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mercoledì 31 luglio 2013

Fabio Badii - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 07 luglio 1997

P.M.: Allora, uno perché l'altro non è venuto. Badii Fabio.
Presidente: Si chiama lei?
F.B.: Badii Fabio.
Presidente: Badii Fabio.
F.B.: Sì.
Presidente: Le telecamere possono stare o no? Vuol essere ripreso?
F.B.: No, non mi interessa.
Presidente: No. Niente telecamere. Dove è nato, quando è nato e via dicendo.
F.B.: Allora, sono nato il XX/XX/XX a Xxxxx. E abito a Xxxxx. 
(voce fuori microfono) Vuole leggere?
F.B.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
Presidente: Prego, Pubblico Ministero.
P.M.: Sì, grazie Presidente. Che lavoro fa, signor Badii?
F.B.: Da due anni sono a lavorare con mio padre, un'impresa edile. Sono un collaboratore familiare per ora.
P.M.: Senta, lei conosce Poggiali Mauro?
F.B.: Sì, sì.
P.M.: Come mai? Siete entrambi di Vicchio?
F.B.: Sì, siamo entrambi di Vicchio. Poi abbiano la stessa età, per cui insomma...
P.M.: Lei conosceva la Pia Rontini...
F.B.: Sì.
P.M.: ... e Claudio Stefanacci?
F.B.: Sì, entrambi.
P.M.: Senta, lei ricorda se il Poggiali le ha parlato dopo quello che era avvenuto a quei ragazzi, del fatto che lui accompagnava la... aveva accompagnato la ragazza a casa la sera?
F.B.: Sì, ora no. Vagamente, qualcosa. Ma l'ho già detto l'altra volta in Questura.
P.M.: Le dispiace...
F.B.: Lui...
P.M.: ... ripetere cosa le riferì Poggiali?
F.B.: Lui, a livello di bar ha detto sicuramente che gli sembrava ci fosse una macchina. Però, insomma, non ha dato peso...
P.M.: Una macchina?
F.B.: ...macchina che lo seguiva. Gli sembrava...
P.M.: Quando accompagnava la Pia.
F.B.: Sì. Però non l'abbiamo preso neanche sul serio. Voglio dire, proprio a livello di bar, non...
P.M.: Non gli avete chiesto maggiori particolari?
F.B.: No. Io personalmente, no.
P.M.: Lei personalmente, no. Ricorda se questo racconto lo fece dopo l'omicidio, qualche tempo dopo?
F.B.: Sì, probabilmente qualche tempo dopo.
P.M.: Di quello che diceva su questa macchina che li seguiva, lei non ha altri ricordi?
F.B.: No, io purtroppo...
P.M.: Non ho altre domande, grazie. 
Avvocato: Parti civili, no grazie.
Presidente: Difensori? Nulla. Può andare, grazie.
P.M.: Presidente, alcuni testi citati non sono venuti e quindi noi finiamo così stamattina.
Presidente: Allora, bene. Allora ci vediamo domani mattina alle ore 9.00 per gli altri testi. Nuova traduzione del Vanni. L'udienza è tolta per oggi.

martedì 30 luglio 2013

Identikit Mostro di Firenze

Autore: Paolo Mongiardo
Prima edizione: ADG edizioni, 2004, XXpp, brossurato
Dalla presentazione:  "Se ancora oggi si cercano i responsabili di quei delitti vuol dire che ci si trova di fronte a un enigma indecifrabile, ad un problema insolubile. E quando un caso diventa troppo disperato qualunque idea potrebbe essere buona e utile, anche la più ardita…
Paolo Mongiardo ripercorre con una analisi fredda ed essenziale gli otto duplici omicidi scavando tra i particolari, le coincidenze, i dettagli, le connessioni e le stranezze di questo caso per disegnare l’immagine, dell’assassino. O forse l’identikit della sua mente, della sua anima. Un racconto appassionante come un giallo. Una teoria nuova che illumina i fatti di una luce strana."
NdFlanz: Grazie Ale

lunedì 29 luglio 2013

- 29 luglio 1984 -

29 luglio 1984 - 29 luglio 2013
Pia Gilda Rontini e Claudio Stefanacci
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venerdì 26 luglio 2013

Mauro Poggiali - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 07 luglio 1997

P.M.: Non è arrivato, eh? Allora passiamo a Poggiali Mauro, se c'è. (voce fuori microfono): Presidente...
Presidente: Vuol esser ripreso dalla telecamera? No? Bene. Niente telecamera. Came si chiama?
M.P.: Poggiali Mauro.
Presidente: Dove è nato, dove risiede?
M.P.: Nato a Xxxxxxx, risiedo a Xxxxxxx. Nato il XX/XX/XX. "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.”
Presidente: Prego, Pubblico Ministero.
P.M.: Sì, grazie. Presidente. Poggiali, può spiegare alla Corte qual è la sua attività? Che lavoro svolge?
M.P.: In questo momento faccio l'operatore ecologico.
P.M.: Senta una cosa, lei ha detto che abita a Xxxxxxx: vi abitava anche nell'84?
M.P.: Si.
P.M.: Senta, lei ha conosciuto Claudio Stefanacci e Pia Rontini?
M.P.: Si.
P.M.: Ricorda di aver mai avuto occasione di dare passaggi in auto la sera alla Pia Rontini?
M.P.: Sì.
P.M.: Vuole spiegare le circostanze come le ricorda lei?
M.P.: Allora, le circostanze sono queste: tornavo da Firenze e erano Due giorni particolari della settimana; arrivando al bar, gli amici già giocavano, per cui io non potevo entrare nel gioco, una sera...
P.M.: Scusi, che orario sarà che lei tornava...
M.P.: Mezzanotte e mezzo circa.
P.M.: Siamo in epoca antecedente di...
M.P.: Sì. Più o meno dai dieci a i venti giorni.
P.M.: Prego.
M.P.: E niente, la prima volta è stato proprio il proprietari del bar a invitarmi a accompagnare Pia, 'perché nel buio', dice, 'è un po' buio, sarebbe bene, visto che sta vicino a casa tua, l'accompagni'. Dico: 'sì, sì, non c'è problema'.
P.M.: Come si chiamava il proprietario del bar, scusi?
M.P.: Bxxx.
P.M.: Bxxx. Prego, prego. Scusi.
M.P.: E niente, l'ho accompagnata la prima volta...
P.M.: Fu lui quindi a invitarla a accompagnarla a casa?
M.P.: Sì, perché anche se lo poteva fare però, il fatto che stava con Claudio mi dava fastidio accompagnarla a quell'ora anche a casa, però mi dava un po' fastidio. Comunque con l'invito del proprietario, mi sono sentito diciamo...
P.M.: Motivato.
M.P.: ... motivato.
P.M.: Ma il proprietario del bar dava una spiegazione per cui era opportuno accompagnarla a casa o... cioè, c'aveva qualche motivo sspecifico o diceva genericamente?
M.P.: Genericamente che era buio, aveva paura Pia. Un affare del genere.
P.M.: Era la Pia che diceva di aver paura.
M.P.: A me, me l'ha riferito il Bxxxx.
P.M.: Bene. Benissimo. Prego.
M.P.: L'ho accompagnata quattro o cinque volte, di cui due in particolare, mi ricordo, siccome il tragitto era abbastanza strano riferendosi a allora.
P.M.: Ce lo vuole descrivere?
M.P.: Allora, viale della Stazione.
P.M.: Si partiva dalla Stazione dov'era...
M.P.: Esatto. Di fronte alle Porte. Perché io arrivavo, parcheggiavo a mezzanotte e mezzo, parcheggiavo proprio di fronte alle Porte del bar, proprio sulla salitella. Partendo da lì, retromarcia, il viale Beato Angelico, piazza della Vittoria e qui nasce il punto perché nella via che si chiama Benvenuto Cellini, allora era molto strano transitarvi per qualsiasi motivo. Perché era abbastanza scura, abbastanza piena di buche. No, soprattutto perché non serviva per andare in altri posti se non per...
P.M.: Andare a casa di chi ci abitava.
M.P.: Esatto. Più o meno sì, sennò si torna indietro. Quindi, cosa successe?
P.M.: In genere ci transitava chi doveva andarci per qualche motivo.
M.P.: Esattamente.
P.M.: Quindi, cosa successe in queste due occasioni?
M.P.: Niente, la prima volta proprio arrivato per questa via, mi son reso conto di avere una macchina dietro e così ho detto: 'ma chi viene qui? A quest'ora chi po' venire...' Non mi rendevo conto, perché per andare a Dicomano si passava dalla parte di piazza, non si passava da lì.
P.M.: Questa macchina aveva avuto la sensazione che era partita con lei o l'aveva solo...?
M.P.: Diciamo che i tempi mi possan far capire la prima volta che era, poteva esser partita con me.
P.M.: Dalla stazione.
M.P.: Dalla stazione. Però diciamo che me la son trovata nello specchietto in vetta al viale e poi in via Benvenuto Cellini.
P.M.: In questa via dove non c'era...
M.P.: Esatto. Cioè è stato quello la motivazione del perché...
P.M.: C'ha fatto caso.
M.P.: Esatto.
P.M.: Vuole finire il racconto?
M.P.: La seconda volta, invece, è stata più lampante perché partendo dal viale...
P.M.: Dalla stazione?
M.P.: Sì, partendo dal bar, iniziando il viale, mi son visto gli stessi fari, diciamo così, dietro una macchina a 100 metri, 150 metri. Tutto il viale, stesso tragitto, questa volta siccome c'avevo uno precedente, pensavo a uno scherzo più che altro, a uno scherzo di amici a volte, no? che fanno... Fatta la via, io accompagno sempre la Pia davanti a casa, la macchina arriva; sempre all 'oscuro; aspetto che la Pia entri nel cancello di casa, ho fatto pure retromarcia, la macchina intanto ha fatto lo stop in quell'attimo... è passata di profilo...
P.M.: Accanto a lei?
M.P.: No. Son circa 10-15-20 metri dal cancello allo stop in vetta. Chi conosce Vicchio, più o meno lo può capire. Niente, ho avuto questo profilo di auto nell'oscuro, macchina scura, l'unico dettaglio... perché davanti non la potevo vedere perché c'ho sempre avuto i fari; per cui l'attimo che l'ho vista l'è stato di profilo, l'attimo che ha attraversato lo stop, per andare poi in via Mameli. Io ho fatto retromarcia. La retromarcia che facevo poi per andare a casa, che facevo comunque sempre. Questa volta, la seconda volta ho fatto il giro di Vicchio per vedere se trovavo l'omino che poteva...
P.M.: Aver dato noia?
M.P.: Sì.
P.M.: Ma quella macchina, le ricordava la macchina di qualche amico o era una macchina sconosciuta per lei?
M.P.: Per me era una macchina sconosciuta.
P.M.: Ricorda qualcosa di più di questa macchina, o del suo conducente?
M.P.: No. Di quante persone c'eran sopra, assolutamente, veramente, non mi ricordo niente, è un fatto che m'ha colpito, tutte le volte pensandoci, è che mi son sempre detto che la macchina nel posteriore era senza fari. Questa è la stranezza. O i fari, o il faro destro bruciato. Insomma era senza fari. Questa è una stranezza che m'è tornata a memoria. Vedendola di profilo, la macchina era senza fari. Non si vede la macchina dal dietro, dal punto in do' ero io.
P.M.: Cioè, i fari erano completamente nella parte posteriore? Non si vedeva alcun...
M.P.: Esatto.
P.M.: Lei ricorda se era una tre volumi o se dietro era tronca? O due volumi, come si suol dire...
M.P.: No, la macchina... il profilo della macchina, era una macchina più o meno del profilo che ci può avere una macchina come ho io per esempio.
P.M.: Cioè?
M.P.: Renault 19. Cioè, così.
P.M.: Smussata dietro?
M.P.: No. Renault 19 Chamade, scusi. Sennò, è così.
P.M.: Ho capito. Senta una cosa: e il colore lei dice 'scura' poteva essere un colore che lei ha identificato meglio o genericamente scura?
M.P.: Scura.
P.M.: Era una macchina, le dette l'impressione di essere nuova o...
M.P.: Non lo so. Non lo posso sapere.
P.M.: Non lo può sapere. Ne parlò del fatto che eravate... che aveva avuto 1'impressione di essere seguiti con la Pia?
M.P.: Con la Pia, sì, ecco. Questo me lo ricordo.
P.M.: Cosa gli disse?
M.P.: Generalmente: 'ma che ci stanno seguendo?' E come risposta, ho avuto una risposta: 'chi vuoi che ci dia noia? Chi voi che mi dia noia?' Un affare del genere. Cioè, è stata fatta una battuta sorridemmo, diciamo. Senza...
P.M.: Però lei non ha impressionato la Pia, però s'è messo a cercarla per vedere se lo identificava.
M.P.: Sì. Ma più che altro non cercavo nulla di particolare, cercavo amici.
P.M.: Sì, sì. Senta una cosa: lei nel corso di una deposizione fatta alla Polizia Giudiziaria, dice riguardo al colore della macchina: "Non era sicuramente chiara, di media cilindrata, poteva essere una utilitaria; non era sicuramente chiara e cioè né bianco e né celeste, era un colore sull'amaranto rosso ma non rosso vivo. I fari non erano grandi come ce li aveva il mio Maggiolone, penso, ho la sensazione che potessero essere tondi." È così questo ricordo?
M.P.: La sensazione dei fari, eran tondi. Sì.
P.M.: Erano doppi?
M.P.: No, no. Singoli, singoli.
P.M.: Senta una cosa: il giro che lei fece nel paese le consentì di vedere che c'erano altre macchine a giro o non vide nessuno?
M.P.: No, nessuno.
P.M.: Nessuno. Senta, di questo fatto lei ne ha parlato all'epoca con qualcuno dei Carabinieri?
M.P.: Mi ricordo che subito dopo le ferie, sono stato in caserma a Vicchio.
P.M.: E lo disse a qualcuno?
M.P.: Sì.
P.M.: Ricorda a chi?
M.P.: Ne ho parlato sicuramente con l'appuntato...
P.M.: Ruggero...
M.P.: Ruggero, esatto. Ecco, con Ruggero, siccome stava vicino a casa mia, io non ricordo, con Ruggero sicuramente, non ricordo se ne ho parlato direttamente in caserma o se c'era, quando sono andato in caserma, qualcun altro. Con Ruggero ne ho parlato.
P.M.: E c'è ancora a Vicchio questo...
M.P.: No.
P.M.: Non c'è più...
M.P.: Non so se ancora è in servizio o no, comunque ... a Borgo.
P.M.: Senta una cosa: lei la piazzola dove poi sono morti Pia e Claudio, ricorda?
M.P.: Sì.
P.M.: La conosce. Lei ricorda se sopra la piazzola c'era una strada o c'era un punto esattamente sopra la piazzola, che era raggiungibile dalla strada dietro?
M.P.: Facendo il giro della montagna?
P.M.: Sì.
M.P.: C'è una strada, non molto segnata., però c'è.
P.M.: C'era all'epoca?
M.P.: Sì.
P.M.: Era sulla strada che andava alla Fattoria La Rena?
M.P.: Sì.
P.M.: Cioè, andando verso La Rena bisognava fare una specie di U per intendersi, per andare... una curva sulla sinistra.
M.P.: Esatto.
P.M.: Dico bene?
M.P.: Sì.
P.M.: Mentre La Rena: poi è verso destra, che sale su, per andare...
M.P.: Sì, per girare intorno alla montagna, alla collinetta.
P.M.: Ah, ecco. Da quella collinetta, si poteva arrivare con la macchina e vedere giù la piazzola, lei ricorda di aver fatto questa strada?
M.P.: Non l'ho fatta, tutti dicono di sì, però... 
P.M.: Ecco, non l'ha fatto lei... Non ho altre domande, grazie Presidente.
Presidente: Avvocato Peilegrini? 
Avvocato Pellegrini: Soltanto questa: se in queste due-tre occasioni, o quattro, nelle quali lei ha riaccompagnato a casa Pia parlaste, accennaste alla paura che poteva aver avuto Pia per la quale il Bxxx le aveva raccomandato di. riaccompagnarla. Fu detto qualcosa?
M.P.: No, no. Più che altro parlavo anche di Claudio, non è che parlavo più di tanto di paura. L'è stato un accenno così, che ho avuto io come sensazione e l'ho detta quella volta lì, ma non dandogli il peso della paura. Cioè: 'chi potrebbe scherzare?' come dire? 'Chi potrebbe venire a rompere...' 
Avvocato Pellegrini: Grazie.
PRESIDENTE: Prego avvocato.
Avvocato Pepi: Avvocato Pepi. Senta, io le volevo fare solo due domande. La prima è questa: in questa auto che lei dice di aver visto e ha pensato che la seguisse, quante persone c'erano a bordo?
M.P.: Non si può sapere. Cioè, non si può vedere, da uno specchietto di un'auto non si può vedere.
Avvocato Pepi: Quindi, lei ha visto soltanto la sagoma del guidatore?
M.P.: Neanche.
Avvocato Pepi: Va bene. Senta, allora io le volevo chiedere lei ha reso due interrogatori, se non vado errato.
M.P.: Sì.
Avvocato Pepi: Uno nel '93 e uno nel '96. Nel '93 lei disse sul colore dell'auto che pensava fosse scuro ma non era chia... non era sicuro perché poteva dipendere anche dalle condizioni ambientali. Mentre in quella del '96 dà un colore ben preciso, parla di amaranto o comunque rosso. Ecco, io vorrei sapere con esattezza quale è la versione da seguire.
M.P.: La versione da seguire è che era una macchina scura. Tra l’altro ho fatto più di una prova nell'arco di questi mesi, era scura sicuramente. Potrebbe essere un colore amaranto, ma non è. Cioè, non posso dire con certezza che fosse un...
Avvocato Pepi: Un'auto scura.
M.P.: Un'auto scura, sicuramente.
Avvocato Pepi: Basta.
Presidente: Bene.
P.M.: Un'ultima domanda solo, Presidente, di riferimento.
Presidente: Sì.
P.M.: Lei ricorda di aver parlato di questo fatto oltre che con il praticamente Bxxx che l'aveva invitato e con il Ruggero, con qualche amico?
M.P.: Sì, con gli amici di sempre. Ma non solo ho parlato... cioè, dopo che sono stato in Questura, me ne sono venuti in mente talmente tanti, lì al bar tutti: la Manuela che serviva....
P.M.: La Manuela sapeva di questo fatto che veniva seguita?
M.P.: Non era un fatto di... cioè che veni...
P.M.: No, no. Mi scusi, ho sbagliato io. Di questo episodio che ha raccontato lei prima.
M.P.: Sì, l'ho... sì, sì, l'ho raccontato io.
P.M.: La Manuela si chiama Bazzi?
M.P.: La conosco perché è sposata con Lilli, però, Manuela per me è il nome di riferimento.
P.M.: È una teste indotta già dal P.M.. Ne ha parlato con B.P.?
M.P.: B.F....
P.M.: F., chiedo scusa.
M.P.: ...è un mio amico, sì.
P.M.: Ricorda anche con qualche altro amico che possiamo eventualmente citare in seguito e che non l'abbiamo per ora...
M.P.: Mah. . .
P.M.: Il B. l'abbiamo fatto, dovrebbe essere qua oggi se non sbaglio.
M.P.: Mah, lì al bar comunque ne ho parlato, sicuramente.
P.M.: Ricorda qualche altro nome?
M.P.: Tutta la compagnia.
P.M.: Noi, sa citare una compagnia, ci è difficile.
M.P.: I....
P.M.: Scusi, scusi. Le dispiace, I.?
M.P.: I... ora non mi viene in mente. I....
P.M.: Qualche soprannome...
M.P.: Sì, va beh, "Profumino".
P.M.: Allora, scusi questo I. dove abita?
M.P.: Non abita più a Vicchio.
P.M.: All'epoca dove abitava?
M.P.: A Vicchio.
P.M.: Si, se...
M.P.: Al passaggio a livello abitava.
P.M.: Al passaggio a livello. Faceva qualche lavoro che possiamo identificare?
M.P.: Penso, che tuttora faccia l'elettricista.
P.M.: Ha qualche altra persona in mente che ancora, cioè che le è venuta successivamente in mente?
M.P.: Nell'ambiente del tennis sicuramente ne ho parlato, in azienda sicuramente...
P.M.: Ho capito.
M.P.: Ma persone esatta...
P.M.: Ho capito. A B.P. senz'altro.
M.P.: B. F..
P.M.: F., scusi.
M.P.: È un amico intimo.
P.M.: Bene. Grazie, non ho altre domande.
M.P.: R., ecco. "Profumino" R.. Sì. I.R.. Lo dice il Giuttari. Non mi veniva in mente R..
P.M.: Bene. Grazie. Non ho altre domande.
Presidente: Può andare, grazie.

giovedì 25 luglio 2013

Sharon Stepman - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 07 luglio 1997

La lettura di questo post è riservata ai Sostenitori di  
Insufficienza di prove.




I motivi di questa scelta
Da oggi, ogni settimana, almeno un post sarà destinato ai soli Sostenitori di Insufficienza di prove.
È una scelta che ho rimandato finchè ho potuto ma adesso si tratta di decidere se proseguire con un post al giorno dal lunedì al venerdì, come ho fatto negli ultimi quattro anni, o interrompere la pubblicazione di qualsivoglia contenuto su Insufficienza di prove. È una scelta impegnativa che però mi trovo costretto a fare, dato il crescente impegno e gli inevitabili costi da sostenere. Lo dico da un pò di tempo: il momento non è dei migliori ma per andare avanti serve davvero ben poco e se anche solo un terzo di coloro che seguono Insufficienza di prove mi sosterrà in questa impresa, nei prossimi mesi tutto il processo a Mario Vanni e Giancarlo Lotti verrà pubblicato su queste pagine. Diversamente, con estremo dispiacere, io mi fermo qua.

Come diventare sostenitore:
Per sostenere Insufficienza di prove puoi inviare un contributo tramite Paypal semplicemente clickando sul link riportato qui sotto:


In base all'entità del contributo fornirò l'accesso a tutti i posts per 1 mese, 6 mesi, un anno. La gestione delle donazioni verrà gestita da Daniele, un mostrologo che probabilmente già conoscete se avete acquistato un libro sul "mostro di Firenze" su Ebay o avete partecipato alla presentazione di uno degli ultimi libri usciti sull'argomento.
Grazie per l'attenzione e a presto!
Flanz

I numeri di Insufficienza di prove (al 17 aprile 2013)
-1240 posts;
-1065 articoli nell'emeroteca più completa sulla vicenda;
-568 schede con tutti i protagonisti;
-73 interviste ai principali protagonisti della vicenda;
-85 video sul canale Youtube;
-1 post ogni giorno dal lunedì al venerdì;
-Trascrizioni complete e fedeli delle principali udienze sul caso;
-Aggiornamenti e news;
-Oltre 60.000 visitatori annui;

mercoledì 24 luglio 2013

Renzo Rontini - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 04 luglio 1997

Presidente: Venga signor Rontini.
P.M.: Secondo, se è possibile tramite il suo ricordo focalizzare chi potessero essere questi Carabinieri. E se lui ha visto le macchie.
Presidente: Venga signor Rontini, venga. Già qualificato in atti, sotto il vincolo dell'impegno già assunto nelle scorse udienze lei depone di dirci la verità.
R.R.: Sì, senz'altro.
Presidente: Ecco. Il Pubblico Ministero già le fatto domanda e l'ha sentita.
P.M.: Signor Rontini lei ricorda qualcosa di questo episodio di questi due suoi amici o anzi, l'amico, se non sbaglio, era solo il Pasquini che le riferì questo...
R.R.: Gli amici erano tutti e due.
P.M.: Chiedo scusa.
Presidente: Parli al microfono.
P.M.: Chiedo scusa. "sono suoi amici" non volevo assolutamente fare giudizi su questo vostro rapporto.
R.R.: No. Che erano venuti quella sera dopo quello che era successo a confortarci e starci vicini, che non era semplice sinceramente. Sono Pietro, mi pare, Boncini...
P.M.: Pasquini semmai.
R.R.: Pasquini, va bene. Pasquini viene...
P.M.: Il macellaio di Dicomano, giusto?
R.R.: ...che è il macellaio di Dicomano, venne a casa mia e poi mi raccontò di aver visto delle gocce di sangue che dalla piazzola, dalla fine della piazzola attraversavano la strada fino alla Sieve. Vorrei essere preciso che la Sieve in quei giorni lì c'era una gocciola d'acqua perché era stato molto caldo e il filare si era seccato tutto.
P.M.: Quindi, l'acqua era solo nel centro.
R.R.: Sì, appena, appena. Ma sarà stato cinque centimetri. A quel punto lì, io chiesi: 'figlioli, chiamate i Carabinieri, avvisate loro'. Lei può capire in che condizioni uno...
Presidente: Si capisce.
R.R.: ... si trova. 'Chiamatemi i Carabinieri, andate a vedere. Pietro fagli vedere dove hai visto' Con Boncini andò anche Bartolini che chiamarono i Carabinieri e andarono, li portarono sul posto dove...
P.M.: Ci andò anche lei? No?
R.R.: No. Perché un ce la facevo. Li portarono sul posto tanto più che io non avevo visto niente e loro avevan visto, di conseguenza avevo fiducia di quello che diceva sia Boncini che Bartolini che sono due persone serissime e non ci sarebbero...
P.M.: Non lo dubitiamo.
R.R.: ... imbarcati in fatti che non era a loro conoscenza. Riguardo al carabiniere, credo che fosse a quell'epoca brigadiere Siracusa che era nella stazione di Borgo e che ora credo che sia maresciallo nella stazione di Ronta
P.M.: Senta...
R.R.: Questo signor Siracusa poi è venuto successivamente a casa mia, diverse volte.
P.M.: E gli ha parlato di queste macchie?
R.R.: M'aveva detto che avevano fatto un sopralluogo, sì.
P.M.: Gliel'ha ammesso che avevano fatto questo sopralluogo?
R.R.: No.
P.M.: Ah. Non...
R.R.: Non s'è parlato.
P.M.: Non ne avete parlato.
R.R.: Veniva per altre informazioni.
P.M.: Questo altro carabiniere La Moratta o La Muratta...
R.R.: Questo altro carabiniere...
P.M.: Esiste.
R.R.: ... esisteva, era maresciallo nella caserma di Borgo e è deceduto qualche anno fa.
P.M.: Non ho altre domande, grazie Presidente. Mi sembra chiarito.
Presidente: Ah, aspetti, aspetti. Voleva fare una domanda l'avvocato.. .
Avvocato Bagattini: Non ho capito bene, signor Rontini. Il maresciallo Siracusa le disse che aveva saputo di queste macchie?
R.R.: C'era stato.
Avvocato Bagattini: Ah, le disse che c'era stato.
R.R.: C'era stato a fare il sopralluogo quella sera.
Avvocato Bagattini: Ecco, ma dico glielo disse lui o come lo seppe lei?
R.R.: Io come l'ho saputo? Da Bartolini e da...
Avvocato Bagattini: Ah, ecco. Bartolini le disse che era venuto questo...
R.R.: Sì, era venuto questo brigadiere che era senz'altro Siracusa.
Avvocato Bagattini: "Che era senz'altro" come fa a dirlo? Mi scusi?
R.R.: Perché operava a Borgo nella squadra lì.
P.M.: Pensa che perché era lì.
Avvocato Bagattini: No, pensavo che fosse...
R.R.: No, perché Siracusa per un periodo s'è interessato delle indagini.
Avvocato Bagattini: Però Siracusa non le ha mai detto che aveva fatto questo...
R.R.: Siracusa... e altre. In quel periodo lì però che erano stati a fare i rilievi.
Avvocato Bagattini: Ecco, neanche successivamente...
R.R.: Perché erano stati a fare i rilievi ma non mi ha dato tante spiegazioni.
Avvocato Bagattini: Bene, grazie.
Presidente: Va bene, può andare signor Rontini.
R.R.: Grazie.
Presidente: Mi sembra, a questo punto...
P.M.: Non ci sono altri testi.
Presidente: A questo punto senza voler anticipare niente, ma siccome un testo di riferimento importante...
P.M.: Chiediamo di...
Presidente: ... si può, se siete d'accordo, ricercare e portare in aula questo teste.
P.M.: Senz'altro, Presidente...
Presidente: Bene?
P.M.: ...e anche altri se eventualmente venissimo a appurare.
Presidente: Quanto prima. Va bene.
P.M.: Di accertamenti su carta documentali, io non ne ho trovati.
Presidente: Bene.
P.M.: Può darsi esistano, ma io li ho cercati e non li ho trovati.
Presidente: No, questo brigadiere Siracusa...
P.M.: Esiste.
Presidente: ...è alla stazione di Borgo.
P.M.: Esiste, Presidente.
Presidente: Bene. Senta, a questo punto ci sono altri testi?
P.M.: No, Presidente.
Presidente: Allora si va a lunedì mattina, che giorno viene? Lunedì 7 alle ore 9.00.
P.M.: Bene, grazie.
Presidente: Nuova traduzione del Vanni. L'udienza è tolta.

martedì 23 luglio 2013

Luciano Bartolini - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 04 luglio 1997

P.M.: Sentiamo Bartolini.
Presidente: Come si chiama lei?
L.B.: Bartolini Luciano.
Presidente: Vuole essere ripreso dalle telecamere o no?
L.B.: No, non mi interessa.
Presidente: Eh?
L.B.: No.
Presidente: No. Bene. Allora, niente telecamere. Dove è nato?
L.B.: A Xxxxx
Presidente: Quando? Quando è nato?
L.B.: Il XX/XX/XX.
Presidente: XX/XX/XX, residente?
L.B.: 'XX.
Presidente: 'XX. Risiede?
L.B.: A Xxxxxx.
Presidente: Prego. Legga ad alta voce.
L.B.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo Con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di guanto è a mia conoscenza."
Presidente: Prego, Pubblico Ministero.
P.M.: Signor Bartolini, può spiegare innanzitutto alla Corte qual è la sua attività lavorativa?
L.B.: Bronzista.
P.M.: Senta, lei conosce il signor Rontini?
L.B.: Sì.
P.M.: E il giorno in cui fu scoperto l'omicidio, il lunedì successivo, lei si trovava in casa... andò a trovare il Rontini?
L.B.: Cioè, sì. Andai in casa del Rontini, ma Renzo non c'era. Cioè, era fuori sede, mi sembra.
P.M.: Lei ricorda se la sera del lunedì arrivò qualcuno e parlò di aver fatto un rinvenimento di macchie sulla...?
L.B.: Sì.
P.M.: Ci può spiegare esattamente come andarono le cose?
L.B.: No, c'erano delle persone lì in giardino di Renzo, di' Rontini che parlavano di' più e di' meno. E sentii queste persone che dicevano che avevan visto delle tracce di sangue che andavano dalla piazzetta dove è successo il fatto, insomma, che andavano lungo la strada comunale e poi andavano giù in un'altra strada più piccola che andava giù al filarne. Così, gli chiesi se l'avevan detto ai Carabinieri o alla Polizia, un so.
P.M.: Se queste persone che facevano questo racconto, se l'avevano detto...
L.B.: Se l'avevan detto. Dice: 'no, un s'è detto niente'. Allora io gli dissi: 'ma, proviamo a sentire se l'hanno viste'. Allora, li accompagnai alla caserma e...
P.M.: Andaste chi alla caserma? Lei...
L.B.: Lei, mi sembra e altre due persone.
P.M.: Cioè, lei signor...
L.B.: Io e altre...
P.M.: Il signore che c'era prima?
L.B.: Sì.
P.M.: Sì.
L.B.: E un altro mi sembra.
P.M.: Non ricorda chi era questo terzo?
L.B.: No, ora io, così...
P.M.: E quindi andaste dai Carabinieri di dove?
L.B.: Lì in paese, a Vicchio.
P.M.: A Vicchio.
L.B.: Però, mi sembra siccome che fosse stato dopo le sette, e pertanto non. fanno servizio, risposero...
P.M.: I Carabinieri a Vicchio non c'era nessuno.
L.B.: No. Ci saranno stati sicuramente.
P.M.: Però non le...
L.B.: Non rispondano al campanello dopo una cert'ora.
P.M.: E quindi cosa successe?
L.B.: Risposero da, credo, dalla stazione di Borgo San Lorenzo.
P.M.: Cioè, c'era la citofonica. Quella che si dice stazione citofonica.
L.B.: Sì, preciso.
P.M.: Suonaste e vi rispose una voce...
L.B.: Sì. E ci diedero l'appuntamento che sarebbero venuti loro a...
P.M.: Cioè, gli spiegaste il fatto...
L.B.: Sì, preciso.
P.M.: E vi dettero appuntamento dove?
L.B.: Lì davanti al teatro Giotto, mi sembra.
P.M.: A Vicchio?
L.B.: Sì, a Vicchio.
P.M.: Arrivarono i Carabinieri?
L.B.: Sì.
P.M.: Erano parecchi?
L.B.: No, venne una volante mi sembra.
P.M.: Bene. Poi cosa faceste?
L.B.: Si montò sopra la volante e ci portarono a i' posto dove l'era successo il fatto.
P.M.: Gli faceste vedere lei le vide, cioè?
L.B.: Sì, ci fecero aspettare un pochinino.
P.M.: Andarono prima loro?
L.B.: No, perché c'era lì... un so, avevan chiuso la strada, un so icché facevano. Si andò lì...
P.M.: C'era qualche sopralluogo, qualche altra...
L.B.: Sì, c'era un sopralluogo. Io le vidi per la prima volta queste macchie. C'era queste macchie...
P.M.: Le vide lei?
L.B.: Anch'io le vidi.
P.M.: Ce le vuole...
L.B.: Ce n'era poche.
P.M.: ... ci vuole descrivere cosa vide lei.
L.B.: Mah, c'era per dire una gocciola di sangue qui, poi nello sterrato se ne vedeva più poco, perché il giorno c'era stato...
P.M.: Nello sterrato della piazzola.
L.B.: Della piazzola, c'era più...
P.M.: C'era rimasto poco. Invece sull'asfalto?
L.B.: Sull'asfalto c'erano e poi c'erano giù, sul greto diciamo del fiume
P.M.: Verso l'acqua.
L.B.: Sì.
P.M.: Queste sul greto le vide meglio? Erano più grandi, più piccole...
L.B.: Era come se uno c'avesse appoggiato qualcosa ecco. L'era più, 1'erano più grosse.
P.M.: Più grosse.
L.B.: Quell'altre l'erano gocciolette.
P.M.: Allora, quelle lungo la strada eran come se gocciolato.
L.B.: Sì.
P.M.: Quelle al fiume era come se fosse...
L.B.: Se fosse appoggiato qualcosa.
P.M.: Lei lo ricorda, ha vivo questo ricordo?
L.B.: Sì.
P.M.: E i Carabinieri le videro, presero le pietre, fecero delle foto?
L.B.: Che cosa fecero dopo non lo so, perché a quel punto questi due signori rimasero lì. Perché io praticamente li avevo accompagnati, ecco. Un è che... Il mio lavoro l'era stato quello che... di informare i Carabinieri, ecco.
P.M.: Avvertire i Carabinieri.
L.B.: Poi, a qui' punto mi mandarono, mi fecero riaccompagnare in paese.
P.M.: E rimasero gli altri.
L.B.: E rimasero gli altri.
P.M.: Cosa fecero non lo sa.
L.B.: No, non lo so. Cioè, lo so pe' i giornali icché l'era successo...
P.M.: Ho capito.
L.B.: Così, ma non che abbia visto...
P.M.: Lei ricorda questi Carabinieri se ne vennero altri, chi potevano essere?
L.B.: Mah, ora così... son passati tanti anni, non saprei.
P.M.: Bene.
L.B.: Perché poi l'è una cosa la passa, perché... in pratica una volta detto...
P.M.: Se ne devono occupare loro.
L.B.: Ecco.
P.M.: Non ho altre domande. Grazie.
Presidente: Parti civili? 
Avvocato: No, grazie.
Presidente: I difensori degli imputati? Avvocato Bagattini.
Avvocato Bagattini: Se si ricorda, ha detto che erano due i Carabinieri intervenuti? Quelli con i quali prendeste appuntamento di fronte...
L.B.: Eh, ora non mi ricordo. Così, se erano due o uno... ma sicuramente saranno stati due.
Avvocato Bagattini: Non si ricorda se c'era qualche sottufficiale o erano Carabinieri semplici?
L.B.: No, così non... Mi ricordo di un nome.
Avvocato Bagattini: Lo dica.
L.B.: Cioè, però lì sono incerto.
Avvocato Bagattini: Eh, lo dica.
L.B.: Perché è un nome di città: o Racusa o roba del genere. Uno di questi Carabinieri.
Avvocato Bagattini: Lei attribuisce a uno dei Carabinieri intervenuti quella sera?
L.B.: Sì.
Avvocato Bagattini: Ho capito. Ed era, e venivono da Borgo San Lorenzo.
L.B.: Sì.
Avvocato Bagattini: Ho capito.
L.B.: Cioè, penso di Borgo San Lorenzo perché il comando più vicino è Borgo San Lorenzo.
Avvocato Bagattini: Ecco, lei si ricorda se evidentemente via radio quei Carabinieri chiesero l'intervento di altri colleghi o comunque si misero in contatto con altri comandi dei Carabinieri?
L.B.: No, no. Non saprei. Dirrei una cosa che non mi ricordo bene, ecco.
Avvocato Bagattini: E comunque lei esclude che quella sera, quando andaste sul posto siano intervenuti altri Carabinieri poi?
L.B.: Ma ce n'era già tanti lì, eh.
Avvocato Bagattini: Già lì ce n'erano?
L.B.: Sì, sul posto ce n'era... cioè, i Carabinieri, c'era... persone ce n'era tante lì.
Avvocato Bagattini: Ed era recintato il posto? Non si poteva entrare?
L.B.: Sì, l'era chiuso, la strada.
Avvocato Bagattini: Era chiusa. Quindi erano tutte persone in qualche modo, addette ai lavori?
L.B.: Eh, appunto. Penso.
Avvocato Bagattini: E lei si ricorda se questi Carabinieri che erano con voi, fecero presente anche agli altri addetti ai lavori della presenza di queste macchie?
L.B.: Io so che si aspettò un po' lì, perché un so come... c'eran delle transenne. S'aspettò lì in macchina mi ricordo, che dopo un pezzetto perché ci chiamarono dopo. Sicché ne avranno parlato sicuramente.
Avvocato Bagattini: Ma vi chiamarono i soliti Carabinieri che erano...
L.B.: Sì, vennero lì e con altre persone però non so chi erano...
Avvocato Bagattini: Con altre persone.
L.B.: Sì.
Avvocato Bagattini: Grazie.
P.M.: Presidente, così per chiarimento degli atti, l'unica cosa che risulta sicura dagli atti è che quella sera, e presumo quindi le altre persone a cui si riferisce il teste, non quelle intervenute con loro, furono incaricate di fare un esperimento giudiziario quella sera per vedere se sparando dei colpi le persone vicine potevano sentire nelle case vicine quei rumori; in quanto nessuno diceva di... non c'erano... Quindi, quella sera sembra da questo racconto in concomitanza dalla lettura degli atti che sia praticamente nello stesso grossomodo periodo o nell'organizzazione di quell'esperimento di P.G. che fu fatto e che risulta dagli atti.
Presidente: Comunque, i rapporti che fece a suo tempo alla stazione dei Carabinieri di Vicchio, nulla parla...
P.M.: Nulla di questo parla.
Presidente: Parla di tanti altri testimoni che...
P.M.: Di questo niente.
Presidente: ... non riferisce nulla.
P.M.: L'abbiamo saputo in questo modo.
Presidente: Bene. Avvocato... 
Avvocato Pellegrini: Presidente, mi scusi una precisazione da parte del teste. Sono l'avvocato Pellegrini, parte civile per Rontini. Questo carabiniere di cui lei ricorda vagamente il nome, invece che Ragusa può darsi che si chiamasse o che si chiami tuttora Siracusa?
L.B.: Può darsi benissimo. Cioè, gliel'ho detto...
Presidente: Un nome di città ha detto. 
Avvocato Pellegrini: Nome di città per l'appunto sempre siciliano.
Presidente: Si, sì.
L.B.: Ora, così, gli dirrei una cosa... 
Avvocato Pellegrini: Lei non sa se questa persona ora è maresciallo dei Carabinieri a Ronta?
L.B.: No, un lo so. Ora, mi capisce, io lo seppi lì perché parlavan fra sé e chiesero, e dissero questo nome.
P.M.: Presidente, lo possiamo accertare facilmente e chiedere l'ammissione come teste di almeno il maresciallo Siracusa esiste.
Presidente: Esiste?
P.M.: Come teste di...
Presidente: E facciamolo venire.
P.M.: Certo.
Presidente: Come no! Senta, Pubblico Ministero ma il suo ufficio ha fatto gli accertamenti su questo punto o no?
P.M.: Certo e ci hanno risposto che il maresciallo, 1' altro è deceduto. Ora vado un attimo... Presidente, non mi faccia dire cose di cui non ho perfetta conoscenza. Il secondo nominativo non ho ancora la possibilità di riscontrarlo. L'abbiamo oggi...
Presidente: Va beh, Siracusa. Va bene, si può citare.
P.M.: Il Pubblico Ministero all'epoca...
Presidente: Va bene.
Avvocato Bagattini: Dicevo signor Presidente...
Presidente: Dica.
Avvocato Bagattini: Se il teste è in condizione di dare una descrizione...
Presidente: No, non sento.
Avvocato Bagattini: Dicevo: se il teste è in condizione di dare una descrizione della persona che lui ricorda avesse il nome di città, Ragusa, Siracusa, Venezia, quello che è.
L.B.: So che è... cioè, mi ricordo che all'epoca era una persona giovane. Non so quant'anni ci... Non so ora di preciso...
Presidente: Era sotto ai 40 anni? Sotto i 40 anni?
L.B.: Sì, sì. Sotto i 40 anni. 
Presidente: Bene.
L.B.: Poi, non mi misi a guardare il colore dei capelli e roba di' genere.
Presidente: Si capisce. Non è quello che ci interessa. Va bene.
L.B.: Sì.
P.M.: Presidente, proporrei alla Corte, dato che io ho finito coi testi di sentire subito su queste circostanze il signor Rontini cosa ricorda di questi fatti. Se... è esclusivamente sul fatto se il nome del carabiniere se lui sa qualcosa.
Presidente: Di questo carabiniere?
P.M.: Certo. Se il teste ora ci ha detto qua che è presente in aula...
Presidente: ... lui.
P.M.: Benissimo.
Presidente: Bene. Perché no? Avanti può andare lei signor Rontini.
Avvocato Bagattini: Stavo facendo la stessa richiesta.
Presidente: Signor Bartolini.
P.M.: Innanzitutto sull'episodio cosi come è raccontato da questi testi.

venerdì 19 luglio 2013

Pietro Pasquini - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 04 luglio 1997

Presidente: Chi altro teste c'è?
P.M.: Sentiamo, Presidente,
Presidente: Pasquini Pietro.
P.M.: (voce fuori microfono)
Presidente: Come si chiama lei?
P.P.: Pasquini Pietro.
Presidente: Senta, vuole essere ripreso dalle telecamere, oppure ha difficoltà?
P.P.: È uguale, non c'è problema.
Presidente: È uguale. Allora nessuna difficoltà. Dov'è nato lei signor Pasquini?
P.P.: A Xxxxxxx
Presidente: Quando è nato?
P.P.: XX/XX/XX
Presidente: XX/XX...
P.P.: XX/XX/XX
Presidente: XX/XX/XX. E risiede dove, a Xxxxxx?
P.P.:A Xxxxxx
Presidente: Legga quel foglio che ora gli viene porto.
P.P.:Ci vedo poco. Come c'è scritto...
Presidente: Ad alta voce, ad alta voce.
P.P.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di guanto è a mia conoscenza."
Presidente: Si impegna a dire tutta la verità e a nascondere nulla di quello che sa. Va bene?
P.P.: Sì, grazie.
Presidente: Ecco, questo è l'impegno solenne che ha assunto questa mattina. Prego, Pubblico Ministero.
P.M.: Signor Pasquini, può spiegare innanzitutto alla Corte qual è la sua attività? Che lavoro fa lei?
P.P.: Faccio il macellaio.
Presidente: Senta, signor Pasquini, lei conosce il signor Rontini?
P.P.: Sì.
P.M.: Dove abita?
P.P.: Io abito a Xxxxxx
P.M.: All'epoca dell'omicidio della figlia del Rontini e dello Stefanacci, abitava a Xxxxxx, o...
P.P.: Sempre a Xxxxxx
P.M.: Sempre a Xxxxxx. Senta, lei ricorda di essersi trovato a casa del Rontini il giorno seguente e di aver fatto qualche racconto, qualche constatazione con lui? Ce lo vuole spiegare?
P.P.: No, io sono andato dai Rontini il lunedì, il lunedì, a casa sua. Perché ci andavo... Prima si andava anche a mangiarci con loro.
P.M.: Ah.
P.P.: Sono gente che... Insomma, brave, capito? E nulla, glielo dissi io. Ero stato a lavar la macchina in quel posto e ci avevo trovato delle... delle goccde di sangue che andavano di là dalla Sieve.
P.M.: Sulla strada? O nella Sieve?
P.P.: Allora, partivano dalla strada, poi andavano giù giù e attraversavano la Sieve a parte di là. Perché il greto era molto asciutto, ha capito? Io gli dissi in quella maniera lì, la sera quando andai a trovare il Rontini.
P.M.: Il lunedì.
P.P.: Il lunedì, bravo.
P.M.: E lei quando le aveva viste queste macchie?
P.P.: Io le avevo viste...
P.M.: Lei ci va la sera del lunedì.
P.P.: Lunedì.
P.M.: Sì.
P.P.: Sì, io le avevo viste...
P.M.: Il giorno, la mattina?
P.P.: La sera, la sera.
P.M.: Il pomeriggio, quando...
P.P.: Sì, sì.
P.M.: Senta una cosa: lei ricorda se avvertiste i Carabinieri di questo fatto?
P.P.: C'era un mio amico lì che avvertì subito i Carabinieri.
P.M.: Il suo amico come si chiamava?
P.P.: È quello che venne a testimoniare. 
P.M.: Bartolini.
P.P.: Bartolini, sì.
P.M.: Era anche lui dai Rontini? O era con lei?
P.P.: No, no, si era tutti dal Rontini, quella sera lì, si...
P.M.: Io le voglio chiedere: di questo rinvenimento di queste macchie quella sera, lei... avvertiste i Carabinieri?
P.P.: Io, in casa di Rontini vennero subito i Carabinieri. Cioè, furono avvertiti subito i Carabinieri e siamo andati dentro a vedere tutto il fatto.
P.M.: Quindi voi, avvertiti i Carabinieri, siete andati con i Carabinieri il lunedì a vedere quelle macchie.
P.P.: Esatto, esatto.
P.M.: E gliele avete fatte vedere.
P.P.: Sì, sì.
P.M.: I Carabinieri cosa fecero?
P.P.: I Carabinieri credo abbiano preso... Ora non mi ricordo quando, ora è 13 anni, presero delle...
P.M.: Delle pietre.
P.P.: Delle pietre., che c'éra delle gocce di sangue.
P.M.: Lei ricorda chi era, il nome del maresciallo?
P.P.: Il maresciallo era... il maresciallo Muratta, però stava a Borgo San Lorenzo.
P.M.: Era con altri Carabinieri quando presero queste pietre?
P.P.: Sì, sì. Sì.
P.M.: Senta un po', se io le faccio vedere la strada e la zona, lei è in grado... Ecco, vediamo se riesce... La riconosce quella strada lì?
P.P.: Sì, sì.
P.M.: Eh?
P.P.: Sì.
P.M.: Lei riconosce... Ci sono due frecce: una sulla destra e una sulla sinistra. Eh?
P.P.: Sì.
P.M.: A leggere la didascalia, sulla destra c'è la piazzola, sulla sinistra c'è il fiume.
P.P.: Esatto.
P.M.: Ecco, lei dove era e dove aveva visto... Lei quindi era stato al fiume a lavar la macchinai?
P.P.: Sì.
P.M.: Dove aveva visto le macchie?
P.P.: Le macchie... Io avevo visto le macchie, siccome c'era tante di quella gente, e poi gli feci a quei ragazzi: 'ma guarda qui, una gocciola di sangue qui... un'altra qui, un'altra lì', e poi le andavano a Sieve, queste gocce di sangue.
P.M.: Quindi, le macchie le aveva viste sulla strada asfaltata.
P.P.: Ecco, bravo, sì.
P.M.: E poi andavano sulla Sieve.
P.P.: E le andavano sulla Sieve. Perché le riperdevano, perché non era asfaltata...
P.M.: E andavano fino ail'acqua, fino...
P.P.: Andavano alla parte di là della Sieve, perchè era molto asciutta la Sieve.
P.M.: Senta una cosa: e i Carabinieri vennero proprio lì, gliele fece vedere?
P.P.: No, venne i Carabinieri, venne un affare di gente... Cioè, Polizia, c'era stato la DIGOS. Perché non so che...
P.M.: Insomma, vennero in parecchi per questo vostro...
P.P.: Sì. E poi mi interrogarono... se avevano sentito... Cioè, fecero la prova del colpo della rivoltella...
P.M.: Quella è un'altra cosa.
P.P.: Ah.
P.M.: Lei ricorda, quindi, che queste macchie le aveva viste per primo lei e li accompagnò lì. E insieme c'era questo Bartolini Luciano e sicuramente, di questi Carabinieri, si ricorda questo maresciallo La Muratta di Borgo.
P.P.: Sì.
P.M.: Presidente - così, per informazione della Corte - al maresciallo La Muratta e ai Carabinieri, è stato chiesto questo particolare. E il maresciallo, mi sembra di ricordare - non vorrei fargli torto - è deceduto; dei Carabinieri e di questo accertamento, purtroppo non c'è alcun tipo di Questo è il fatto storico relativo agli atti fatti allora. Lei dice che insieme a questo maresciallo La Muratta c'erano parecchi Carabinieri.
P.P.: Parecchi Carabinieri, sì. Molti, perché poi chiusero la strada lì per lì, perché vollero riprovare tutta la scena. Io non avevo neanche... Poi mi tennero lì un paio d'ore.
P.M.: E fu, lei ricorda se avete scritto qualcosa? Se fu fatto un verbale?
P.P.: No, no.
P.M.: Non fu fatto verbale.
P.P.: No. Di me no.
P.M.: Né di lei...
P.P.: Niente.
P.M.: Né per lei, né per il Bartolini Luciano.
P.P.: Ma io il Bartolini non lo so, ma io...
P.M.: Per lei non fu fatto il verbale. Ricorda la grandezza di queste macchie?
P.P.: Beh, c'era qualche piccolina, un po' piccola, un po' più grande...
P.M.: Quelle sul fiume erano più grandi?
P.P.: C'era delle pie... molti sassi grandi, c'era delle belle piastre così di sangue, sì.
P.M.: E i Carabinieri, dice, presero delle pietre.
P.P.: Presero ' delle pietre. Poi io non ho risaputo niente... Insomma, io non ho mica...
P.M.: Non ho altre domande, grazie.
P.P.: Prego.
Presidente: Parti civili? No, no, aspetti, aspetti. I difensori degli imputati?
Avvocato Bagattini: Una precisazione, signor Presidente. Queste macchie di sangue erano concentrate in una certa zona, oppure seguivano un percorso?
P.P.: Seguivano il percorso.
Presidente: Ha detto che dall'asfalto andavano verso la Sieve.
Avvocato Bagattini: È in grado di dire più o meno quanti metri fosse lungo questo percorso?
P.P.: Beh, una era qui, una... Ogni, nel pezzettino dov'è lo sfalto, era una qui, una a un metro e mezzo-due, poi un'altra e poi un'altra.
Avvocato Bagattini: Ecco, in tutto, fra la prima e l'ultima macchia di sangue, che tratto era, quanto era lungo?
P.P.: C'è un tratto di strada. Poi dopo la si devia per andare...
Avvocato Bagattini: Ho capito. Ma vogli dire, come lunghezza, quanto poteva essere?
P.P.: Sarà... non so, una decina di metri.
Avvocato Bagattini: Una decina di metri.
P.P.: Sì.
Avvocato Bagattini: Grazie.
P.M.: Scusi, l'ultima cosa, per vedere se è stato chiarito a sufficienza: le macchie sull'asfalto nascevano dalla piazzola dove c'era stato il delitto?
P.P.: Esatto.
P.M.: Bene, grazie.
Presidente: Venivano dalla piazzola?
P.P.:Sì.
Presidente: Attraversavano la strada.
P.P.: Sì, sì, venivano dalla piazzola. Poi c'era...
P.M.: Presidente, un teste a riscontro del racconto di Lotti.
Presidente: Va bene. Altre domande?
P.M.: Non ho altre domande, Presidente.
Presidente: Può andare, grazie.

giovedì 18 luglio 2013

TIziana Martelli - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 04 luglio 1997

La lettura di questo post è riservata ai Sostenitori di  
Insufficienza di prove.




I motivi di questa scelta
Da oggi, ogni settimana, almeno un post sarà destinato ai soli Sostenitori di Insufficienza di prove.
È una scelta che ho rimandato finchè ho potuto ma adesso si tratta di decidere se proseguire con un post al giorno dal lunedì al venerdì, come ho fatto negli ultimi quattro anni, o interrompere la pubblicazione di qualsivoglia contenuto su Insufficienza di prove. È una scelta impegnativa che però mi trovo costretto a fare, dato il crescente impegno e gli inevitabili costi da sostenere. Lo dico da un pò di tempo: il momento non è dei migliori ma per andare avanti serve davvero ben poco e se anche solo un terzo di coloro che seguono Insufficienza di prove mi sosterrà in questa impresa, nei prossimi mesi tutto il processo a Mario Vanni e Giancarlo Lotti verrà pubblicato su queste pagine. Diversamente, con estremo dispiacere, io mi fermo qua.

Come diventare sostenitore:
Per sostenere Insufficienza di prove puoi inviare un contributo tramite Paypal semplicemente clickando sul link riportato qui sotto:


In base all'entità del contributo fornirò l'accesso a tutti i posts per 1 mese, 6 mesi, un anno. La gestione delle donazioni verrà gestita da Daniele, un mostrologo che probabilmente già conoscete se avete acquistato un libro sul "mostro di Firenze" su Ebay o avete partecipato alla presentazione di uno degli ultimi libri usciti sull'argomento.
Grazie per l'attenzione e a presto!
Flanz

I numeri di Insufficienza di prove (al 17 aprile 2013)
-1240 posts;
-1065 articoli nell'emeroteca più completa sulla vicenda;
-568 schede con tutti i protagonisti;
-73 interviste ai principali protagonisti della vicenda;
-85 video sul canale Youtube;
-1 post ogni giorno dal lunedì al venerdì;
-Trascrizioni complete e fedeli delle principali udienze sul caso;
-Aggiornamenti e news;
-Oltre 60.000 visitatori annui;

mercoledì 17 luglio 2013

Andrea Caini - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 04 luglio 1997 - Seconda parte


Segue dalla prima parte.
P.M.: ...che tipo di macchine fossero lo ricorda? Come struttura...
A.C.: Sì.
P.M.: ... grandi, piccole, medie, chiare, scure o colori...
A.C.: C'era la prima che aveva i fari rettangolari ed era, diciamo, un colore sul rosso insomma, come... o rosso, non mi ricordo quello che dissi, se era rosso scuro...
P.M.: Lei lo disse all'epoca, addirittura disse era una tre volumi, gliela leggo, lei dice: "La prima auto aveva i fari anteriori rettangolari, poteva essere una due volumi oppure anche una tre volumi, comunque, con cofano della bauliera corto, tipo la Ford Escort...", lei disse.
A.C.: Sì.
P.M.: "... della prima serie, di colore scuro. La seconda auto poteva essere rossa più chiara della precedente. Entrambe erano vetture di media cilindrata." Ecco, il discorso di queste macchine, lei ha focalizzato che fossero di media cilindrata.
A.C.: Sì. Cioè non era una Cinquecento, non era un'Alfa, cioè, nel senso...
P.M.: Sul discorso colori è un discorso che ognuno di voi ha avuto poi un' impressione poi raccontandola diversa?
A.C.: Sì, un po' è stato anche questo, sì.
P.M.: Ecco, non siete stati...
A.C.: Anche perché lì per lì al colore uno non è che... Io guardai più che altro le persone per capire come mai...
P.M.: E il modo in cui andavano.
A.C.: Sì. Più che altro la paura, perché venivano addosso, cioè, nel senso, io ero proprio sul ciglio della strada, non è che ero lontano.
P.M.: Ho capito. Vogliamo vedere un attimo la cartina dei luoghi, per cortesia? Lei ricorda...
Presidente: Sì, sì. Vada lì il...
A.C.: Sì, dunque noi siamo partiti da Santa Margherita - che è questo punto qui - poi siamo... e questa è una strada brutta, appunto, sterrata, e ci siamo fermati nel... ora qui si vede... 
(voce fuori microfono)
A.C.: Era la fonte, ecco, perché non sapevo come... 
(voce fuori microfono)
A.C.: Sì, appunto. Ecco, noi da Santa Margherita: eravamo andati lungo questa strada e ci siamo fermati in questa posizione. Praticamente il tempo di riempire delle bottiglie e poi ripartire passando vicino a San Martino a Scopeto, e poi la strada si dirige giù fino... ecco, questa dovrebbe essere la Sagginale.
P.M.: Senta una cosa, la strada... nella carta... lei lo sa?
A.C.: Sì, sì, lo so.
P.M.: Qua c'è una strada... qua segnata...
A.C.: Quella verde?
P.M.: ... chiedo scusa, questa qua guardi.
A.C.: Sì.
P.M.: E qui c'è un posto che si chiama Fattoria... Sa se era aperta?
A.C.: No, no perché... Cioè, io andavo sempre per quest'altro verso. C'era mio cognato che aveva un fuoristrada in quel periodo e si faceva delle giratine intorno, ma non... sinceramente non l'avevo mai fatta.
P.M.: Da San Martino a Scopeti alla Sagginalese.
A.C.: Sì, quella l'avevo già fatta, sì. Perché una volta c'era un professore del mio bambino che andava all'asilo e aveva la casa lì a San Bovino lì, come si chiama? Bovini, sì.
P.M.: Badia Bovino.
A.C.: Badia Bovino, esatto. E siamo andati a trovarlo...
P.M.: Ecco, le macchine che ha visto venivano in senso inverso, ci vuole indicare la direzione da dove venivano le macchine?
A.C.: Allora, sì, le macchine venivano, praticamente su questa strada qui, contro di me.
P.M.: Lei era su questa...
A.C.: Esatto, sì, che c'è un ponte poi...
P.M.: Vogliamo mostrare... le foto della fonte...
A.C.: Ecco, sì. Praticamente...
P.M.: (voce fuori microfono) ... la fonte...
A.C.: La fonte è a destra... sì, ora non so come...
P.M.: (voce fuori microfono)
A.C.: No, no, no. La fonte... perché noi siamo dall'altra parte qui. La fotografia è fatta... questa è la curva.
P.M.: (voce fuori microfono)
A.C.: Io avevo la macchina dove, praticamente, si vedono questi due signori lì accanto c'è uno spiazzo, mi scusi, ecco, dove ci sono questi due signori qui c'è lo spiazzo che con i fari illumino verso questa direzione. E la fonte è qua, o è questa addirittura, sì è questa, guardi, si vede, insomma, ero andato un po' troppo...
P.M.: Le auto che venivano... una dietro l'altra...
A.C.: Esatto. Praticamente ci venivano incontro, facevano questa strada qui e noi eravamo di qua dietro a questi alberi dove, praticamente, d'estate ci sono la vegetazione e non si vedeva bene l'arrivo di queste macchine. Si sentiva che venivano abbastanza sostenute però quando sono arrivate proprio sul ponte ci siamo, praticamente impauriti perché le macchine, insomma, venivano a forte velocità.
P.M.: Lei ricorda se la strada era sterrata come ora o peggio?
A.C.: Ma, forse peggio, perché vedo, insomma, qui c'è stato rimesso della ghiaia, insomma.
P.M.: Lei ricorda o ha mai visto se qui sotto c'è uno scolo di acqua, se l'acqua della fonte...
A.C.: Sì, esatto, sì, sì, l'acqua attraverso dei tubi si raccorda qui perché c'è... nasce un fiume, insomma, nasce una sorgente, cioè, una grossa...
P.M.: (voce fuori microfono)
A.C.: Sì, sì, sì, abbastanza, insomma cioè...
P.M.: (voce fuori microfono)
A.C.: Sì, questo è lo scolo, praticamente, di... credo sia il deposito che c'è di qua dal... Io la macchina, ecco, la macchina mia era in questa posizione qui e la fonte è in questa direzione, sì, esatto.
P.M.: La strada che abbiamo visto ora...
A.C.: E sempre quella, sì. Qui c'è l'inizio del ponte... in questo punto qui è l'inizio del ponte.
P.M.: (voce fuori microfono)Presidente, io non ho altre domande, grazie.
Presidente: Parti civili, domande? Niente. Gli avvocati difensori?
P.M.: C'è anche la signora che era con lei, no?
A.C.: Sì, mia moglie, si.
P.M.: Come teste oggi.
A.C.: Sì, sì.
Presidente: Nessuna domanda. Lei è stato a fare il sopralluogo poi alla fine? 
(voce fuori microfono)
Presidente: Se non lo dite, ragazzi. 
(voce fuori microfono)
Avvocato Pepi: Senta, signor Caini, volevo chiedere due precisazioni, niente di che. Lei questa strada l'ha fa spesso, oppure una volta ogni tanto?
A.C.: Cioè... no... il discorso è questo, d'estate, siccome c'ha la casa mio cognato, ogni tanto andiamo...
Avvocato Pepi: Ogni tanto, quindi, non è che passi da questa strada frequentemente, una volta ogni tanto.
A.C.: Ma, diciamo, nell'arco di un anno ci passerò dieci, quindici, volte, insomma, nel …
Avvocato Pepi: Si ricorda mica, per caso, a che ora era qui?
A.C.: Ecco, siamo intorno a mezzanotte, 11.45, insomma. Perché avevamo il bambino piccolo non si voleva fare l'ore più tardi, insomma, più tardi.
Avvocato Pepi: Sulla mezzanotte, insomma.
A.C.: Intorno alla mezzanotte, ora preciso non me lo ricordo.
Avvocato Pepi: Poi l'ultima domanda è questa, lei ha parlato di due macchine, no?
A.C.: Sì.
Avvocato Pepi: Ecco, volevo sapere, ma ha visto, nelle due macchine, solo i conducenti o c'era altre persone?
A.C.: No, io avevo solo i conducenti, sì.
Avvocato Pepi: Grazie.
A.C.: Non c'era... cioè, almeno quello che riuscii a vedere in quell'attimo.
Avvocato Pepi: Bene, grazie.
P.M.: Allora, se permette ancora una domanda, lei può escludere che in qualcuna delle macchine ci fosse anche un'altra persona o...
A.C.: No, questo, a proprio...
P.M.: Non lo sa. Bene.
A.C.: Non lo so.
Presidente: Senta, e sul colore delle macchine?
A.C.: Il colore della macchina è... siamo stati sempre un po'...
Presidente: Ma lo disse a sua volta o no? Il colore.
A.C.: Sì, io dissi che era una macchina, una scura e una chiara, poi, diciamo. . .
P.M.: Ha sempre detto così.
Presidente: Una scura e una chiara. Va bene.
A.C.: Quando sono andato a fare le altre deposizioni che, diciamo, quando io... successe questo, ci fu il processo e tutto, dissi: ma strano non abbiano preso in esame questi miei discorsi, perché mi sembrava importante visto il posto. Allora dissi: ma, li c'erano due macchine. Queste due macchine una poteva essere. Mi fecero vedere delle foto di macchine, sinceramente, vidi c'era... una poteva essere il 128 quello SL rosso e una una Fiesta bianca, così, per quello che mi hanno fatto vedere, poi...
P.M.: Senta una cosa...
A.C.: In quel momento...
P.M.: . .. vuol precisare alla Corte come lei fece sapere agli inquirenti questo suo ricordo? Quando la prima volta, come andò, perché è una di quelle deposizioni che nel tempo hanno sofferto, signor Presidente, soprattutto per quanto riguarda la verbalizzazione, quindi il signor Caini, mi sembra ci stesse facendo capire: insomma, io all'epoca se mi sentivano subito, a verbale avevo i ricordi più chiari. È così?
A.C.: Sì, infatti... cioè, noi...
P.M.: Ci vuol spiegare come lei...
A.C.: Con il fatto che era successo, che noi eravamo lì, si disse: 'ma, forse sarà importante dire che queste...
P.M.: Vi presentaste da qualcuno? Si ricorda?
A.C.: Sì, s'andò lì in via... dove c'è ora la SAM, insomma.
P.M.: In Questura.
A.C.: In Questura.
P.M.: Questo al momento... nei giorni... 
A.C.: Al momento... no, nei giorni, no. Nei giorni, no, dico la verità, nel senso, proprio... passò anche un mese, insomma, perché si disse: 'ma, si farà bene, si farà male, sarà...'. Perché noi, più che altro, diciamo, si pensava che una cosa, ima macchina che viaggia a questa velocità di notte a quest'ora, si disse: 'ma, è strano', perché uno un po' di rispetto ci vuole, insomma, usando lo scambio...
P.M.: Non vi era mai capitato di trovare una macchina in quel.,,
A.C.: No, no...
P.M.: Neanche il comportamento.
A.C.: ... cioè, anche perché quando ci si trova si rallenta per una questione anche di scambio, perché non c'è molto spazio. Sicché si disse: 'andiamo a dirlo che noi s'era lì', però la cosa non... poi piano piano, insomma, c'era stato altre interessi e nulla. Poi una cena, una cena banale con... così, si cominciò a dire... c'era il dottore, ci s'aveva i figli che facevano baseball insieme, quindi ci siamo ritrovati, dice: 'ma noi una volta si fece una deposizione di questo che è successo, ci siamo trovati in questa situazione, dico, ma non è mai arrivato nulla, non ho mai visto niente, mai saputo nulla..'
P.M.: Cioè, mi dicevate che non eravate stati citati.
A.C.: Appunto, la cosa ci sembrava abbastanza, insomma, visto l'ora, visto il momento, ci sembrava che forse un capellino di...
P.M.: Attenzione in più meritavate.
A.C.: Esatto. E poi si venne, appunto, a...
P.M.: In Questura, andaste a fare la deposizione...
A.C.: A depositare, sì.
P.M.: ... e poi abbiamo fatto il sopralluogo. Ecco.
A.C.: Esatto.
P.M.: Questi i fatti. Presidente.
Presidente: Il colore rosso come è venuto fuori? Di un' auto.
A.C.: Il colore rosso perché c'era mio suocero che era accanto a me – praticamente, io guidavo e lui era accanto - e anche lui era sceso insieme a me, perché usava anche lui fumare abbastanza, una sigaretta dietro l'altra, allora col fatto che ci s'aveva il bambino in macchina scese anche lui...
Presidente: Scese per fumare.
A.C.: ... per fumare. E anche lui diceva, nei momenti che se n'era riparlato, diceva anche lui che era una macchina rossa, perché l'aveva vista bene. Lui... il discorso del rosso, io avevo più guardato magari alle persone...
Presidente: Sì, sì.
A.C.: ... e lui aveva guardato più alla macchina e...
Presidente: E una macchina secondo suo suocero era rossa
A.C.: ... addirittura lui diceva che era tipo una, come si chiama, la Lancia, quella, sempre tipo Lancia Delta, insomma...
P.M.: A coda tronca.
A.C.: A coda tronca, Sicchè…
Presidente: A coda rotta.
A.C.: A coda tronca. Sicché, più o meno...
Presidente: E quella andava avanti o indietro? Tanto per sapere.
A.C.: Secondo me era davanti. Così...
Presidente: Va bene.
P.M.: Secondo suo suocero non se lo ricorda.
A.C.: Cioè, se n'era riparlato, ma non era mai...
P.M.: Nessun altra domanda il P.M., grazie.
Avvocato Pepi: Io ho soltanto una precisazione, avvocato Pepi, perché, o ho capito male io, o non lo so. Dico, ma lei ha detto, mi sembra, pochi minuti fa, che avrebbe riconosciuto il tipo delle macchine in base poi a delle fotografie che le avrebbero fatto vedere, se ho capito bene io...
A.C.: Cioè, si...
Avvocato Pepi: ... ma lei, visivamente, si può...
A.C.: Sì, più o meno, sì, ci siamo. Cioè, il faro rettangolare, la coda tronca, più o meno è, diciamo, ora la macchina con precisione, purtroppo è passato troppo tempo e non è...
Avvocato Pepi: , Quindi, però lei può pensare che potrebbe anche essere una macchina simile alla Fiesta, potrebbe essere un altro tipo...
A.C.: Sì, sì.
Avvocato Pepi: ... tanto per fare un esempio.
A.C.: Ora io ho detto quel discorso delle macchine perché, diciamo, più o meno, la fisionomia della macchina era quella, insomma, poi...
P.M.: Bene, grazie.
Avvocato Pepi: E il colore allora...
A.C.: Una rossa e una bianca, insomma.
Avvocato Pepi: È sicuro di questo?
A.C.: Sì, ora, mi ricordo che c'era una macchina che tendeva a essere più _ scuri e una macchina più chiarat, quindi, poteva essere magari avana, ma insomma, ho detto bianca...
Avvocato Pepi: Poteva, insomma.
A.C.: Magari nel polverone si riconosce anche male.
Avvocato Pepi: Poteva essere anche di un altro colore simile.
A.C.: Ma, diciamo, più sul bianco che più sullo scuro.
Avvocato Pepi: Bene, grazie.
Presidente: Bene. Non ha altre domande?
P.M.: Nessuna. La signora Martelli, grazie.
Presidente: Può andare, grazie.
A.C.: Grazie.
 
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