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venerdì 30 maggio 2014

Giancarlo Lotti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 3 dicembre 1997 - Dodicesima parte

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giovedì 29 maggio 2014

Giancarlo Lotti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 3 dicembre 1997 - Undicesima parte

Segue dalla decima parte

Presidente: Eh, no, invece deve capire. Allora, l'avvocato vuol sapere questo: come mai, quando le si dice che quello è Francesco Vinci, lei si ricorda di averlo visto l'altra volta. Com'è che ha fatto a ricordarselo? Quale particolare l'ha colpita, allora?
Giancarlo Lotti: Mah, sulla barba, sull'altezza...
Avvocato Filastò: La barba e l'altezza.
Giancarlo Lotti: Eh?
Avvocato Filastò: Sì. E quando era...
Giancarlo Lotti: Come?
Avvocato Filastò: Quando l'ha visto la prima volta?
Giancarlo Lotti: O un l'ho detto innanzi.
Avvocato Filastò: Dica l'anno, via, lo ridica. Un gli costa tanto!
Giancarlo Lotti: Un giorno. Un lo so che giorno gl'era.
Avvocato Filastò: No, io voglio... Mi basta di saper l'anno.
Giancarlo Lotti: E come fo a ricordarmi l'anno preciso, gl'è difficile ricordarlo.
Avvocato Filastò: Prima, o dopo l'omicidio dei tedeschi?
Giancarlo Lotti: Sarà stato dopo.
Avvocato Filastò: Dopo. Molto dopo, o poco dopo? 
Giancarlo Lotti: E come fo a ricordarmi dopo... come fo a arri... Se gl'era... Bah come fo a capirlo per bene?
Avvocato Filastò: Non se lo ricorda. E quando l'ha visto, ci aveva la barba.
Giancarlo Lotti: Eh?
Avvocato Filastò: Quando l'ha visto, aveva la barba.
Giancarlo Lotti: La barba, sì.
Avvocato Filastò: Tutte e due le volte aveva la barba?
Giancarlo Lotti: Io l'ho visto con la barba!
Avvocato Filastò: Però, insomma, un accenno, un'idea del perché si eran dati tanto da fare per farlo uscire di galera, gliel'hanno detto?
Giancarlo Lotti: No.
Avvocato Filastò: No. Allora ora si parla dell'omicidio di Vicchio dell'84. Lei, prima del delitto, andò solo lei, o con la Filippa, nel posto di Vicchio dove avvenne l'omicidio?
Giancarlo Lotti: La prima volta, con la Filippa.
Avvocato Filastò: Con la Filippa.
Giancarlo Lotti: Forse lei sapeva meglio il posto di me.
Avvocato Filastò: Sì.
Giancarlo Lotti: Dico così, poi...
Avvocato Filastò: Sì, sì. No... Ma perché, è un posto...
Giancarlo Lotti: Che ci sia stata con qualcheduno...
Avvocato Filastò: Non ho capito, dico: ma perché, è un posto particolare?
Giancarlo Lotti: Come?
Avvocato Filastò: Questo posto, dice: 'forse lo sapeva lei, prima di me', perché...
Giancarlo Lotti: Mah, l'era precisa. Dice: si va in questo posto...' Sa, anda' con una donna, tu passi di lì, fai i chilometri e ti ritrovi lì.
Avvocato Filastò: Ma ci eravate andati apposta, lei e la Filippa, per far l'amore?
Giancarlo Lotti: No.
Avvocato Filastò: No. Eravate in giro.
Giancarlo Lotti: S'era andati in giro e... piano piano, sai, tu peni poco a fare... chilometri...
Avvocato Filastò: Ma il giro così come...
Giancarlo Lotti: Con una donna insieme, tu fai anche 100 chilometri senza pensarci nemmeno. Un lo so.
Avvocato Filastò: Bah, insomma, questo non è poi detto, vero...
Giancarlo Lotti: No
Avvocato Filastò: Però, voglio dire questo, insomma, non avevate una meta precisa. Meta, per dire, non stavate andando in un posto preciso.
Giancarlo Lotti: No, no.
Avvocato Filastò: Andavate a zonzo.
Giancarlo Lotti: Sì, eh.
Avvocato Filastò: A un certo punto la Filippa, dice: 'guarda, fermiamoci qui.' È così?
Giancarlo Lotti: E veddi una botteghina e ci si fermò lì...
Avvocato Filastò: A mangiare.
Giancarlo Lotti: A mangiar qualcosa.
Avvocato Filastò: Alla Casa del Prosciutto.
Giancarlo Lotti: Sì. C'è un ponticino, lì.
Avvocato Filastò: C'è il ponticino, va bene. E poi dopo la Filippa la portò in questo... le indicò questo posto.
Giancarlo Lotti: No, s'andette più in giù, verso il fiume.
Avvocato Filastò: 'Si andette più in giù e...' Ma quando lei ci è andato con la Filippa, in questo posto, c'era anche una macchina, oppure...
Giancarlo Lotti: No, allora no.
Avvocato Filastò: E quando lei andò lì con la Filippa a far l'a... faceste l'amore, fece l'amore con la Filippa in quel posto, in macchina?
Giancarlo Lotti: Bah, qualcosa si fece. Però, in macchina, unn'è che si fece tanto.
Avvocato Filastò: No, ora senta, che lei abbia delle riserve...
Giancarlo Lotti: No, insomma...
Avvocato Filastò: ... a parlare dei suoi rapporti col Butini, lo capisco. Ma con la Filippa, ce lo può anche dire, eh, non c'è mica nulla di male.
Giancarlo Lotti: Ma in macchina unn'è che si facci proprio bene come a casa.
Avvocato Filastò: Eh, l'ha ragione. Questo...
Giancarlo Lotti: Ecco.
Avvocato Filastò: ... è vero, sì. Però, insomma, qualche cosa vu facesti.
Giancarlo Lotti: Insomma, qualcosa s'è fatto.
Avvocato Filastò: 'Qualche cosa s'è fatto'.
Giancarlo Lotti: Ci siamo un po' sbaciucchiati, qualcosa c'è stato. Insomma...
Avvocato Filastò: Bravo, benissimo. Ma fermaste la macchina, dove? Sulla strada, oppure...
Giancarlo Lotti: No, nella piazzetta, no. Si rimase lì, c'è una pianta grande, lì.
Avvocato Filastò: Sulla strada.
Giancarlo Lotti: Vicino a il fiume.
Avvocato Filastò: Sulla...
Giancarlo Lotti: Sì, sempre vicino alla strada.
Avvocato Filastò: Vicino alla strada.
Giancarlo Lotti: C'è un po... Insomma, c'è il posto anche per mettici la macchina, lì.
Avvocato Filastò: Va bene. Però, non nella piazzola proprio.
Giancarlo Lotti: No, proprio nella piazzola, no.
Avvocato Filastò: Allora come fa a dire che era lo stesso posto, riguardo al posto che poi, in cui poi è avvenuto l'omicidio? Non potrebbe essere stato un posto diverso, il posto dove lei si è fermato con la Filippa?
Giancarlo Lotti: Mah, diverso. Noi ci si fermò lì. Cioè, s'andette giù, lì, con la macchina. Poi...
Avvocato Filastò: Sì, ho capito, ma lei...
Giancarlo Lotti: Ma noi un s'andette mica proprio a il posto che dice, qui c'è una piazzetta, ci va qualcheduno. Codesto...
Avvocato Filastò: Ho capito.
Giancarlo Lotti: Come facevo a sapere...
Avvocato Filastò: Ma vede, io voglio dire: io sono con una donna, giro per i fatti miei, sono a zonzo, faccio qualche centinaio di chilometri. A un certo punto questa donna dice: 'feriamoci qui.' Lei si ferma lì. Poi ci ritorna... quanto tempo dopo ci è ritornato?
Giancarlo Lotti: Mah, preciso, come fo a ricordarmi. Un lo so...
Avvocato Filastò: Ma più o meno.
Giancarlo Lotti: Dieci giorni, un lo so io.
Avvocato Filastò: Dieci giorni. Come fa a dire che era proprio qui' posto lì? Ci aveva qualche cosa di particolare, questo posto, per riconoscerlo?
Giancarlo Lotti: No.
Avvocato Filastò: No? Senta, a quell'epoca lei, quando era, è andato in giro con la Filippa, è andato a finire in questo posto, abitava con la Filippa?
Giancarlo Lotti: Io?
Avvocato Filastò: Sì.
Giancarlo Lotti: No.
Avvocato Filastò: No. Salvatore Indovino era in carcere, o era libero?
Giancarlo Lotti: Io da lei ci sono rimasto quando gl'era dentro questo Salvatore Indovino.
Avvocato Filastò: Sì.
Giancarlo Lotti: Il tempo dall'81 in là.
Avvocato Filastò: Verso l'81. Quindi lei...
Giancarlo Lotti: Io l'ho conosciuta nell'81.
Avvocato Filastò: Certo, certo.
Giancarlo Lotti: In agosto, a San Casciano.
Avvocato Filastò: E le era capitato altre volte di fare l'amore in macchina con la Filippa?
Giancarlo Lotti: Mah, quel giorno lì...
Avvocato Filastò: No, quel giorno lì. Non quel giorno lì, no, parliamo di altre volte, precedentemente.
Giancarlo Lotti: No, dimolte volte si faceva lì in casa, a Faltignano.
Avvocato Filastò: Mi pare anche a me.
Giancarlo Lotti: In macchine unn'è che si facci tanto bene.
Avvocato Filastò: Poi lei faceva quella professione lì, in macchina non si fa bene, quindi l'era, è stata la prima volta.
Giancarlo Lotti: Poi io unn'ero mica tanto peso, ero più peso allora, d'ora.
Avvocato Filastò: Eh, lo so.
Giancarlo Lotti: Sicché, in macchina, non è che si faccia tanto bene.
Avvocato Filastò: Ma questo son perfettamente d'accordo con lei.
Giancarlo Lotti: Sì, lo so
Avvocato Filastò: Siamo uomini dì mondo. Io non ho fatto il militare a Cuneo, ma insomma... Va be', quindi d'accordo, sono d'accordo. Voglio dire: era la prima volta che lei faceva l'amore in macchina con la Filippa, quella volta lì?
Giancarlo Lotti: Eh, a quel punto lì, sì.
Avvocato Filastò: Sì.
Giancarlo Lotti: Sì, sì.
Avvocato Filastò: Oh, perfetto. Ed era giorno, o era sera?
Giancarlo Lotti: Sempre dopo mezzogiorno.
Avvocato Filastò: Dopo... Quindi, era giorno. 
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: C'era la luce.
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: E non c'era nessuna macchina.
Giancarlo Lotti: No, allora no.
Avvocato Filastò: No. E, rispetto al giorno che c'è... lei dice, era andato lì con la Filippa. Poi, se fosse andato lì, o in un posto diverso, questo non lo so. Lei dice che era quello, va bene. Che ci era andato con la Filippa, dopo quanto tempo ci tornò col Pucci? Lo ha detto poco prima, dieci giorni, ha detto.
Giancarlo Lotti: Eh... ora un lo so. Una settimana, di più... Come fo a dire?
Avvocato Filastò: Ma più di un mese?
Giancarlo Lotti: Mettiamo qualcosa in meno. Non lo so di preciso.
Avvocato Filastò: Un po' meno di un mese. E cosa ci andò a fare con Pucci?
Giancarlo Lotti: No, siccome si andette a fare una girata, dice che c'è un posto così... che c'è una botteghina...
Avvocato Filastò: E andaste alla botteghina, siamo d'accordo che siate andati alla botteghina.
Giancarlo Lotti:
Avvocato Filastò: Mettiamo che lei... Ammettiamo che lei ci sia andato con la Filippa alla botteghina, abbia notato la botteghina, la Casa del Prosciutto, si mangia bene, si spende poco, lei ci torna, poi dopo col Pucci. Ma lì, invece, nel posto dove c'è la piazzola, che c'è andato a fare col Pucci?
Giancarlo Lotti: Andava a fare, noi si fece un giro così e per l'appunto si trovò la macchina lì dentro. Noi un s'andette apposta per vede' se c'era la macchina o no, lì.
Avvocato Filastò: Ma senta, abbia pazienza, qui non siamo in un locale pubblico, uno va in una discoteca... Qui siamo in una... si sta attraversando una strada, si cammina per una strada con l'automobile, a un certo punto c'è una piazzola, è giorno, anche quando c'è andato col Pucci era giorno, vero?
Giancarlo Lotti: Quando s'arrivò era giorno.
Avvocato Filastò: Eh. E a un certo punto, si cammina, e vi fermate lì alla piazzola, a fare i' che?
Giancarlo Lotti: E s'arrivò lì, un lo so...
Avvocato Filastò: Ma perché? Ma per quale motivo vi siete fermati lì?
Giancarlo Lotti: Noi s'andette lì, un si credeva mica ci fosse una macchina ferma.
Avvocato Filastò: Vi eravate fermati prima a mangiare alla botteghina?
Giancarlo Lotti: Poi si fece un giro e...
Avvocato Filastò: No, le richiedo, le domando: vi eravate fermati prima a mangiare alla botteghina?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: Sì. Poi, finito di mangiare ripartiste.
Giancarlo Lotti: Si fece il giro e s'arrivò lì al fiume. Un è mica detto che sia... perché sia andato apposta per vede' questa coppia.
Avvocato Filastò: Eh, lo so. Ma vi siete fermati per qualche ragione, no? Perché...
Giancarlo Lotti: Un momento, un è che sia stato proprio...
Avvocato Filastò: Un momento.
Giancarlo Lotti: ... pe' fa' i guardoni, per guarda' questi che facevano all'amore.
Avvocato Filastò: No, va be'. È la domanda successiva, volevo sapere se lei e Pucci facevate i guardoni qualche volta.
Giancarlo Lotti: Mah, proprio guardoni, a di' la verità, no.
Avvocato Filastò: Mai?
Giancarlo Lotti: Di anda' vicino proprio per vedere, no. 
Segue...

mercoledì 28 maggio 2014

Giancarlo Lotti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 3 dicembre 1997 - Decima parte

Segue dalla nona parte.

Avvocato Filastò: No. Ma lo vide lei che erano due uomini?
Giancarlo Lotti: Quando gl'era, aprirono lo sportello, quell'altro cominciò a alzar la voce. Dice: 'bah, son du' omini.'
Avvocato Filastò: Ah...
Avvocato Filastò: L'avevan visto uno dei due, dietro, l'aveva visto.
Avvocato Filastò: Uno dei due?
Giancarlo Lotti: Eh, se uno gl'ha i capelli lunghi, bisogna vedere come, i capelli lunghi.
Avvocato Filastò: Ma lasci perdere i capelli lunghi. Io voglio sapere: lei lo vide che erano due uomini, o no? Sì, o no?
Avvocato Filastò: Lo vidi quande... quande aprirono lo sportello.
Avvocato Filastò: Come fece a vederlo?
Giancarlo Lotti: Se uno gl'è giù, si vede. Uno gl'ha i capelli lunghi... Un lo so.
Avvocato Filastò: Ma uno, si vede coi capelli lunghi, può essere una donna.
Giancarlo Lotti: Bisogna che sia andato proprio lì, a vedere proprio...
Avvocato Filastò: Appunto. No, io questo voglio sapere. Se lei era proprio lì a vedere. Perché per rendersi conto che questi qui erano due uomini, bisogna che qualcuno li vada da vicino e bene, sa.
Giancarlo Lotti: Ma, l'ha detto precisamente Pietro che gl'eran du' omini.
Avvocato Filastò: L'ha detto Pietro? Che ha detto? Le parole precise, le ripeta.
Giancarlo Lotti: Dice, lui credeva che fosse un uomo e una donna, e invece gl 'eran du' omini.
Avvocato Filastò: Ah, disse così?
Giancarlo Lotti: E s'era incazzato, dice, eran du' omini...
Avvocato Filastò: Ah, s'era incazzato. Ma allora lei si trattenne un po', lì sul posto, dopo.
Giancarlo Lotti: No, m'allontanai un pochino più in su. Poi vedde che m'allontanavo parecchio, dice: 'i' che tu...'
Avvocato Filastò: No, perché lei, vede, quando è stato interrogato nell'incidente probatorio, lei dice: "No, me ne andai dopo che aprì lo sportello."
Giancarlo Lotti: Sì, m'allontanai su. Ma però un'andetti via subito subito, insomma. M'allontanai su.
Avvocato Filastò: Si allontanò su? Su dove?
Giancarlo Lotti: Più verso la macchina, non proprio vicino alla macchina, insomma. M'allontanai di lì, quando veddi questa cosa.
Avvocato Filastò: E perché non se ne andò?
Giancarlo Lotti: Perché mi disse di non anda' via sùbito.
Avvocato Filastò: Anche questa volta, il Pietro gli disse: 'resta qui. ' Chi glielo disse, Pietro?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: Mah, per fare che? Scusi, no, per saperlo, per avere un'idea. Dice: 'resta qui.'
Giancarlo Lotti: Un lo so, perché se avevan bell'e fatto tutto loro...
Avvocato Filastò: Appunto, è quello che dico anch'io.
Giancarlo Lotti: Eh, lo so. E poi, a qui' punto lì, impaurito a quella maniera, rimasi come bloccato, a qui' punto lì. E poi, piano piano, presi la macchina e andetti via.
Avvocato Filastò: Ma invece lei dice che... andò via. Nonostante questa volta...
Giancarlo Lotti: No, mi spostai un po' più in su, verso la strada.
Avvocato Filastò: Si è ribellato, sembrerebbe. Perché, durante l'incidente probatorio, disse: "Lui mi disse di star fermo, di non andare via. Non ce la facevo più, io andai via da me."
Giancarlo Lotti: Sì, vedendo quelle cose lì, non erano... tanto uno spettacolo bello.
Avvocato Filastò: Eh, me lo immagino. Insomma, andò via, o non andò via?
Giancarlo Lotti: No, mi disse di star fermo, di non andar via, però...
Avvocato Filastò: E lei ci rimase fermo, o andò via?
Giancarlo Lotti: No, ci stetti un pochino, poi andetti su verso la macchina e andetti via.
Avvocato Filastò: Ecco. E mentre lei rimase, cosa fecero questi, quest'altri due?
Giancarlo Lotti: No, gl'erano lì fermi, però gl'avevan visto che gl'eran du' omini, sicché un potettan far nulla. Le altre cose di...
Avvocato Filastò: Vanni si era messo lo spolverino?
Giancarlo Lotti: Sì, a quei tempi lì, sì.
Avvocato Filastò: S'era messo lo spolverino...
Giancarlo Lotti: Fuori, una volta sola e basta,.
Avvocato Filastò: No, no, ma lasci perdere fuori una volta sola e basta. Quella volta, coi tedeschi, Vanni s'era messo lo spolverino anche questa volta?
Giancarlo Lotti: E l'aveva, sì.
Avvocato Filastò: Ah, l'aveva. Senta, ora le contesto quello che lei ha detto in un verbale del 26 aprile del '96. Io vorrei sapere, a proposito della faccenda di Francesco Vinci, chi fu a dirgli che l'omicidio dei tedeschi era stato fatto per far scarcerare Francesco Vinci. Chi glielo disse?
Giancarlo Lotti: Pietro.
Avvocato Filastò: Le contesto che, il 15 luglio '96, lei ha detto che glielo aveva detto Vanni.
Giancarlo Lotti: Ma insomma, tutti e due.
Avvocato Filastò: Tutti e due. Va bene...
Giancarlo Lotti: Più preciso non...
Avvocato Filastò: In coro? Tutti e due insieme? In coro, dissero: 's'è fatto...' tutti e due insieme in coro? Oppure prima uno e poi quell'altro?
Giancarlo Lotti: No, tutti e due insieme.
Avvocato Filastò: Tutti e due insieme. E, nell'occasione, gli dissero, per caso, che l'omicidio di Calenzano era stato fatto per scarcerare un certo Spalletti?
Giancarlo Lotti: No, questo un so niente.
Avvocato Filastò: Non sa niente.
Giancarlo Lotti: Di queto Spalletti, no.
Avvocato Filastò: No. Non l'ha mai sentito nominare. Lei sa che, quando avviene l'omicidio di Calenzano, avviene quattro mesi dopo l'omicidio di Scandicci, in galera c'era un certo Renzo (Enzo n.d.r) Spalletti? Lo sa?
Giancarlo Lotti: Questo un so niente, io.
Avvocato Filastò: E che questo omicidio di Calenzano è l'unico omicidio a distanza brevissima di tempo da un altro, quattro mesi? Non lo sa. Spalletti, di Spalletti non le hanno mai parlato loro?
Giancarlo Lotti: No, un...
Avvocato Filastò: Di aver fatto un omicidio per scarcerare un certo Spalletti, un infermiere, magari, uno che lavorava alla Misericordia.
Giancarlo Lotti: Questo, un so niente.
Avvocato Filastò: Non gli han mai detto nulla. Però tutti e due insieme, gli hanno detto che questo omicidio dei tedeschi, l'avevan fatto per far scarcerare Francesco Vinci. Se io le domando questo qui: questa cosa, Vanni e Pietro, tutti e due, gliela dissero - ora sono diventati tutti e due - gliela dissero prima, o dopo l'omicidio dei tedeschi?
Giancarlo Lotti: Innanzi.
Avvocato Filastò: Prima? Infatti è proprio quello che ha detto a pagina 3 del verbale di interrogatorio del 15 luglio 19 96, prima. Ha detto: "Forse, prima." Poi, però, a pagina 11, sempre in questo verbale di interrogatorio, lei racconta che, vedendo questa persona che girava per San Casciano, Vanni gli avrebbe detto: 'è quello che abbiamo fatto uscire perché...'
Giancarlo Lotti: Ma se me lo dican loro, come fo a sapere che l'era la persona che... questo qui.
Avvocato Filastò: Insomma, allora scusi, se gliel'hanno detto prima - torniamo un momentino a quello che ha detto - se gliel'hanno detto prima dell'omicidio dei tedeschi, lei sapeva che dovevano essere ammazzati questi tedeschi. Non lo so io. Cosa le avevan detto per dirglielo prima?
Giancarlo Lotti: Come?
Avvocato Filastò: Lei ha detto che gli dissero prima dell'omicidio che avre... facevan l'omicidio per ammazzare... per ammazzare, scusi, per far scarcerare Francesco Vinci. E' così che ha detto.
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: Allora, come le dissero? 'Guarda, Lotti, che noi s'ha intenzione di far scarcerare uno che sta in galera. E, per far scarcerare questo, ammazziamo due persone', come progetto, come programma, le dissero così?
Giancarlo Lotti: Però un so mica se gl'è uscito subito, o no. Come fo a saperlo.
Avvocato Filastò: No. No, no, lasci perdere se l'è uscito subito o no. Questo è un altro discorso. Io voglio sapere se questi gli fecero questo discorso facendo un programma di ammazzare qualcuno. Perché sa, una cosa è dirla dopo: 'guarda, quando tu sei venuto con noi quel giorno a Giogoli e son morti quei due tedeschi, la ragione era che si doveva far scarcerare Francesco Vinci', questo è un discorso. Fatto prima, invece, il discorso è un altro. Il discorso è: 'Lotti, guarda, fra poco noi si va a ammazzare qualcuno per far scarcerare Francesco Vinci. ' Quali di questi due discorsi le è stato fatto? Ha capito la domanda?
Giancarlo Lotti: Sì, ho capito.
Avvocato Filastò: Se non l'ha capita, me lo dice. E io gliela ripropongo. Se l'ha capita, mi risponda. Quale di questi due discorsi?
Giancarlo Lotti: Sarà stato il primo.
Avvocato Filastò: Cioè? Allora, il primo sarebbe: 'si va a ammazzare qualcuno per far scarcerare Francesco Vinci'?
Giancarlo Lotti: Sì, quello che m'hanno riferito a me.
Presidente: Glielo hanno detto prima, via.
Giancarlo Lotti: Sì.
Presidente: È così?
Avvocato Filastò: Allora lei, quel giorno che andaste a Giogoli, lo sapeva che andavate a ammazzar qualcuno. Prima.
Giancarlo Lotti: Me l'avevan detto un giorno avanti.
Avvocato Filastò: Il giorno avanti, gliel'avevan detto.
Giancarlo Lotti: Per andare in questo posto qui.
Avvocato Filastò: Ah. Ho capito. E perché, che gliene importava a loro di Francesco Vinci? Glielo hanno detto?
Giancarlo Lotti: A me un me l'ha spiegato per bene.
Avvocato Filastò: Un gliel'hanno spiegato.
Giancarlo Lotti: Fu questo discorso così, e basta. Non c'è altro...
Avvocato Filastò: Non le hanno parlato, non so, d'una pistola, della pistola, che Francesco Vinci era collegato a una pistola...
Giancarlo Lotti: No, questo non me l'hanno riferito.
Avvocato Filastò: Non le hanno mai detto che la pistola gliel'aveva data Francesco Vinci, a loro per caso?
Giancarlo Lotti: No, questo no.
Avvocato Filastò: Ma quando le dissero a questa maniera che avrebbero fatto l'omicidio dei tedeschi per far scarcerare Francesco Vinci, le dissero anche il nome di Francesco Vinci?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: Sì? Ah. Allora, senta, quante volte, quando e quante volte lei ha visto questo Francesco Vinci. Quante volte, per cominciare, due, tre quattro, una... Quando e dove.
Giancarlo Lotti: Due volte.
Avvocato Filastò: Due volte.
Giancarlo Lotti: La prima, l'ho visto così, però un sapevo se gl'era questa persona... questo Francesco.
Avvocato Filastò: La prima, lei lo vede...
Giancarlo Lotti: Ma io vedo questa persona.
Avvocato Filastò: Era solo, era con Vanni, era con qualcuno, quando venne la prima volta.. .
Giancarlo Lotti: No, era vicino a i' bar, lì. Ho visto questa persona, così. E passa una persona, un so mica se gl'è quello o un altro. Insomma.
Avvocato Filastò: Scusi, eh, Presidente. No, perché dichiarazione de relato, ho sentito un mugugno di Vanni...
Presidente: Va be'...
Avvocato Filastò: E quindi... Insomma...
Presidente: Va be'.
Avvocato Filastò: Allora, lei com'era, solo quando lo vide la prima volta?
Giancarlo Lotti: Vicino a i' bar.
Avvocato Filastò: Sì, lei era solo e questo signore era solo..
Giancarlo Lotti: Solo, c'è le persone...
Avvocato Filastò: E questo signore era solo.
Giancarlo Lotti: E gl'andava in giù. Io un so mica se gl'era quello lì. . .
Avvocato Filastò: 'Gl'andava in giù', camminava giù per la strada?
Giancarlo Lotti: Verso il... dalla piazza, andava...
Avvocato Filastò: Ma per lei, questa persona, era una persona qualsiasi?
Giancarlo Lotti: Per me...
Avvocato Filastò: Quel giorno lì, era una persona...
Giancarlo Lotti: Per me...
Avvocato Filastò: Mica nessuno le ha detto: 'guardalo Francesco Vinci.' Non gliel'ha detto nessuno, quella volta.
Giancarlo Lotti: No, chi lo sapeva che gl'era proprio lui.
Avvocato Filastò: E come mai gli rimase impressa, questa persona?
Giancarlo Lotti: No, come impressa?
Avvocato Filastò: No, eh, perché scusi...
Giancarlo Lotti: Se passa una persona...
Avvocato Filastò: Poi dopo lei, quando lo rivede la seconda volta e qualcuno gli dice: 'guarda, quello è Francesco Vinci.' Lei si ricorda di averlo visto la volta precedente. mah, a me senta, mi sembra... Ma a me non mi è mai capitato. Voglio dire, lei è la prima volta che lo vedeva, era, questo signore? Quella volta che l'ha visto la prima volta...
Giancarlo Lotti: Io ho visto questo...
Avvocato Filastò: ... lo vedeva per la prima volta?
Giancarlo Lotti: Come fo a sapere se gl'è Francesco Vinci? Questa, l'è una cosa...
Avvocato Filastò: Appunto, lei non lo sa.
Giancarlo Lotti: No, e allora...
Avvocato Filastò: Lei vide una persona qualsiasi, no?
Giancarlo Lotti: Ma perché la insiste su una cosa che... l'è una persona qualunque.
Presidente: No, no, Lotti, non si incavoli. Se...
Giancarlo Lotti: No, io un mi incavolo.
Avvocato Filastò: No, no, ma non si incavola...
Segue...

martedì 27 maggio 2014

Giancarlo Lotti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 3 dicembre 1997 - Nona parte

Segue dall'ottava parte
« DOPO LA SOSPENSIONE » 

Presidente: Domani non si può tenere udienza, perché l'aula è occupata dal GIP.
P.M.: Bene, Presidente.
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
Presidente: Eh, purtroppo mi è stato comunicato ieri che l'aula... Va be', si andrà a venerdì. Lotti, fra un po' le arriverà anche l'acqua. Quindi, se ha bisogno... Ora andiamo avanti per un'altra oretta e poi sospendiamo.
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
Presidente: Eh, lo so. Vuole l'acqua?
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
Giancarlo Lotti: Mah, subito, in questo momento no.
Presidente: Va be', comunque le arriverà una bottiglia ora, fra poco. Bene.
Avvocato Filastò: Non faccia complimenti, eh, Lotti.
Presidente: Il vino non glielo possiamo dare, però l'acqua, sì.
Giancarlo Lotti: A dire la verità, il vino ne bevo pochissimo.
Presidente: Prego, avvocato. Prego, possiamo riprendere.
Avvocato Filastò: Grazie, Presidente. Senta, Lotti...
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: ... volevo farle una domanda, a proposito di questo percorso che avreste fatto con la macchina, lei... Lei ha detto che questa piazzola era passato un bar, è vero?
Giancarlo Lotti: Come, la piazzola, passato un bar...
Presidente: Si stava a Giogoli, no?
Avvocato Filastò: Ah, no, no. Scusi, scusi. Sto tornando a Baccaiano, ha ragione.
Presidente: Ah, a Baccaiano. Ah, va bene.
Giancarlo Lotti: Il bar, come fa a essere...
Avvocato Filastò: Abbia pazienza, scusi, scusi.
Presidente: Allora, torni a Baccaiano. Va bene?
Avvocato Filastò: No, no, ero tornato a Baccaiano. siccome, no, è una persona che me lo ha fatto presente, una cosa che volevo confrontarla. Tornando a Baccaiano, questa piazzola dov'era la macchina di questi ragazzi, eccetera. Lei ci ha descritto dianzi quest'episodio, è ha detto passato un bar. Che le ho chiesto a che distanza era e lei ha detto qualche chilometro, ha detto così.
Giancarlo Lotti: È circa un chilometro, sì.
Avvocato Filastò: È circa un chilometro.
Giancarlo Lotti: Lì, andare verso...
Avvocato Filastò: Quindi, venendo da San Casciano, prima si passa il bar e poi si arriva alla piazzola.
Giancarlo Lotti: Mah, da San Casciano, bisogna pigliare... il Ponte Rotto, San Pancrazio, si scende...
Avvocato Filastò: San Pancrazio... e poi c'è il bar.
Giancarlo Lotti: No, non c'è il bar, vicino. C'è la strada che va verso Baccaiano. Però, in do' c'è il paesino.
Avvocato Filastò: Ma insomma...
Giancarlo Lotti: Un lo so se mi son spiegato.
Avvocato Filastò: ... arrivando, per arrivare alla piazzola, si passa davanti a questo bar, oppure no?
Giancarlo Lotti: Ma quale bar?
Avvocato Filastò: Un bar, ha parlato lei di un bar. Ha detto c'era...
Giancarlo Lotti: Ma mica lì, gl'era a un chilometro più avanti, là. Più avanti, verso il coso.
Avvocato Filastò: Insomma, non ci si passa davanti al bar.
Giancarlo Lotti: No.
Avvocato Filastò: È dopo, il bar.
Giancarlo Lotti: Il bar gl'è più avanti della...
Avvocato Filastò: Più avanti, andando verso Baccaiano.
Giancarlo Lotti: Verso Baccaiano, sì.
Avvocato Filastò: Oh, ho capito, va bene. Siccome lei mi aveva detto passato un bar, allora glielo chiedevo. Perché anche a me mi risultava che era dopo. Va bene, chiaro. Dica una cosa, Lotti, ho visto che quando lei faceva vedere come aveva preso questa pistola che le avrebbe passato Pacciani, lei usava... ecco...
Giancarlo Lotti: Come?
Avvocato Filastò: ... così? L'ha presa così?
Giancarlo Lotti: Io, a dir la verità, son mancino, sicché unn'è che...
Avvocato Filastò: È mancino?
Giancarlo Lotti: Son mancino, io.
Avvocato Filastò: Oh, questo volevo sapere io.
Giancarlo Lotti: Eh.
Avvocato Filastò: Lei è mancino.
Giancarlo Lotti: Però, di molte cose, posso adoprare anche la destra.
Avvocato Filastò: Però lei, normalmente, è mancino. Va bene, mi era parso proprio a vedere che lei era mancino, glielo volevo chiedere, ecco. Va bene, mancino. Perfetto. Insomma, senta, per tornare a questi spari che lei ha rivolto verso il furgone, lei ha mirato, o non ha mirato contro le persone? Sa cosa vuol dire mirare, no?
Giancarlo Lotti: Sì, lo so, ma io
Avvocato Filastò: Ma contro le persone, lei...
Giancarlo Lotti: ... ma un son mica sicuro se l'ho prese o no. Questo, non posso...
Avvocato Filastò: No, no, lasci perdere se li ha presi oppure no. Volevo sapere se lei ha mirato.
Giancarlo Lotti: Io ho fatto così, però unn'è...
Avvocato Filastò: No, abbia pazienza, per mirare significa, capisce, fare in modo di allineare la canna della pistola verso il bersaglio.
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: Ecco. Ora io sto mirando a lei.
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: Ecco. Lei ha fatto così con quella pistola, oppure no?
Giancarlo Lotti: Però ero impaurito, con la mano non sapevo come fare a tirare il coso. Sicché la unn'è una cosa tanto facile.
Avvocato Filastò: Lo so, lo so che non è tanto facile. Ma insomma, voglio dire...
Giancarlo Lotti: Se uno un l'ha presa mai la pistola in mano…
Avvocato Filastò: Sì, ma lei la pistola l'ha diretta verso le persone, oppure no?
Giancarlo Lotti: Verso il furgone. Il furgone fermo.
Avvocato Filastò: Ho capito. Via, basta. L'ha diretta verso il furgone. Ci può dire perché sparò?
Giancarlo Lotti: Mah, se mi dice di sparare, io i' che fo? A qui' punto lì...
Avvocato Filastò: Se gli dice di buttarsi in Arno, lei si butta in Arno?
Giancarlo Lotti: Dice: 'tu devi sparare...', e arrabbiato così, i' che posso fare?
Avvocato Filastò: Arrabbiato. Ma urlava?
Giancarlo Lotti: Eh, qualcosa gl'ha detto. Urlava... così. E io i' che potevo fare?
Avvocato Filastò: E urlava "spara", e questi due, dentro al furgone, che facevano, mentre Pacciani urlava?
Giancarlo Lotti: Gl'era vicino a me. Poi gl'ha visto...
Avvocato Filastò: No, le ho chiesto cosa facevano i due dentro il furgone.
Giancarlo Lotti: Mah, io non li ho mica visti per bene dentro.
Avvocato Filastò: Ah, quindi lei non lo sa.
Giancarlo Lotti: Gli era sempre la parte opposta di dietro.
Avvocato Filastò: Ma qualcuno si è affacciato dallo sportello, fra questi due ragazzi...
Giancarlo Lotti: No, un l'ho visto proprio affacciato allo sportello.
Avvocato Filastò: Infatti lei lo ha detto, a pagina 50 del verbale di incidente probatorio: "Mi hanno dato la pistola loro..." "Loro”, poi, non loro, Pacciani.
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: Perché Vanni un gli ha mica dato la pistola.
Giancarlo Lotti: Forse un m'ero spiegato tanto...
Avvocato Filastò: Va bene. No, no...
Giancarlo Lotti: Sulle dichiarazioni. . .
Avvocato Filastò: ... d'accordo. "Non potevo mica fare diversamente." Va be', ha detto così... "E dopo, Pietro, apre lo sportello", lei ha detto. Io vorrei sapere - questo lo ha detto sempre a pagina 50 dell'incidente probatorio - vorrei sapere quale sportello apre Pietro. Perché, guardi, il furgone Volkswagen, ha praticamente tre sportelli.
Giancarlo Lotti: Ha due sportelli di dietro.
Avvocato Filastò: No.
Giancarlo Lotti: Un lo so. . .
Avvocato Filastò: Ce n'ha due davanti, va bene?
Giancarlo Lotti: Ma fuori che questi davanti in do' c'è la guida.
Avvocato Filastò: Dove c'è la guida.
Giancarlo Lotti: No, fuori...
Avvocato Filastò: E poi ce n'ha uno da una parte.
Giancarlo Lotti: No, dicevo, quelli fuori della guida.
Avvocato Filastò: Ah.
Giancarlo Lotti: Ci sarà' uno sportello che si apre.
Avvocato Filastò: No, ci sarà. Anzi, ce n'ha quattro, per l'esattezza. Ho sbagliato io. Ce n'ha, uno dietro; uno, di fianco; e due vicino... Quali aprì di sportelli, Pacciani?
Giancarlo Lotti: Questo dalla parte di qua.
Avvocato Filastò: Di fianco?
Giancarlo Lotti: Dalla parte in do' ero io.
Avvocato Filastò: No, dico: lasci perdere dov'era lei. Perché non si è capito prima, in dov'era lei, come si fa a capirlo ora. Io voglio chiederle, le ho chiesto se aprì lo sportello, uno dei due sportelli della guida, oppure se aprì lo sportello di fianco...
Giancarlo Lotti: Quello di dietro, ho detto.
Avvocato Filastò: Di dietro.
Giancarlo Lotti: Non quello in do' c'è la guida. Sennò...
Avvocato Filastò: Di dietro, di dietro.
Giancarlo Lotti: Dalla parte...
Avvocato Filastò: Di fianco, non di dietro.
Giancarlo Lotti: ... alla metà di' furgone.
Avvocato Filastò: A metà del furgone. Bravo, benissimo. lei vide che i giovani del furgone erano stati colpiti?
Giancarlo Lotti: Eh, lì per lì unn'è che abbi...
Avvocato Filastò: Non so, vide...
Giancarlo Lotti: Saranno stati colpiti di certo.
Avvocato Filastò: No, no, "saranno stati", lasci fare. Lo vide lei, sì o no?
Giancarlo Lotti: Gli eran giù. Gli eran giù... Uno gl'era appoggiato dalla parte di là e uno un pochin più giù.
Avvocato Filastò: E quando l'ha visto lei questa cosa?
Giancarlo Lotti: Quando gl'hanno aperto lo sportello.
Avvocato Filastò: Ma che eran morti, se ne accorse?
Giancarlo Lotti: No, come fo a acco... Un sono mica andato vicino, proprio lì in do' gl'eran loro, le du' persone.
Avvocato Filastò: No. Se ne accorse qualcun altro che erano morti?
Giancarlo Lotti: Ma lui gli ha sparato tanto...
Avvocato Filastò: No, le chiedo, a parte lei, lei non vide che questi ragazzi eran morti. Le domando, eravate in tre, no?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: Se ne accorse qualcun altro che erano morti?
Giancarlo Lotti: E come fo a dirlo questo?
Avvocato Filastò: Non lo sa.
Giancarlo Lotti: Come fo a dire...
Avvocato Filastò: Non lo sa. Per esempio, potrebbe averle detto Pacciani, o Vanni: 'guarda, son morti, poverini...' No, 'poverini', no. Insomma, morti.
Giancarlo Lotti: Io... lì per lì, può darsi che m'abbin detto qualcosa, però unn'ero tanto per...
Avvocato Filastò: Non l'ha visto.
Giancarlo Lotti: ... di rispondere per bene, perché non...
Avvocato Filastò: Non sa...
Giancarlo Lotti: ... in quei momenti lì, non sai... 

lunedì 26 maggio 2014

Giancarlo Lotti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 3 dicembre 1997 - Ottava parte

Segue dalla settima parte.

Avvocato Filastò: Lei ci è tornato sul posto?
Giancarlo Lotti: Come, su il posto?
Avvocato Filastò: Dopo il fatto ci è tornato?
Giancarlo Lotti: No..
Avvocato Filastò: Come, non ci è tornato con la Polizia?
Giancarlo Lotti: Ah, quello sì.
Avvocato Filastò: Ah, ecco, ci è tornato. Ha fatto anche un grafico, qui.
Giancarlo Lotti: Eh, il sopralluogo per. . .
Avvocato Filastò: Eh, certo. Eh, si capisce. E quindi lei... Ma le vostre macchine, rispetto al furgone - sto parlando della sua e di quella di Pacciani e di Vanni -
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: Più o meno, grossomodo, indicando, tenendo come punto di riferimento questo spazio che ha di fronte a sé che è quello là del televisore, a che distanza le lasciaste?
Giancarlo Lotti: Da il furgone?
Avvocato Filastò: Sì.
Giancarlo Lotti: Mah, come fo a giudicare? Gli ho detto quattro o cinque, metri.
Avvocato Filastò: Quattro o cinque...
Giancarlo Lotti: Anche di più, non lo so di preciso.
Avvocato Filastò: Più di 10 metri?
Giancarlo Lotti: No, io unn'ho detto 10 metri.
Avvocato Filastò: No, per dire, ha etto un po' di più di quattro o cinque...
Giancarlo Lotti: Può darsi siano otto metri, di preciso...
Avvocato Filastò: Otto metri. Insomma, otto metri...
Giancarlo Lotti: ... a giudicarlo...
Avvocato Filastò: Quindi, scese di macchina, andando praticamente verso il furgone. E come fa a dire che lei si fermò distante dal furgone? Scusi, lei era lì.
Giancarlo Lotti: Ma un posso mica lasciarla macchina in mezzo alla strada.
Avvocato Filastò: No, e chi gli ha detto di lasciare la macchina in mezzo alla strada.
Giancarlo Lotti: C'è una piazzettina, lascio la macchina lì.
Avvocato Filastò: Sì, sì.
Giancarlo Lotti: Non è che...
Avvocato Filastò: La lascia in do' la vole, questa macchina. La lascia a quattro o cinque metri di distanza, sette-otto, massimo.
Giancarlo Lotti: Ora, sarà stato anche di più...
Avvocato Filastò: Di distanza da questo furgone. Lo ha detto lei, dianzi. Era di più, ce lo dica, insomma, non ci tenga sulle spine. Non è molto difficile...
Giancarlo Lotti: Come fo a giudicare. ..
Avvocato Filastò: Ma come fa...
Giancarlo Lotti: ... può darsi che sian stati 10 metri.
Avvocato Filastò: Ma come, scusi, abbia pazienza, c'era lei in quel posto. Come fa a giudicare una distanza? La distanza si giudica a metri. Si dice: guarda...
Giancarlo Lotti: E come fo a giudicarla?
Avvocato Filastò: Si dice, guardi: fino alla signorina con il golf arancione, fino al televisore, fino al Presidente, fino a lei, avvocato... Insomma, mi dica, ce lo dica.
Giancarlo Lotti: E gliel'ho già spiegato. Otto o nove metri, il massimo.
Avvocato Filastò: Otto o nove metri, va bene.
Giancarlo Lotti: Sennò...
Avvocato Filastò: E lei scende e va verso il furgone. E lei si avvicina... Poi vi avvicinate.
Giancarlo Lotti: Ma s'avvicinan prima loro, là, al furgone.
Avvocato Filastò: Si avvicinano prima loro. Ecco.
Giancarlo Lotti: Il Vanni e il Pacciani.
Avvocato Filastò: Ma lei cosa fa? Si avvicina a loro, o son loro che si avvicinano a lei? Perché, a un certo momento, lei deve essere molto vicino a Pacciani. Guardi, glielo dico subito.
Giancarlo Lotti: Ma io ho detto... scendo dalla macchina e vo su... più vicino a Pietro. Poi mi chiama e allora mi sposto in verso di loro.
Avvocato Filastò: Ah, allora Pietro l'ha chiamato, eh? Gli ha detto,... come gli ha detto? 'Lotti, vieni qua. '
Giancarlo Lotti: 'Lotti, vien qua.' E i' che... E mi mostrano una cosa... che io un sapevo nemmeno tenerla in mano, questa...
Avvocato Filastò: Quindi, quando Pietro la chiama e gli dice: 'Lotti, vieni qua', a che distanza siete dal furgone? :
Giancarlo Lotti: Come fo a giudicarlo? Un lo so mica...
Avvocato Filastò: Insomma, va be'...
Giancarlo Lotti: ... un metro, poco più.
Avvocato Filastò: O via, poco più. O bravo. Vede... Quindi, vicinissimo.
Giancarlo Lotti: Sì, vicino.
Avvocato Filastò: Dice: 'Lotti, vieni qua.' Lei si avvicina... Ecco, questo furgone, mi pare gliel'ha chiesto qualcun altro, dentro ci aveva la luce accesa?
Giancarlo Lotti: Una lueina accesa, mi pare.
Avvocato Filastò: Ci ha anche la luce accesa. Dice: 'Lotti, vieni qua.' E gli dà una pistola. Va bene, è così?
Giancarlo Lotti: Mah, io non l'avevo mai viste, mai... un sapevo nemmen come fare a adoprarla.
Avvocato Filastò: Comunque, gli dette quest'arma in mano a lei.
Giancarlo Lotti: Sì. Però, lì per lì, un sapevo come fare a tenerla in mano.
Avvocato Filastò: Prima che questo Pacciani le desse quest'arma in mano, Pacciani aveva già sparato contro il furgone?
Giancarlo Lotti: No, prima no.
Avvocato Filastò: Benissimo.
Giancarlo Lotti: Poi vedde che un...
Avvocato Filastò: Va be'
Giancarlo Lotti: ... che un mi riusciva di cosare...
Avvocato Filastò: No, no. No, no, quello... ci si arriva, ci si arriva. Aspetti, aspetti. Non anticipiamo le cose. Lei, prima, questa pistola l'aveva mai vista?
Giancarlo Lotti: No.
Avvocato Filastò: Aveva mai avuto modo di maneggiare una pistola, prima di quella sera?
Giancarlo Lotti: Mai.
Avvocato Filastò: Sa come si mette la pallottola in canna in una pistola?
Giancarlo Lotti: No.
Avvocato Filastò: Com si toglie la sicura?
Giancarlo Lotti: Se un son pratico, come fo a dirlo...
Avvocato Filastò: No.
Giancarlo Lotti: ... che un l'ho fatte...
Avvocato Filastò: No. E basta. Quindi lei non è in grado di dire, siccome lei mi par di capire che di armi, e specialmente di pistole non se ne intende punto...
Giancarlo Lotti: No, nulla, niente. Nulla, nulla.
Avvocato Filastò: E quella era la prima volta in vita sua che prendeva in mano una pistola?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: Ma è sicuro?
Giancarlo Lotti: Son sicurissimo.
Avvocato Filastò: O Lotti, via...
Giancarlo Lotti: Son sicurissimo.
Avvocato Filastò: E Pacciani lo sapeva questo?
Giancarlo Lotti: I' che?
Avvocato Filastò: Che lei era la prima volta che pigliava una pistola in mano.
Giancarlo Lotti: Io un gl'ho mica detto... E i' che gli andavo a dirgli...
Avvocato Filastò: No, non gliel'ha detto. Quindi non lo sapeva. No, tante volte, poteva, ne avete parlato prima...
Giancarlo Lotti: Se dico non ho mai visto, è la prima vola qui' giorno lì e basta.
Avvocato Filastò: Però lei c'ha un talento naturale, sa?
Giancarlo Lotti: Come un talento naturale?
Avvocato Filastò: Va be', lasciamo perdere.
Giancarlo Lotti: Ah... se gli dico così...
Avvocato Filastò: Allora lei però l'ha avuta in mano questa pistola. Questa volta.
Giancarlo Lotti: Mah, me l'ha data. Però un sapevo nemmeno come fare...
Avvocato Filastò: Va bene, benissimo. Lei l'ha avuta in mano. Ce la può descrivere?
Giancarlo Lotti: Come, la pistola?
Avvocato Filastò: La pistola, ce la descrive? Ci dice com'era? Lunga, corta... Più corto il manico, più lunga la canna, più corto, più corto la canna del manico, nera, chiara, nichelata... com'era?
Giancarlo Lotti: L'era su il nero.
Avvocato Filastò: Su il nero. Poi, il manico com'era? Più lungo o più corto della canna?
Giancarlo Lotti: No, di quegli normali. Normali come prendere...
Avvocato Filastò: Normali non lo può dire, perché siccome li questa è proprio una di quelle occasioni in cui lei normali non lo può dire. Perché lei, di pdstole, non se ne intende. Non ne ha mai vista una, non ne ha mai maneggiata una. Quindi, lei, normale non lo può dire. Lei ci dice com'era questo manico. Più lungo o più corto della canna?
Giancarlo Lotti: Prende una mano.
Presidente: Prendeva la mano, sta nella mano?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: Eh, per forza. Vorrei anche vedere, una pistola, se c'ha un manico, se non sta nella mano...
Presidente: No, nel senso, non fuoriusciva? No...
Avvocato Bertini: Sta rispondendo. Una pistola che non usciva da...
Presidente: Ah, non usciva dalla mano.
Avvocato Filastò: Non era più lungo della mano.
Presidente: Ecco.
Giancarlo Lotti: Io, le mani piccole un l'ho, sicché...
Avvocato Filastò: E la canna era lunga?
Giancarlo Lotti: Eh, sarà stata... Di preciso, come fo a ricordarmi tutto? Giù per su, lunga così. Di preciso un posso... Come fo a...
Presidente: Il caricatore usciva o no, fuori?
Giancarlo Lotti: Mah, non ho guardato. Perché, a qui' punto lì, un sapevo più i' che fare.
Avvocato Filastò: No..
Giancarlo Lotti: Unn'ho visto bene se c'era...
Avvocato Filastò: Per Pacciani gli dice di sparare. E lei
Giancarlo Lotti: E io un sapevo nemmen come fare a adoprarla sicché, unn'è che...
Avvocato Filastò: Però ha sparato.
Giancarlo Lotti: Ho provato a sparare, prò un so se l'ho preso ni vetro...
Avvocato Filastò: No, no, lasciamo perdere se l'ha preso. Ma i colpi li ha sentiti.
Presidente: Ma ha sparato.
Giancarlo Lotti: Eh, il colpo l'ho sentito quando gl'è partito. Però...
Avvocato Filastò: Quanti?
Giancarlo Lotti: Eh, un lo so mica. Saranno stati due, tre... di preciso, come fo a dirlo.
Avvocato Filastò: Comunque, più d'uno.
Giancarlo Lotti: Eh?
Avvocato Filastò: Più d'uno, comunque.
Giancarlo Lotti: Più d'uno, sì.
Avvocato Filastò: E lei ha sparato contro il furgone, o contro i ragazzi che eran dentro il furgone? Ha mirato contro qualcuno?
Giancarlo Lotti: Io... ho tirato verso il furgone. Se l’ho preso o no, un lo so.
Avvocato Filastò: Beh, a un metro, non piglia' un furgone, è un po' difficile, eh.
Giancarlo Lotti: Eh, lo so...
Avvocato Filastò: Comunque, lei ha sparato contro il furgone, o contro i ragazzi che erano dentro il furgone?
Giancarlo Lotti: Insomma, di faccia così, g'era..
Avvocato Filastò: Eh?
Giancarlo Lotti: Di fronte a il furgone.
Avvocato Filastò: Di fronte al furgone.
Giancarlo Lotti: Di fronte a il furgone.
Avvocato Filastò: Lei ha visto che dentro il furgone c'erano dei ragazzi?
Giancarlo Lotti: Per l'appunto c'era un vetro mezzo opaco, sicché un si vede tanto bene.
Avvocato Filastò: Un si vede tanto bene. Però lei ha detto che aveva sparato contro il vetro. E ora si è capito che il vetro è il parabrezza.
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: Allora un l'ha preso, sa?
Giancarlo Lotti: Come?
Avvocato Filastò: Non l'ha mica preso.
Giancarlo Lotti: No?
Avvocato Filastò: No.
Giancarlo Lotti: E avrò preso lo sportello, di preciso...
Avvocato Bertini: Il parabrezza non l'ha mai detto. Nemmeno stamattina ha detto il parabrezza, eh.
Presidente: Ha parlato di vetro opaco, ora, eh. Non è il parabrezza eh.
Avvocato Bertini: Il parabrezza non lo ha mai detto.
Presidente: Ora non confondiamo.
Giancarlo Lotti: Ho visto il vetro opaco.
Presidente: Lotti, chiarisca bene.
Avvocato Filastò: Ha detto vetro, infatti. Ha detto vetro.
Avvocato Bertini: Non c'è solo il parabrezza come vetro, nella macchina.
Avvocato Filastò: Lei, avvocato difensore...
Avvocato Bertini: Sì.
Avvocato Filastò: Avvocato difensore...
Avvocato Bertini: Sì, sono io.
Avvocato Filastò: ... lei non c'era quando io ho chiesto al signor Lotti che cosa intende per vetro. E lui mi ha detto che, per vetro, intende il parabrezza. Ci siamo stati cinque minuti a chiarire questa cosa.
P.M.: Eh, via, avvocato...
Avvocato Bertini: Ha risposta anche a me...
Presidente: Sì, avvocato, però.. .
Avvocato Bertini: ... il vetro.
Presidente: Scusi, avvocato Bertini, però dobbiamo precisare una cosa, in questo frangente ha detto che il vetro era mezzo opaco. E non era certamente il vetro del parabrezza.
Avvocato Bertini: Certamente.
Presidente: Questo, ha detto ora. Se dobbiamo stare alle regole. Bene Comunque ci spieghi lei, allora, Lotti. Bene, quello che voleva sapere l'avvocato.
Avvocato Filastò: Allora?
Giancarlo Lotti: Come?
Avvocato Filastò: Ha sparato contro il parabrezza, o contro il vetro opaco?
Giancarlo Lotti: Contro il vetro opaco. Allora ho preso lo sportello, o il vetro... Un lo so io di preciso.
Avvocato Filastò: Un lo sa.
Giancarlo Lotti: Cioè, la paura d'avere la pistola in mano, non son sicuro e l'ho preso o no.
Avvocato Filastò: Ma i ragazzi li ha presi?
Giancarlo Lotti: E come fo a saperlo?
Avvocato Filastò: Glielo dico io, li ha presi. Perché di nove colpi, non ce n'è uno che non è andato a segno, contro quei poveri ragazzi. Lo sa lei questo?
Giancarlo Lotti: Eh, ma c'è stato quell'altro che gli ha sparato di là.
Avvocato Filastò: Lei ha sparato contro i ragazzi, sì o no?
Giancarlo Lotti: Contro il furgone, ho detto io.
Avvocato Filastò: Ah.
Giancarlo Lotti: Però un so...
Avvocato Filastò: Spara tre colpi contro il furgone...
Giancarlo Lotti: ... se gli ho presi.
Avvocato Filastò: ... però lei non sa se ha preso i ragazzi.
Giancarlo Lotti: No.
Avvocato Filastò: E i ragazzi li aveva visti, li vedeva dentro mentre sparava? Sì, o no?
Giancarlo Lotti: No.
Avvocato Filastò: No.
Presidente: Senta Lotti... Scusi, avvocato, se mi inserisco un attimo. Però, nell'incidente probatorio lei ha detto che vide che il ragazzo, almeno un ragazzo era a sedere.
Giancarlo Lotti: No, da principio...
Presidente: Quindi vuol dire che allora, anche col vetro opaco, la luce interna fioca...
Giancarlo Lotti: Sì, io ho detto la parte di dietro.
Presidente: ... o qualcosa vedeva.
Giancarlo Lotti: Dalla parte di dietro. Che si spostava. Però un vedevo bene.
Avvocato Filastò: E quando l'ha detto questo... Lei ricorderà che ha detto anche che i ragazzi erano a sedere davanti. Erano a sedere sul sedile anteriore. Poi si è corretto, il giorno dopo, come lei sa!
P.M.: Nell'incidente probatorio ha sempre detto dietro, via... Nei verbali qui ha detto davanti...
Presidente: Comunque, qualcosa vedeva qualcosa, riusciva a vederla.
(voci sovrapposte)
Avvocato Filastò: Il giorno 27 novembre. E il giorno 28 novembre ha detto: 'mi ero sbagliato ieri.' Avvocato Bertini: Il 27 disse anche che vide...
Giancarlo Lotti: O un mi son spiegato bene. Non ho sbagliato.
Presidente: Va bene. Ora facciamo parlare lui, eh. Facciamo parlar lui.
Avvocato Bertini: "... vidi un'ombra." Quindi era palese che l'ombra non poteva esser davanti, ma dietro.
Avvocato Filastò: Certo.
Presidente: Va bene, ora facciamo chiarire a lui.
Avvocato Filastò: Quindi lei, avvocato, sta suggerendo al suo difeso...
Avvocato Bertini: No, io...
Avvocato Filastò: ... di dire che ha sparato...
P.M.: Di dire la verità.
Avvocato Bertini: No, io sto ricordando quello che disse il 27 di novembre in quest'aula.
Avvocato Filastò: Sì.
Avvocato Bertini: Disse che si affiancò al furgone e vide delle ombre.
Avvocato Filastò: Avvocato, io la pregherei di non interrompermi troppo.
Avvocato Bertini: È solo per precisare, avvocato.
Avvocato Filastò: Ha capito? Perché non vorrei andar incontro a uno sfogo che c'ho sullo stomaco da tanto tempo.
Presidente: Va bene, va bene, avvocato. Allora, a questo punto, interrompiamo 10 minuti, perché anche Lotti è stanco. Va bene?
P.M.: Bene. Meglio, meglio...
Segue...

venerdì 23 maggio 2014

Giancarlo Lotti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 3 dicembre 1997 - Settima parte



La lettura di questo post è riservata ai Sostenitori di  
Insufficienza di prove.




I motivi di questa scelta
Da oggi, ogni settimana, almeno un post sarà destinato ai soli Sostenitori di Insufficienza di prove.
È una scelta che ho rimandato finchè ho potuto ma adesso si tratta di decidere se proseguire con un post al giorno dal lunedì al venerdì, come ho fatto negli ultimi quattro anni, o interrompere la pubblicazione di qualsivoglia contenuto su Insufficienza di prove. È una scelta impegnativa che però mi trovo costretto a fare, dato il crescente impegno e gli inevitabili costi da sostenere. Lo dico da un pò di tempo: il momento non è dei migliori ma per andare avanti serve davvero ben poco e se anche solo un terzo di coloro che seguono Insufficienza di prove mi sosterrà in questa impresa, nei prossimi mesi tutto il processo a Mario Vanni e Giancarlo Lotti verrà pubblicato su queste pagine. Diversamente, con estremo dispiacere, io mi fermo qua.

Come diventare sostenitore:
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In base all'entità del contributo fornirò l'accesso a tutti i posts per 1 mese, 6 mesi, un anno. La gestione delle donazioni verrà gestita da Daniele, un mostrologo che probabilmente già conoscete se avete acquistato un libro sul "mostro di Firenze" su Ebay o avete partecipato alla presentazione di uno degli ultimi libri usciti sull'argomento.
Grazie per l'attenzione e a presto!
Flanz

I numeri di Insufficienza di prove (al 20 marzo 2014)
-1550 posts;
-1300 articoli nell'emeroteca più completa sulla vicenda;
-568 schede con tutti i protagonisti;
-73 interviste ai principali protagonisti della vicenda;
-85 video sul canale Youtube;
-1 post ogni giorno dal lunedì al venerdì;
-Trascrizioni complete e fedeli delle principali udienze sul caso;
-Aggiornamenti e news;
-Oltre 60.000 visitatori annui;

giovedì 22 maggio 2014

Giancarlo Lotti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 3 dicembre 1997 - Sesta parte



Segui dalla quinta parte.

Avvocato Filastò: E allora, ci vuol spiegare perché aspettò una settimana a parlarne con Vanni di questo fatto? Più di una settimana, anzi, a sentire l'incidente probatorio; mai, per quello che ci ha detto ora. Comunque, mettiamola che se ne ricordasse stamani, che gli abbia parlato a Vanni dopo più di una settimana, ci spiega perché?
Giancarlo Lotti: Più di una settimana?
Avvocato Filastò: Sì. No, non perché più d'una se... Perché lei ha aspettato tutto questo tempo a parlarne con Vanni.
Giancarlo Lotti: Perché io sono un tipo, un parlo, io. Io sono uno che unn'è che parli tanto.
Avvocato Filastò: Ma insomma, riguardo a quelle smanie che ha fatto, sembra proprio di no. Qui, magari, è un po' più laconico, ma insomma... Perché lei è un tipo che non parla. Allora, senta un po', gli riepilogo...
Giancarlo Lotti: No, un parlo. Parlare, parlo...
Avvocato Filastò: Scusi, abbia pazienza, le riepilogo un momentino la situazione.
Giancarlo Lotti: ... però mi tengo chiuso su me stesso.
Avvocato Filastò: Va bene, è una persona chiusa. Va bene. E lei è una persona chiusa, però, abbia pazienza, lei vien trascinato... Questa, è la prima volta che succede una cosa di questo genere. Perché lei... Allora, guardi, le faccio una domanda precisa: prima di questo fatto aveva mai sentito parlare Vanni o Pacciani dell'intenzione di ammazzare quella gente?
Giancarlo Lotti: No.
Avvocato Filastò: No.
Giancarlo Lotti: Prima prima, no.
Avvocato Filastò: Prima prima no, lei, con questo Pacciani e con questo Vanni, prima ci va a bere, ci gioca a carte. È così?
Giancarlo Lotti: Ma prima di.. .
Avvocato Filastò: Prima, prima di questo fatto, sì. Siamo nel giugno dell'82.
Giancarlo Lotti: Eh, io il Pacciani un lo conoscevo mica...
Avvocato Filastò: Lo conosceva...
Giancarlo Lotti: Un lo conoscevo a qui punto di esser una persona...
Avvocato Filastò: Ecco, appunto. Eh. Vanni, poi, l'è 25 anni che lo conosce. A quell'epoca lì probabilmente era un po' meno, diciamo, 15 anni. In 15 anni lo ha sempre visto a bere. È così, no? Oppure gli era capitato di vedere che lui gli aveva detto: 'guarda, c'è quella ragazza, la voglio ammazzare, mi sta antipatica...' Gli era mai successo una cosa del genere, col Vanni?
Giancarlo Lotti: Ma no.
Avvocato Filastò: No. Un bel giorno, questi qui, con le minacce, eh? La portano in un posto e lei gli va dietro. Poi Pacciani piglia su una pistola e spara. Il giorno dopo, poi, lei sente che quelle due persone nel posto dove è stato portato da questi due con le minacce, sono morte ammazzate. E va be' che è un tipo chiuso, insomma, ma andargli a chiedere: 'ma o ragazzi, ma perché m'avete portato dietro se avevate intenzione di fare una cosa di questo genere?' Come mai non gli è venuto in mente di andarglielo a chiedere, scusi?
Giancarlo Lotti: E un gliel'ho chiesto.
Avvocato Filastò: Non gliel'ha chiesto. E perché, almeno chiedergli il perché avevan voluto a tutti i costi che ci andasse anche lei.
Giancarlo Lotti: Ma o un gliel'ho spiegato, perché?
Avvocato Filastò: No, non me l'ha spiegato.
Giancarlo Lotti: Allora non gliel'ho spiegato.
Avvocato Filastò: Lotti, non me l'ha spiegato.
Giancarlo Lotti: No, un gliel'ho spiegato.
Avvocato Filastò: Resto con la curiosità io, perché un me l'ha spiegato. Però un pochino... Infatti, vede, non l'ha spiegato nemmeno al Pubblico Ministero. Anche lui l'avrebbe voluto sapere, ovviamente. Tant'è vero che...
Presidente: Qualcosa di diverso ha detto la settimana scorsa, quando gli feci la domanda io. Si ricorda Lotti, quando dissi: 'ma allora il Pacciani e il Vanni erano così stupidi, così... che si portavano un testimone dietro', un discorso di questo genere.
Avvocato Filastò: Eh.
Presidente: Eh?
Giancarlo Lotti: Sì.
Presidente: E lei cosa...
Giancarlo Lotti: Mi sembra di ricordarmi questo discorso qui.
Presidente: Eh, e lei disse: 'si andò lì perché io dovevo guardar le macchine.'
Avvocato Filastò: Sì, ma oggi ci ha detto che un le doveva guardare le macchine.
Presidente: Eh, appunto, appunto.
Giancarlo Lotti: Qui' giorno lì, rimasi così. Io un sapevo...
Presidente: Eh, dopo ci chiarirà. Insomma, l'avvocato sta facendo queste domande su questo punto qui. Lei continua a evitare.
Avvocato Filastò: Va bene... vede, comunque Presidente...
P.M.: È un imputato, signori, eh.
Presidente: Come?
P.M.: È un imputato, Lotti.
Presidente: Sì, appunto, è un imputato, come noi...
Avvocato Filastò: È un imputato collaboratore...
P.M.: No, collaboratore no. 
Avvocato Bertini: No, collaboratore no.
Avvocato Filastò: No. Allora perché non è in galera, scusate tanto, abbiate pazienza.
P.M.: No. No, no, questo non...
Presidente: Eh, questo è un potere del Pubblico Ministero che non ci entriamo.
P.M.: Questa non è la sede...
Avvocato Filastò: No, non è la sede. . . No, no, come non è la sede? Io sono un contribuente, oltre che un avvocato. Fra parentesi.
P.M.: Ci ha un difensore.
Avvocato Filastò: Ecco, ci ha il difensore; il difensore sta zitto, fa anche bene. Ma insomma, lasciamo perdere, Pubblico Ministero, è colpa sua. Mi stava trascinando a una polemica che non volevo fare.
Presidente: Bravo.
Avvocato Filastò: Va bene. No, perché gli volevo contestare invece che lei, su questa domanda che le ho fatto, gliel'aveva bell'e fatta il Pubblico Ministero a pagina 36 dell'incidente probatorio. "Che cosa gli disse...", una settimana e passa dopo, lei dice che a Vanni gliene parlò. E il Pubblico Ministero gli dice: "E cosa gli disse?" E lei dice: "Dissi del fatto di quel coso lì." "Coso", sarebbe il delitto. E il Pubblico Ministero gli chiede: "Perché facevano queste cose?" Ovviamente gli chiese perché facevano queste cose. E Lotti risponde: "Questo, non me l'hanno spiegato bene." Ecco, signor...
Giancarlo Lotti: Questo, dissero...
Avvocato Filastò: Non gliel'hanno spiegato bene. Mah. E ora ci risiamo alle solite domande, più o meno, per quello che riguarda l'omicidio di Giogoli, di questi due ragazzi tedeschi. E faccio delle domande, glielo dico subito, perché voglio sapere il motivo per cui lei andò a Giogoli con Pacciani e Vanni. La domanda è questa: fra il giungo dell'82, che sono gli omicidi di Baccaiano.
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: E i settembre dell'83, omicidi di Giogoli, lei è andato qualche volta in giro di notte con Pacciani e con Vanni? O con uno o con l'altro?
Giancarlo Lotti: No, con loro no.
(voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: Come no, dice il Vanni... Eh, sì. Lo so che non c'è andato con lei... Quindi, passa giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre... Insomma, passa quasi un anno e con queste persone lei si vede, come al solito, alla canti... insomma, alla Cantinetta, no, nel bar della piazza, in giro per San Casciano qualche volta. Con Pacciani poco, fra l'altro, no? mi pare di aver capito, eh? Sto parlando di questo intervallo di tempo.
Giancarlo Lotti: Sì, sì, ho capito.
Avvocato Filastò: Eh, si vede con loro qualche volta?
Giancarlo Lotti: No, con loro direttamente di notte, no.
Avvocato Filastò: No. No di notte, di giorno?
Giancarlo Lotti: Di giorno...
Avvocato Filastò: A far queste famose merende. Accidenti alla miseria! Si è parlato di queste merende, dei compagni di merende per tanto tempo...
Giancarlo Lotti: Le merende
Avvocato Filastò: ... dove stanno, l'avete fatta qualche merenda insieme, signor Lotti?
Giancarlo Lotti: Sì, merende, in do' c'era la festa, così...
Avvocato Filastò: Dove c'era la festa, eccetera. Bene.
Giancarlo Lotti: O qualche volta alla Cantinetta, così, un panino. Però, non spesso, non continuo...
Avvocato Filastò: Però arriva questo giorno di settembre dell'83 e si presentano a casa sua Pacciani e Vanni e gli dicono: 'vieni con noi.' È così che è andata?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: E lei che risponde? E lei che gli risponde?
Giancarlo Lotti: Gli dissi: 'io un vengo mica.'
Avvocato Filastò: E lei...
Giancarlo Lotti: 'Come un tu vieni? Ti s'è visto, ni' tal posto, così e così nella via con una persona, con...'
Avvocato Filastò: Ah, e allora...
Giancarlo Lotti: Ma lì fu una cosa...
Avvocato Filastò: ... a questo punto... O bravo. Lei dice: 'no, io un ci vengo.' Glielo avrei detto anch'io, dopo l'esperienza della volta prima, dell'anno prima, col cavolo che andavo con loro, io, un'altra volta di nottel E lei, allora a questo punto, chi glielo dice? Il Pacciani gli dice...
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: ...'guarda, che noi ti s'è visto...'
Giancarlo Lotti: Ni' tal posto, in una via...
Avvocato Filastò: ...'nel tal posto, in una via, con una persona, un uomo...', eh? che quest'uomo sarebbe stato il?
Giancarlo Lotti: Questo Fabrizio Butini.
Avvocato Filastò: Povero Fabrizio.
Giancarlo Lotti: Però lì un c'è stato quasi niente, eh.
Avvocato Filastò: Eh...
Giancarlo Lotti: L'è stata una cosa così...
Avvocato Filastò: No, no, aspetti. Questa cosa qui bisogna approfondirla un momentino. Guardi, io fra l'altro 'son convinto che non sia vero che lei ci abbia... Per capirci, insomma, ecco. Io son convinto che lei sia una persona più che normale. Però, qui c'è stato dei periti che l'hanno analizzata, non so, e hanno detto che lei, insomma, ha tendenze omosessuali.
Giancarlo Lotti: No. Questo unn'è vero nulla.
Avvocato Filastò: Eh ci credo.
Giancarlo Lotti: No...
Avvocato Filastò: Va be'...
Giancarlo Lotti: ... questo un me lo può dire.
Avvocato Filastò: No, non glielo dico mica io.
Giancarlo Lotti: No, questo un lo può dire.
Avvocato Filastò: L'ho bell'e detto.
Giancarlo Lotti: La un sa la persona che son io, sicché...
Presidente: Lo dicono i periti....
Avvocato Filastò: Lotti, Lotti...
Presidente: ... lo dicono i periti.
Avvocato Filastò: ... ma non glielo sto... Io ho cominciato nel dirgli: 'guardi, io un ci credo.' Di più un gli posso dire. Più che dirgli un ci credo!
Giancarlo Lotti: Ma quegli... i professori che...
Presidente: Ascolti bene, ascolti bene. Prego, avvocato.
Avvocato Filastò: Ecco. Io dico che un ci credo, però questi qui hanno detto in questa maniera. Insomma, le è mai capitato a lei di sentirsi attratto da un uomo?
Giancarlo Lotti: No.
Avvocato Filastò: O via! Però ci sarebbe stato questo approccio di Pacciani, una volta.
Giancarlo Lotti: Sì. Ma quello gl'è stato lui, un son mica stato io a andare...
Avvocato Filastò: Non è stato lei, è stato lui.
Giancarlo Lotti: Non mica che sia arrivato a il punto, però...
Avvocato Filastò: Va be', torniamoci un momentino su questa storia qui. In questa occasione, il Vanni, c'era, era presente?
Giancarlo Lotti: No.
Avvocato Filastò: No.
Giancarlo Lotti: Io se andavo a trovarlo come amico, così. Poi, gl'era diverso da quello che gl'era.
Avvocato Filastò: E insomma, lei lo va a trovare e si ritrova lì. E questo qui che fa? Allunga le mani?
Giancarlo Lotti: No le prime volte. Una volta, così...
Avvocato Filastò: Una volta... ,
Giancarlo Lotti: ... cominciava a... Io dissi: 'i' che fa questo?'
Avvocato Filastò: 'I' che fa questo'.
Giancarlo Lotti: Eh, a qui' punto lì, ero solo con lui. Non arrivò a il punto, però gli arrivò vicino. E allora, i' che feci? Poi andetti via, i' che dovevo fare?
Avvocato Filastò: Eh, Pacciani... Ma la spogliò, gli fece...
Giancarlo Lotti: No, un arrivò a qui' punto lì, però feci in tempo a anda' via.
Avvocato Filastò: Perché fece in tempo a andar via. Ha fatto proprio bene !
Giancarlo Lotti: E come no... La cosa...
Avvocato Filastò: E sarei andato via anch'io. Ma che si scherza davvero!
Giancarlo Lotti: ... la unn'è tanto bella. Non lo so io...
Avvocato Filastò: Ma dove siamo! Ma allora, scusi, questa cosa del Butini, il Butini, tanto per cominciare, scusi. Lì c'è stato una mattinata intera a cercare di capire questa cosa e non ci è riuscito... Il Butini, che sappia lei, è finocchio, o no?
Giancarlo Lotti: Ma io ero in macchina con lui. però...
Avvocato Filastò: No, no, ma a parte questo, a parte questo. Lei un lo conosce?
Giancarlo Lotti: Lo conoscevo appena.
Avvocato Filastò: Lo conosceva appena.
Giancarlo Lotti: Unn'è che avevo, che lo conoscessi proprio direttamente.
Avvocato Filastò: Eh.
Giancarlo Lotti: Io l'ho visto così...
Avvocato Filastò: Quindi, lei non sapeva, lei non lo sa se è finocchio, oppure no.
Giancarlo Lotti: Questo non posso... preciso di dire se gl'era o no.
Avvocato Filastò: Ecco, appunto. Ma lei, con questo Fabrizio Butini, ci ha avuto un rapporto sessuale, sì o no?
Giancarlo Lotti: Non proprio direttamente.
Avvocato Filastò: Non direttamente. No, non so per lettera... Mi faccia capire.
Giancarlo Lotti: No...
Avvocato Filastò: Vi siete scritti delle lettere d'amore...
Giancarlo Lotti: Lei mi dice per lettera. Ma io non capisco perché...
Avvocato Filastò: No, per dire...
Presidente: Cosa vuol dire, cosa vuol dire, Lotti?
Avvocato Filastò: Cosa vuol dire non direttamente, Lotti?
Presidente: Cosa vuol dire non direttamente?
Giancarlo Lotti: No, che sia andato proprio preciso a far quello. No, questo no.
Presidente: Non è andato con quello scopo lì.
Giancarlo Lotti: No, unn'è arrivato a il punto proprio di... Io non sono...
Presidente: Lei faceva la donna e lui l'uomo?
Giancarlo Lotti: Eh...
Presidente: È così, o no?
Giancarlo Lotti: No, io facevo l'uomo e lui la donna.
Presidente: Ah.
Giancarlo Lotti: Però, unn'è che ci si conoscessi... l'ho visto appena, io sicché... Poi, m'hanno visto così, in questa macchina. Però gl'hanno riconosciuto la macchina...
Avvocato Filastò: Insomma, senta, in questa macchina voi, lei e questo Butini, eravate spogliati o vestiti?
Giancarlo Lotti: No. S'era vestiti.
Avvocato Filastò: S'era vestiti.
Giancarlo Lotti: È stata una cosa normale, così. Però un c'è stato quasi niente.
Avvocato Filastò: Eravate uno sopra a quell'altro, oppure no?
Giancarlo Lotti: No, uno a sedere di qua e uno di là.
Avvocato Filastò: Uno a sedere di qua e uno di là. Allora mi dice cosa potevano aver visto, questi Pacciani e Vanni che, per l'appunto passano con la macchina di lì quella sera? Hanno visto due persone sedute in una macchina che stanno uno seduto di qua e uno di là, tranquilli e beati. E allora?
Giancarlo Lotti: Perché gl'hanno detto codesto discorso...
Avvocato Filastò: Ma appunto.
Giancarlo Lotti: 'Ti s'è visto in tal posto', così e così. Io non capisco.
Avvocato Filastò: Il posto, era un posto isolato, fra le frasche?
Giancarlo Lotti: No, frasche. C'è una strada.
Avvocato Filastò: Ma una strada di paese, o una strada di campagna?
Giancarlo Lotti: Venendo dal semaforo del piazzone, si scende giù.
Avvocato Filastò: C'è un semaforo vicino?
Giancarlo Lotti: C'è un semaforo in cima, lassù.
Avvocato Filastò: Non siamo in una città, siamo a San Casciano.
Giancarlo Lotti: Sì, e che ho detto io. Non ho detto mica fuori di San Casciano.
Avvocato Filastò: No, no, ho capito. Va bene, no, perché voglio dire, tante volte uno vede due uomini, magari stanno a sedere uno accanto all'altro, insieme, però in una strada di campagna in mezzo alle frasche e uno dice: 'ma che ci fanno?'
Giancarlo Lotti: Io non ho detto in mezzo... ho detto in una via a San Casciano.
Avvocato Filastò: Una via a San Casciano, ma son d'accordo con lei. Era una via a San Casciano, siamo perfettamente d'accordo.
Giancarlo Lotti: Una via... Dal semaforo si scende giù e si gira. È una... via Empolese, se mi ricordo bene. Via Empolese.
Avvocato Filastò: Ma allora scusi, quando il Pacciani gli fece questo discorso, che la minacciava, dice: 'guarda si racconta in giro che ti s'è visto col Butini'. Ma gliel'ha detto lei: 'ma guarda che io col Butini ero a sedere in automobile in una via di San Casciano, ma i' che tu hai visto te?' Gliel'ha detto lei questo?
Giancarlo Lotti: Ma io glielo dissi: 'come mai t'hai visto bene, di preciso chi gl'era in macchina?'
Avvocato Filastò: Chi gl'era... Moh.
Giancarlo Lotti: C'era i fari accesi, può darsi gl'abbia visto bene. Non lo so.
Avvocato Filastò: Sì, ma che visto? L'ha detto lei, eravate a sedere in macchina, vestiti, uno accanto all'altro. Che avrà visto?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: I' che avrà visto? Me lo dica lei i' che può aver visto?
Giancarlo Lotti: Che ne so che gl'ha visto. Io gli spiego quello che gl'è stato fatto lì, quello... 
Segue...
 
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