sì.
V.R.: Posso anche precisare. Noi siamo persone anche abbastanza addestrate alla percezione, alla codifica dei segni. E la signora, per esempio, un giorno stavo passando per via Condotta, era nel mese di febbraio, le otto di sera, soltanto passando ha visto in una vetrina c'era un libro scritto dall'ex ministro Paolucci dedicato a Donatello, e mi ha detto, soltanto con un colpo d'occhio, che quella copertina, di quel libro - parlo solo di quella copertina di quel libro - aveva una dominante magenta. E quindi capisce che non...
P.M.: È una signora che ricorda bene i colori.
V.R.: Esatto.
P.M.: Va bene, ho capito tutto. Non ho altre domande, grazie.
V.R.: La ringrazio.
Presidente: I difensori? Nessuna domanda. Può andare, grazie. Ah, e allora?!
Avvocato: No, siamo di parte civile, signor Presidente.
Presidente: Appunto.
Avvocato: L'unica domanda è questa: se ricorda, se la signora Sharon le disse qualche cosa a proposito del numero delle portiere di quest'auto.
V.R.: Delle portiere?
Avvocato: Sì.
V.R.: No/ questo dettaglio non saprei dirglielo. Anche perché, nella descrizione lei mi aveva parlato di una percezione della macchina frontale, quindi, lei capisce che non era facile percepire dettagli sulle portiere.
Avvocato: Prego. Ho finito.
P.M.: Presidente, se è possibile interrompere cinque minuti. Faccio presente che alcuni testi, per necessità, erano stati convocati per oggi pomeriggio, e lei mi ha detto oggi pomeriggio no, quindi li convocherei domani mattina. Se ho capito bene.
Presidente: Se fosse possibile di andare avanti il più possibile stamattina.
P.M.: Sì, sì, stamani quelli che ci sono li sentiamo.
Presidente: Va bene.
P.M.: Grazie.
Presidente: Sospendiamo dieci minuti.
P.M.: Grazie. Presidente, se non ne arrivano altri, c'è un teste soltanto, complesso, ma un teste, quindi.

martedì 21 maggio 2013

Valeriano Raspollini - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 30 giugno 1997 - Prima parte

P.M.: Allora sentirei Raspollini Valeriano.
V.R.: Buongiorno.
Presidente: Buongiorno a lei. Come si chiama?
V.R.: Valeriano Raspollini.
Presidente: Nato?
V.R.: Il XX/XX/XX.
Presidente: Risiede dove?
V.R.: Risiedo a Xxxxxxx, in via Xxxxxxx.
Presidente: Bene.
V.R.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
Presidente: Senta, vuole essere ripreso dalle telecamere, oppure ha difficoltà?
V.R.: Mi è indifferente.
Presidente: Va bene. Prego, Pubblico Ministero.
P.M.: Sì, grazie Presidente. Signor Raspollini, può spiegare alla Corte qual è la sua professione?
V.R.: Sì, io faccio un mestiere difficile, nel senso che cerco di rendere culturalmente accettabile a chi non lo desidera l'arte moderna. Mi occupo di arte moderna, sono un esperto di arte contemporanea.
P.M.: Ho capito, grazie. Lei abitava dove ha detto, cioè in via Xxxxxxxxx, anche nel 1985?
V.R.: Esattamente.
P.M.: Senta, la signora Sharon...
V.R.: Sharon Daliana.
P.M.: ... Daliana è Statman, dico bene?
V.R.: Statman, sì.
P.M.: Abitava con lei all'epoca?
V.R.: No.
P.M.: No.
V.R.: Noi siamo soltanto amici da moltissimi anni.
P.M.: Ho capito.
V.R.: La signora è sposata con un mio amico d'infanzia e che risiede a New York.
P.M.: Ho capito. Senta, lei ricorda se quella domenica la signora Sharon era venuta da lei?
V.R.: Dunque, la sequenza è questa: la domenica io ho fatto un viaggio in Umbria con la signora Daliana. Siamo partiti la mattina e abbiamo passato la giornata a Panicale. Panicale è un paesino medioevale integro, relativamente integro, non contaminato da orpelli...
P.M.: Va bene, insomma, andaste a Panicale.
V.R.: Abbiamo passato la giornata visitando gli affreschi: ce ne sono bellissimi del Perugino.
P.M.: Purtroppo oggi ci occupiamo di tutt'altre cose.
V.R.: Questo... Lei mi ha chiesto di questa giornata e io le fo la sequenza.
P.M.: Si.
V.R.: Poi abbiamo cenato a Panicale da amici della signora e poi siamo rientrati verso... Passando da San Casciano io mi sono fermato a casa mia e la signora ha continuato per Firenze, passando dalla via Scopeti.
P.M.: Quindi è tornata via da sola.
V.R.: Sì.
P.M.: Bene.
V.R.: Io, dunque, non sono un teste oculare.
P.M.: Benissimo, era quello che volevo cercare di farle dire, ce l'ha detto.
V.R.: Prego.
P.M.: Quindi lei ha soltanto sentito il racconto della signora Sharon e poi, sulla base di quel discorso, siete andati dai Carabinieri. Grossomodo è questo il. . . Non lo voglio dire io, ecco.
V.R.: No, no. Dunque, la sequenza del giorno successivo è stata questa: abbiamo saputo del delitto e quando ne ho parlato con Sharon, avevo bene in mente che lei era passata di lì intorno alla mezzanotte. La cosa era curiosa, da questo punto di vista, per una concomitanza di circostanze. Se posso avere dell'acqua, per gentilezza, un istante, perché...
Presidente: Ora gliela portano, eh.
V.R.: Grazie. Comunque posso continuare.
P.M.: Prego. Racconti pure lei, così ci riusciamo a capire.
V.R.: Benissimo. Dunque, parlando con Sharon...
P.M.: Il giorno dopo, cioè il giorno dopo che fu scoperto il fatto.
V.R.: Già conosciuto attraverso i mezzi d'informazione, la vicenda di cui ci stiamo occupando...
P.M.: Sì.
V.R.: Lei mi ha detto che passando aveva notato una macchina di colore bianco, di cilindrata media, con due o più persone a bordo; e nel momento in cui stava passando, questa macchina ha avuto un comportamento fortemente anomalo. E quindi era il gesto che era determinante, in quel caso; il gesto era un gesto che lo si può attribuire però a tantissime possibilità. Potevano in effetti essere...
P.M.: Questo le disse la Sharon.
V.R.: No.
P.M.: Ah.
V.R.: Lei mi disse soltanto del gesto.
P.M.: Allora vediamo il gesto, poi vediamo dopo a cosa attribuirlo.
V.R.: Benissimo. Il gesto, dunque, era quello di queste due o più persone a bordo, che hanno abbassato o spento i fari e hanno cercato di non immettersi, come era logico, nella via degli Scopeti. Secondo me, secondo...
P.M.: Al di là sul secondo, mi scusi, ci può dire se la signora Sharon le ha descritto in che punto era questa macchina che fece questa strana manovra? Lasciamo la strana, per ora, poi l'interpretazione...
V.R.: Certamente.
P.M.: A noi interessa focalizzare se la signora Sharon le ha detto dov'era questa macchina e dove fece questa manovra.
V.R.: Dunque, la signora Sharon... Io ho spiegato dove era il luogo, perché lo conosco benissimo, perché ci passo ogni giorno per andare a Firenze, perché io ho vissuto da ragazzino a Sant'Andrea e quindi sono zone che conosco...
P.M.: Lo conosce bene.
V.R.: Quindi, ho spiegato qual era la piazzola dove era successo questo evento e lei credo che abbia capito, e in effetti per tantissimo tempo io so, adesso lei dopo la visita, recente... Ma questo lo vediamo dopo. Lei sostiene che questa macchina era dall'altra parte della strada. Io avevo capito...
P.M.: Dalla parte opposta della piazzola.
V.R.: Esatto, esatto. Io avevo capito che questa macchina usciva direttamente dal bosco, dalla piazzola.
P.M.: Ho capito. La signora, invece, disse subito che era di fronte.
V.R.: No, non lo disse subito.
P.M.: Chiedo scusa, allora. Lo sentiremo direttamente dalla signora. Perfetto. Disse qualche altra cosa? Lei disse che era una macchina bianca...
V.R.: Una macchina bianca con queste due o più persone a bordo; questo gesto. Naturalmente, prima di decidere di andare a denunciare questa storia...
P.M.: Il racconto glielo fece di persona?
V.R.: Sì, sì. Ho chiamato la signora, è venuta a San Casciano, è stata gentilissima. Abbiamo pensato se era possibile identificare qualche altro elemento nella sua percezione, che lei deve immaginare era molto rapida: un frammento nella notte. Non è stato possibile identificare né lettere o cifre della targa, né frammenti di qualsiasi altro genere. Intendo dire sigle, stemmi, qualsiasi altra cosa che potesse fare identificare che tipo di macchina era. E tanto meno era possibile, secondo la signora, identificare la struttura fisica delle persone che erano a bordo. Quindi, perché decidere di fare comunque questa testimonianza?
P.M.: Ci andaste dai Carabinieri?
V.R.: Ci siamo andati.
P.M.: Ricorda quando?
V.R.: Esattamente: il martedì successivo, che sarebbe... Dunque, il delitto era della domenica, il lunedì è il giorno in cui è stato conosciuto; il martedì era il giorno in cui la signora è venuta; abbiamo fatto questa analisi per vedere se era possibile aggiungere qualche elemento, e poi... Grazie. Poi, dunque, siamo andati dai Carabinieri. Dai Carabinieri...
 
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